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Alpe di Pampeago (Bolzano) - venerdì 25 maggio 2012 - Mai come stavolta il primo dei battuti può fare festa come se avesse trionfato. Sull'Alpe di Pampeago, dopo una giornata di montagne, Ryder Hesjedal accoglie il suo secondo posto alle spalle di Roman Kreuziger come fosse una vittoria. Tra gli uomini di classifica, il canadese della Garmin-Barracuda ha dimostrato di avere più gamba e cuore e, poiché domenica a Milano si chiude con la cronometro, è lecito affermare che la maglia rosa, benché resti per 17" sulle spalle dello spagnolo Joaquin Rodriguez (Katusha), sia sempre più di proprietà del nordamericano, autentica rivelazione di questo Giro d'Italia. Il tappone di oggi è stato ancora caratterizzato da una fuga da lontano, perpetrata al Km. 9 da 17 coraggiosi: Sella, Zeits, Santaromita, Pirazzi, Cazaux, Guardini, Casar, Ignatyev, Hansen, Ventoso, Pauwels, Garate, Rohregger, Flecha, Benedetti e Haedo. Pirazzi passava la giornata a collezionare Gpm, passando in testa, ad esempio, sia sul Menghen che al primo passaggio a Pampeago, prima con Rohregger, poi con Casar (nonostante tutto, però, la maglia azzurra resta a Rabottini). La stoccata decisiva, ai fini del successo parziale, porta la firma del ceco Kreuziger, riappropriatosi dei gradi di capitano, dopo la mezza cotta patita a Cortina d'Ampezzo, per l'uscita di scena di Tiralongo. Il leader dell'Astana rimonta, si aggrega e poi se ne va tutto solo, resistendo al ritorno di Hesjedal, che nel frattempo aveva giocato al gatto con il topo con i big. Scintille sull'ultima salita: Scarponi attacca una, due, tre volte ma Hesjedal gli resta ancorato e poi, scrutato il volto del marchigiano, gli scatta in faccia. Un colpo quasi da ko, che costringe Rodriguez ad affidarsi alla sagoma non certo ingombrante di Pozzovivo e a Basso di salire su con il suo passo, e cioè con una marcia in meno. Nessuno dei pretendenti accusa distacchi irrecuperabili però il canadese fa capire di che pasta è fatto e chi è il grande favorito per il successo conclusivo. Una 'nomination' che gli riconoscono anche i più immediati rivali. Rodruguez: «Avremmo dovuto staccarlo, ha dato a tutti una lezione». Basso: «Bisogna riconoscere i meriti degli avversari, Hesjedal ha ipotecato il Giro». È l'ultimo appuntamento in alta montagna prima della cronometro conclusiva di Milano. I PROTAGONISTI
«Mi sento bene, ho fatto una buona prova e ho molta fiducia in me stesso. Sono molto sereno per la tappa di domani». È freddo e sicuro di sè Ryder Hesjedal, il favorito per la vittoria finale del Giro d'Italia dopo avere tagliato il traguardo staccando i diretti concorrenti. «Ho cominciato a salire bene - ha detto Hesjedal - domani sarà un'altra tappa molto dura. Tutti fanno il massimo e sarà una grande corsa. Il distacco dalla maglia rosa è sceso a 17"? Meglio 17" che 30"». «Hesjedal ha dato dimostrazione di essere il più forte». Ivan Basso riconosce i meriti del canadese e, a due tappe dalla conclusione del Giro, pone il canadese della Garmin in pole position per la vittoria finale. «Tutti pensavano di staccarlo o di provarci - ha spiegato il varesino della Liquigas-Cannondale - e lui ha staccato noi. Oggi ha messo una ipoetca al Giro». Basso riconosce di aver avuto problemi nell'ultima salita: «Gli scatti di Scarponi mi hanno messo in difficoltà e così era meglio salire con il mio passo e limitare il discatto finale. Oggi era mia intenzione andare più forte, non ero in una cattiva giornata però non sono riuscito a fare la differenza che volevo. Bisogna però dare merito agli avversari, ora bisogna restare concentrati e provare, domani, a recuperare il terreno perduto». «Noi avremmo dovuto staccare Ryder, lui invece ha dato una lezione a tutti. Ha attaccato fortissimo e staccato tutti. Adesso sarà difficile, vincere il Giro è cosa sua. È lui che deve sbagliare o staccarsi». Lo spagnolo Joaquin Rodriguez mantiene sull'Alpe di Pampeago la maglia rosa ma è consapevole che, ora, è il canadese Hesjedal il grande favorito per la vittoria finale. «In salita ho avuto tanti problemi - sottolinea il corridore della Katusha -. Era dura stare anche a ruota di Pozzovivo, Hesjedal mi ha sorpreso ed ho preferito salire il più regolare possibile per avvicinarmi al massimo al canadese. Ma anche così ho fatto tantissima fatica». Domani, sullo Stelvio, è aria di resa dei conti: «Sarà ancora più dura, anche perché c'è la fatica di oggi sulle gambe. Io ho sempre fatto bene questa salita, spero di stare in giornata buona. Quel che è certo, è che può succedere di tutto». «Forse sono partito troppo presto, ma la mia era una grande voglia di risalire la classifica, volevo accorciare i distacchi - è l'analisi a caldo subito di Michele Scarponi - Sono riuscito a tenere Rodrigruez - ha poi aggiunto Scarponi - ma anche oggi ha dimostrato di essere un grande. Il buon segnale per me è stato che dopo la tappa di Cortina mi sono ripreso bene. Domani sarà un'altra tappa dura, vedremo». «È stata una tappa durissima che ha fatto una selezione naturale. Cercavo di andare su in modo regolare perché mi sentivo bene - è il commento di Domenico Pozzovivo, quinto al traguardo e sesto in classifica generale -. Per scattare bisogna avere le gambe - ha detto Pozzovivo - e io mi sentivo bene, ma c'era chi evidentemente ne aveva più di me». «È la mia prima vittoria in un grande giro e per questo sono felice. Però è difficile digerire la sconfitta di Cortina». Roman Kreuziger si gode il successo sull'Alpe di Pampeago senza però dimenticare la debacle di Cortina che l'ha messo fuori gioco per la maglia rosa. «Ero venuto a fare classifica - ha ricordato il ceko dell'Astana - La vittoria di oggi non copre il buco ma mi tira su di morale. Se non ci fosse stata Cortina, però, sarebbe stato difficile per me andare via così a 30 km dall'arrivo».
DOMANI - Si corre la 20esima e penultima tappa, la Caldes-Passo dello Stelvio di 219 chilometri, con la Cima Coppi che corrisponde al traguardo in quota. Il percorso non sarà durissimo ma di certo i 22,4 chilometri che portano allo Stelvio, con pendenze medie del 6,9% e massime del 12, potrebbero decidere quasi del tutto le sorti della corsa rosa. Prima del gran finale, il gruppo dovrà affrontare altri quattro Gpm, Tonale (seconda categoria), Aprica (terza), Teglio (terzo) e Mortirolo (prima). Ristoro a Chiuro, Traguardo Volante a Tirano (Km. 144,2). Chi ha benzina nelle gambe farà del tutto per evitare di affidare le sue speranze di vittoria finale alla prova contro il tempo di domenica. (in progress) ARRIVO 19^ tappa 1. Roman Kreuziger (Cze, Astana)
km 198 in 6h18'03" 2. Ryder Hesjedal (Can, Garmin) a 19" 3. Joaquin Rodriguez Oliver (Esp, Katusha) a 32" 4. Michele Scarponi (Ita) a 35" 5. Domenico Pozzovivo (Ita) a 43" 6. Ivan Basso (Ita) a 55" 7. Rigoberto Uran Uran (Col) a 57" 8. Mikel Nieve Ituralde (Esp) a 1'18" 9. Stefano Pirazzi (Ita) a 1'22" 10. John Gadret (Fra) 12. Damiano Cunego (Ita) a 1'34" 15. Dario Cataldo (Ita) a 1'52" 17. Marzio Bruseghin (Ita) a 2'13" 20. Gianluca Brambilla (Ita) a 2'21" 25. Diego Ulissi (Ita) a 3'24" 27. Emanuele Sella (Ita) a 4'14" 30. Damiano Caruso (Ita) a 5'33" 159. Mark Cavendish (Gbr) a 40'42"
CLASSIFICA GENERALE 1. Joaquin Rodriguez Oliver (Esp, Katusha) in 84h06'13" 2. Ryder Hesjedal (Can, Garmin) a 17" 3. Michele Scarponi (Ita, Lampre) a 1'39" 4. Ivan Basso (Ita) a 1'45" 5. Rigoberto Uran Uran (Col) a 3'21" 6. Domenico Pozzovivo (Ita) a 3'30" 7. John Gadret (Fra) a 5'36" 8. Thomas De Gendt (Bel) a 5'40" 9. Sergio Luis Henao Montoya (Col) a 5'47" 10. Damiano Cunego (Ita) a 6'09" 12. Dario Cataldo (Ita) a 6'19" 15. Gianluca Brambilla (Ita) a 8'18" 17. Roman Kreuziger (Cze) a 12'21" 19. Marzio Bruseghin (Ita) a 16'19" 21. Diego Ulissi (Ita) a 19'12" 22. Paolo Tiralongo (Ita) a 21'32" 28. Damiano Caruso (Ita) a 37'18" 32. Eros Capecchi (Ita) a 42'24" 37. Emanuele Sella (Ita) a 54'47" 148. Mark Cavendish (Gbr) a 4h02'35" CLASSIFICA A PUNTI (maglia rossa): 1. Mark Cavendish (Gbr, Sky) punti 138 2. Joaquin Rodriguez Oliver (Esp, Katusha) 125 3. Ryder Hesjedal (Can, Garmin) 93
CLASSIFICA GPM (maglia azzurra) 1. Matteo Robottini (Ita, Farnese) punti 65 2. Stefano Pirazzi (Ita, Colnago) 44 3. Michal Golas (Pol, Omega) 34
CLASSIFICA GIOVANI (maglia bianca) 1. Rigoberto Uran Uran (Col, Sky) in 84h09'34" 2. Sergio Luis Henao Montoya (Col, Sky) a 2'26" 3. Gianluca Brambilla (Ita, Colnago) a 4'57"
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