ULTIM'ORA GIRO 2013 18t: Nibali stravince la cronoscalata di Mori. A 58" Sanchez, a 1'20" D. Caruso. Poi Scarponi e Majka. Evans e Uran perdono terreno.
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GIRO 2012 - Sullo Stelvio De Gendt fa tremare i big. Rodriguez resta in rosa con 31" su Hesjedal. Crolla Basso! FOTO

Il belga De Gendt ha rischiato di fare saltare il banco sullo Stelvio

Rodriguez ha solo 31" su Hesjedal

Ivan Basso sullo Stelvio è fuori dal podio
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Sabato 26 giugno 2012 - E adesso può davvero succedere di tutto nella cronometro di domani a Milano che chiuderà questo Giro d'Italia. La 20esima e penultima tappa, la Caldes-Passo dello Stelvio di 219 chilometri, ultimo appuntamento con le grandi montagne, mette fuori gioco, per la vittoria finale, Ivan Basso e assai probabilmente Michele Scarponi, lascia in maglia rosa lo spagnolo Joaquin Rodriguez ma ribadisce come il reale favorito resti il canadese Ryder Hesjedal, che domani partirà sul suo terreno, la crono, con soli 31" di svantaggio.
«Ora Hesjedal è il favorito per vincere il Giro - ha spiegato l'iberico della Katusha - Non è che ho perso il Giro ma servirà un miracolo per vincere: Ryder ha fatto tantissima fatica sulle due tappe di montagna, come il sottoscritto, e per la cronometro ci sarà bisogno di tanta forza. Farò tutto il possibile per vincere il Giro, se non ci credi meglio non correre. Domani può succedere di tutto ed io ci lascerò la pelle nel tentativo di spuntarla».
Tra i due litiganti potrebbe inserirsi il terzo incomodo, l'eroe di giornata. Come il coniglio dal cilindro, dalle cime tempestose esce il nome di Thomas De Gendt: il belga della Vacansoleil esce allo scoperto sul tratto più duro del Mortirolo, riacciuffa Zaugg,  se ne va prima in compagnia poi tutto solo verso la Cima Coppi del Giro.
Un'impresa vera e propria che permette al belga di salire al quarto posto della classifica a 2'18" da Rodriguez: il colpo di scena, a questo punto, non può essere escluso. In un sabato che
ha visto Rabottini far incetta di Gpm per mettere in cassaforte la maglia azzurra, Guardini espulso per scia irregolare nonostante la punizione specifica non sia contemplata nei grandi giri e Cavendish perdere la maglia rossa di leader della graduatoria a punti, ora di Rodriguez, monta la polemica tutta interna alla Lampre-Isd.
Damiano Cunego, tra i protagonisti di questa faticosa cavalcata e secondo di giornata, non si ferma nel finale per aspettare il compagno (e capitano) Michele Scarponi, che provava a seminare Hesjedal, trovando poi la risposta adeguata di Rodriguez. Al traguardo il marchigiano ha la faccia cupa, il team manager Saronni getta acqua sul fuoco ma resta il dubbio di un errore tattico, non imputabile forse a Cunego, non nuovo però a correre senza rispettare le gerarchie (lo fece nel 2004, quando vinse il Giro alla faccia di Gilberto Simoni). Arriva così l'ora della verità perché, a prescindere dall'entità di distacchi o vantaggi, una cronometro può sempre riservare delle grandi sorprese.
Sul caso interviene Beppe Saronni che spegne sul nascere ogni polemica: «Forse si poteva fare di più, però non so quanto Cunego oggi avrebbe potuto aiutare Scarponi. Si poteva avvisare Damiano ma a 10 chilometri dall'arrivo, non a 2. Perché nel finale, con il vantaggio che aveva Cunego, o si sedeva sul paracarro, e la cosa sarebbe stata poco sportiva, oppure si lasciava la corsa così com'era. Più generosamente di così Scarponi non poteva correre, piuttosto sono mancati tutti i protagonisti annunciati. E guai a dare per morti corridori come Basso...».Appena tagliato il traguardo, Scarponi aveva un'espressione decisamente arrabbiata: «Era molto affaticato. E, comunque, capisco l'arrabbiatura per non aver guadagnato da Hesjedal e perso da De Gendt, però questi sono gli imprevisti delle corse e nemmeno Cunego, nel finale, avrebbe potuto aiutarlo».  
DOMANI - Il 95° Giro d'Italia farà scorrere i titoli di coda con l'attesissima prova contro il tempo sulle strade di Milano, per una 21esima e conclusiva tappa che di 'passerella' ha proprio niente. I chilometri da percorrere sono 30, da Piazza Castello a Piazza del Duomo, con due rilevamenti, alla rotatoria di via Gallarate (km 10,1) e in Piazza 24 maggio (km 20,3). È una crono per autentici specialisti perché sul percorso non si ravvedono difficoltà se non quelle legate al fondo stradale e al feeling con la specialità.

I PROTAGONISTI - «Ho attaccato sul Mortirolo perché era una salita molto pericolosa e volevo essere il primo in discesa». Così Thomas De Gendt, vincitore sullo Stelvio, racconta l'azione che l'ha lanciato verso il successo. «Carrera poi è andato a tutta birra - spiega il belga della Vacansoleil - e il vantaggio è aumentato. Sia Nieve che io volevamo questa vittoria. Gli ultimi dieci chilometri sono stati disumani, stavo morendo, però tutto è andato bene». Ora De Gendt è terzo a 2'18" da Rodriguez: «Non so se posso vincere il Giro, il distacco è grande però ho una possibilità e ci proverò». 
«Ora Hesjedal è il favorito per vincere il Giro - dice Joaquin Rodriguez -. Non è che ho perso il Giro. Servirà un miracolo per vincere: Ryder ha fatto tantissima fatica sulle due tappe di montagna, come il sottoscritto, e per la cronometro ci sarà bisogno di tanta forza. Farò tutto il possibile per vincere il Giro, se non ci credi meglio non correre. Domani può succedere di tutto ed io ci lascerò la pelle nel tentativo di spuntarla».
Ivan Basso non si nasconde. Con grande onestà il capitano della Liquigas-Cannondale riconosce la sconfitta nella tappa regina. Il varesino ha chiuso decimo al traguardo, a 4’55” dal vincitore De Gendt, scendendo al 5° posto in classifica generale (3’18” il ritardo dalla maglia rosa Rodriguez).
«E’ stata una giornata negativa che purtroppo si aggiunge a quella di ieri. Bisogna prenderne atto: non è andata come mi aspettavo. Sul Mortirolo avevo già capito che non sarei riuscito ad essere brillante come volevo, poi sullo Stelvio ho cercato solo di difendermi. Sono situazioni dove pensi solo limitare i danni e, passato il traguardo, a fare i complimenti a chi è stato più bravo. Il Giro comunque finisce domani: non che possano accadere stravolgimenti per me, ma voglio onorare la corsa fino alla fine prima di qualsiasi valutazione e chiuderla al meglio delle mie possibilità. Non è certo una situazione che mi gratifica ma il tempo delle verifiche verrà più avanti».

ARRIVO 20^ tappa 
1. Thomas De Gendt (Bel, Vacansoleil)
km 219 in 6h54'41"
2. Damiano Cunego (Ita, Lampre) a 56"
3. Mikel Nieve Ituralde (Esp, Euskaltel) a 2'50"
4. Joaquin Rodriguez Oliver (Esp) a 3'22"
5. Michele Scarponi (Ita) a 3'34"
6. Ryder Hesjedal (Can) a 3'36"
7. John Gadret (Fra) a 4'29"
8. Rigoberto Uran Uran (Col) a 4'53"
9. Sergio Luis Henao Montoya (Col) a 4'55"
10. Ivan Basso (Ita)
11. Domenico Pozzovivo (Ita) a 5'392
14. Gianluca Brambilla (Ita) a 8'32"
15. Roman Kreuziger (Cze) a 9'10"
16. Dario Cataldo (Ita) a 9'17"
20. Marzio Briseghin (Ita) a 11'35"
24. Damiano Caruso (Ita) a 14'04"
38. Paolo Tiralongo (Ita) a 22'05"
75. Marco Pinotti (Ita) a 39'30"
98. Emanuele Sella (Ita) a 46'00"
129. Mark Cavendish (Gbr) 

CLASSIFICA GENERALE
1. Joaquin Rodriguez Oliver (Esp, Katusha) in 91h04'16"
2. Ryder Hesjedal (Can, Garmin) a 31"
3. Michele Scarponi (Ita, Lampre) a 1'51"
4. Thomas De Gendt (Bel) a 2'18"
5. Ivan Basso (Ita) a 3'18"
6. Damiano Cunego (Ita) a 3'43"
7. Rigoberto Uran Uran (Col) a 4'52"
8. Domenico Pozzovivo (Ita) a 5'47"
9. Mikel Nieve Ituralde (Esp) a 5'56"
10. John Gadret (Fra) a 6'43"
12. Dario Cataldo (Ita) a 12'14"
14. Gianluca Brambilla (Ita) a 13'28"
15. Roman Kreuziger (Cze) a 18'09"
17. Marzio Bruseghin (Ita) a 24'32"
21. Diego Ulissi (Ita) a 35'59"
23. Paolo Tiralongo (Ita) a 40'15"
24. Damiano Caruso (Ita) a 48'00"
37. Eros Capecchi (Ita) a 1h25'22"
45. Emanuele Sella (Ita) a 1h37'25"
133. Mark Cavendish (Gbr) a 4h45'13"

CLASSIFICHE A PUNTI (maglia rossa)
1. Joaquin Rodriguez Oliver (Esp, Katusha) punti 139
2. Mark Cavendish (Gbr, Sky) 138
3. Ryder Hesjedal (Can, Garmin) 103

CLASSIFICA GPM (maglia azzurra)
1. Matteo Robottini (Ita, Farnese) punti 84
2. Stefano Pirazzi (Ita, Colnago) 44
3. Andrey Amador Bikkazakova (Crc, Movistar) 43

CLASSIFICA GIOVANI (maglia bianca)
1. Rigoberto Uran Uran (Col, Sky) in 91h09'08"
2. Sergio Luis Henao Montoya (Col, Sky) a 2'28"
3. Gianluca Brambilla (Ita, Colnago) a 8'36"


 
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