Roncegno Terme (Trento) - venerdì 22 giugno 2012 - Arriva il grande giorno dei professionisti per la Settimana Tricolore 2012. Il già lusinghiero successo che la manifestazione ha conosciuto nelle prime sette giornate di gara può ricevere il definitivo colpo d’ala da quello che è atteso come uno dei più spettacolari campionati italiani degli ultimi 15-20 anni. Nessuna esagerazione: 259,7 km, quasi 4.000 metri di dislivello, 15 passaggi sulla salita di Telve parlano da soli. Alle 10 di domani, sabato, scatta da Pergine una sfida magnifica che si concluderà a Borgo Valsugana dopo quasi sette ore di corsa a tutta. Uno show tutto da godere anche in televisione per oltre due ore: diretta su Rai3 dalle ore 14,50alle 17,10. Qui si vedrà sicuramente il ciclismo che piace alla gente. Una sfida assoluta alla quale nessuno dei grandi si è voluto sottrarre, a parte Ivan Basso che ha preso l’insolita decisione di concentrarsi sulla prova a cronometro di domenica, atto conclusivo della Settimana Tricolore a Levico Terme. Per il resto, quelli che contano ci sono tutti, ed almeno dieci nomi possono entrare nel novero dei favoriti. Tra questi, Vincenzo Nibali e Moreno Moser, la strana e intrigante coppia della Liquigas-Cannondale che oggi a Roncegno, (nel corso della prova under 23 vinta dal toscano Francesco Manuel Bongiorno) ha tenuto un’interessante conferenza stampa mascherando con indubbia abilità le proprie reali intenzioni: “In verità – hanno detto i due – le tattiche si faranno stasera”. Ma è significativo che si siano presentati di fatto già come due co-capitani, il che la dice lunga sulla considerazione che il giovane Moser gode all’interno della sua squadra, ed anche al di fuori. Per dirla tutta, in Trentino c’è gran fermento per Moreno: una sua possibile vittoria è considerata dagli sportivi come l’anno zero di una nuova era. “Io ho una grande incognita, rappresentata da una distanza superiore ai 250 km con la quale ho poca confidenza”, ha detto Moreno Moser, subito confortato dal collega: “Quando hai nelle gambe allenamenti e corse importanti, la distanza non fa paura”. Ma allora, a che gioco giochiamo? Non era Nibali il favorito assoluto? Il siciliano tra l’altro ha rilasciato ad alcuni media internazionali dichiarazioni molto caute sulle possibilità tricolori, spiegando che tutto per lui è focalizzato sul Tour. “Io – ha spiegato Vincenzo – non amo far proclami. Questo per me è un obbiettivo importantissimo, ed arrivare al Tour con il tricolore indosso sarebbe una soddisfazione straordinaria… ma questa è una corsa durissima e i favoriti sono tanti”. Nibali e Moser hanno stilato la loro lista: “Visconti è l’uomo del tricolore, anche se non è tanto in forma. Poi Cunego e Scarponi, ma anche Pozzovivo, Caruso…” E noi aggiungeremmo Pellizotti, Paolini, Nocentini. Sicuri di dimenticare qualcuno che conta. Moserino intanto è parso scaramantico ma non troppo: “Mai avuto un buon feeling con la maglia tricolore, anche nelle categorie giovanili. Però è una maglia straordinaria, che lascia una traccia nella carriera, e te la tieni indosso dodici mesi…” e mentre lo diceva gli brillavano gli occhi. Tutto sembrava, meno che un campione pronto a vestire i panni del numero due. Conterà anche il tempo, “se fa così caldo e non bevi quel che serve, sei finito”, avvisa Nibali. Ma il meteo annuncia qualche pioggia nottetempo e magari una temperatura un po’ più fresca al risveglio. Nel frattempo, Nibali e Moser ci avranno dormito sopra decidendo se correre da “amici” è davvero possibile: “Questa è una corsa individuale, ma se ci troveremo insieme nel finale, chiaro che ci parleremo”. Di tattiche, ovviamente, nemmeno un sussurro: hanno lasciato solo capire che per loro i giochi si faranno negli ultimi tre giri. Beato chi ci arriva. (cs)
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