Londra (Gran Bretagna) – martedì 31 luglio 2012 - Cinquemila test previsti - mille in più rispetto ai Giochi di Pechino - con mille persone addette alle operazioni e l'utilizzo di informazioni fornite da un “servizio di Intelligence”. È particolarmente ambizioso il programma anti-doping alle Olimpiadi di Londra, presentato dal presidente della commissione medica del Cio, Arne Ljungqvist. Le analisi vengono effettuate all'ospedale King's College di Londra e controlli a sorpresa su ogni atleta saranno possibili per tutta la durata dei Giochi. Test regolari saranno invece condotti sui primi quattro classificati di ogni competizione. «Potremo prendere di mira singoli atleti - ha spiegato Ljungqvist - sulla base di informazioni di Intelligence, o nel caso di improvvisi miglioramenti nelle prestazioni». Il presente della commissione medica non ha voluto chiarire quali siano i sistemi usati per la raccolta di informazioni riservate, sottolineando solo che esse «provengono da diverse fonti». Nella lotta al doping, ha affermato Ljungqivst, «è di fondamentale importanza avere un'appropriata legislazione nei Paesi che ospitano le Olimpiadi». E a questo proposito ha fatto l'esempio dei Giochi invernali di Torino nel 2006, con il blitz e le perquisizioni delle forze dell'ordine nei confronti della squadra austriaca di fondo e di biathlon. «L'operazione – ha sottolineato il presidente della commissione medica – non sarebbe stata possibile senza le leggi italiane in vigore».
|