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PROF Magia di Nibali al Lombardia. E bis dello Squalo. FOTO

photo@LaPresse - Ferrari / Alpozz

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Como - sabato 7 ottobre 2017 - Vincenzo Nibali bacia la figlia Emma e mangia un pezzo di pizza. Ha vinto da pochi minuti il secondo Giro di Lombardia, ma non vuole negarsi il piacere dei gesti quotidiani. Era il favorito e come favorito ha semplicemente dominato la corsa. Ha salutato il gruppo a 16 chilometri dall'arrivo, sulla salita del Civiglio, e, pennellando traiettorie superbe in discesa, ha annegato le ultime resistenze di Pinot. Un capolavoro, con un copione simile a quello di due anni fa, per scoprirsi a 32 anni non solo magnifico specialista delle corse a tappe (è tra i sei nella storia ad aver vinto tutti e tre i grandi giri), ma corridore adatto anche alle classiche. Lo aveva già dimostrato nel 2012, con un terzo posto nella Milano-Sanremo e un secondo alla Liegi, ma la facilità con cui ha regolato tutti gli avversari, che lo controllavano a vista, è l'emblema di quanto questo Nibali sia ormai un corridore per tutte le stagioni e i percorsi. E per questo, nel 2018, con un Mondiale a Innsbruck fatto apposta per scalatori, Nibali tornerà al passato.

«Le classiche mi sono mancate e per questo dall'anno prossimo tornerò a farle. Ho accarezzato una Liegi, ora mi sento pronto per vincerla».

Uno slogan che chiude al meglio una giornata perfetta: «Questa per me è davvero una bellissima ciliegina per chiudere la stagione. Ci speravo, perché dopo tanti piazzamenti volevo davvero una vittoria. Queste strade le conosco, mi alleno spesso qui. Tutti gli avversari mi aspettavano, ma stavo veramente bene e ho giocato bene le mie carte».

Per Nibali fanno 50 vittorie da professionista, numero che la dice lunga sulla sua classe. Un traguardo che lo inorgoglisce a tal punto che nel finale sul lungo lago, dopo aver chiesto al pubblico di aumentare il volume del tifo e prima di alzare le braccia al cielo, mima il 5 e lo 0 al posto di fare la consueta pinna: «È un'emozione fortissima, fare cifra tonda con una Classica Monumento poi...».

 Una prova di forza che ammalia anche gli avversari. Alaphilippe arriva secondo, staccato di 32”, e ammette che non c'era nulla da fare contro un Nibali così: in francese pronuncia la parola “chapeau”, poi replica in italiano con “complimenti”. E i complimenti vanno anche alla pattuglia degli italiani, protagonisti nell'ordine d'arrivo: Moscon chiude terzo, primo nella volata ristretta degli inseguitori; Pozzovivo è quinto, Aru sesto. Giornata da dimenticare, invece, per il belga De Plus, letteralmente volato oltre i guard-rail nella discesa del Sormano e finito in un burrone: grande spavento, ma fortunatamente solo una ferita alla gamba destra. Una caduta che non guasta la gioia di Nibali.


ORDINE D’ARRIVO

1. Vincenzo Nibali (Ita) Bahrain-Merida

km 247 in 6h15’29” media 39,469 km/h

2. Julian Alaphilippe (Fra) Quick-Step Floors a 28”

3. Gianni Moscon (Ita) Team Sky a 38”

4. Alexis Vuillermoz (Fra) Ag2r La Mondiale

5. Thibaut Pinot (Fra) Fdj

6. Domenico Pozzovivo (Ita) Ag2r La Mondiale

7. Fabio Aru (Ita) Astana Pro Team

8. Mikel Nieve (Spa) Team Sky a 40”

9. Nairo Quintana (Col) Movistar Team a 42”

10. Sergei Chernetski (Rus) Astana Pro Team a 47”

11. Sam Oomen (Ned) Team Sunweb

12. Nicolas Roche (Irl) Bmc Racing Team

13. Egan Bernal (Col) Androni Sidermec

14. Ben Hermans (Bel) Bmc Racing Team

15. Davide Villella (Ita) Cannondale-Drapac a 1’12”

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