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GIRO 2018 - Il Gran Sasso esalta Yates. Froome e Aru bocciati

Gran Sasso / Campo Imperatore (L'Aquila) - domenica 13 maggio 208 - Il Gran Sasso non perdona: promuove o boccia. Giù le maschere, non è più tempo di giocare a carte coperte, c'è poco spazio per l'improvvisazione e i bluff. Soprattutto negli ultimi 3 chilometri, quando la strada s'impenna e i volti non riescono più a nascondere la fatica di 222 chilometri a inseguire una fuga che non sarebbe mai arrivata. C'è chi ci prova (il profeta in patria Giulio Ciccone) e chi, invece, aspetta l'attimo giusto per piazzare la stoccata vincente. Come Simon Yates, che sull'Etna aveva concesso la vittoria al compagno Chaves - «perché se lo meritava, visto che era in fuga da parecchi chilometri» - mentre oggi non ha lasciato nemmeno le briciole, trionfando in maglia rosa. «Sono stanco e felice. È stata una giornata dura, come la salita - spiega, in inglese -. Sono al Giro per vincere e del resto non mi sono mai nascosto; però, non potevo espormi prima di misurarmi contro gli avversari. Ogni giorno va sempre meglio e sono contento. Avrei comunque messo la firma su una prima settimana così prolifica, per me e la squadra». Yates indica i rivali che possono insidiare il suo trono in rosa. «Il più in forma mi è sembrato Pozzovivo - dice -. Ho visto che Froome e Aru hanno avuto una giornata difficile, ma la strada verso Roma è ancora lunga: possono accadere tante cose. Da martedì si torna a lottare e vedremo giorno dopo giorno cosa accade». Domenico Pozzovivo archivia il Gran Sasso senza troppo entusiasmo, ma con la consapevolezza di averci provato. «Mi è mancata la stoccata vincente - dice - domani penso a riposarsi e a recuperare, visto che è l'ultimo giorno, perché lunedì prossimo precede la crono del 22, dunque c'è poco da riposare». Il Gran Sasso ha respinto Chris Froome e Fabio Aru. Il sardo, malgrado le rassicurazioni, nei giorni scorsi era già apparso in difficoltà. Oggi i timori sono stati confermati dal distacco subito sul traguardo di Campo Imperatore: 1'14" dal vincitore Yates. «È stata una giornata negativa per me - spiega il corridore della Uae Emirtes - mi sentivo senza forze, non riuscivo a tenere il ritmo degli altri sulla salita, per questo mi sono staccato. Negli ultimi chilometri non stavo benissimo, niente di che, ma è una giornata-no che in una corsa di 21 giorni ci può stare».

Domani il riposo e poi si ricomincia, con i saliscendi del Centroitalia. «Ci saranno ancora due settimane di gara: nel  ciclismo bisogna affrontare giornate come queste, sono umano, quindi che dire? Non sono assolutamente contento, ma penso alle prossime tappe» conclude Aru.

 

ORIDINE D'ARRIVO 9. tappa

1. Simon Yates (Gbr) 10" abbuono

km 225 in 5h54'13" media 38,112 km/h

2. Thibaut Pinot (Fra) 6" abbuono

3. Esteban Chaves (Col) 4" abbuono

4. Domenico Pozzovivo (Ita) a 4"

5. Richard Carapaz (Ecu)

6. Davide Formolo (Ita) a 10"

7. George Bennett (Nzl) a 12"

8. Tom Dumoulin (Ola)

9. Miguel Angel Lopez (Col)

10. Giulio Ciccone (Ita) a 24"

11. Ben O'Connor (Aus) a 26"

12. Michael Woods (Can) a 36"

13. Patrick Konrad (Aut) a 38"

23. Chris Froome (Gbr) a 1'07"

24. Fabio Aru (Ita) a 1'14"


CLASSIFICA GENERALE  

1. Simon Yates (Gbr)

km 1.522,7 in 37h37'15" media 40,470 km/h

2. Esteban Chaves (Col) a 32"

3. Tom Dumoulin (Ola) a 38"

4. Thibaut Pinot (Fra) a 45"

5. Domenico Pozzovivo (Ita) a 57"

6. Richard Carapaz (Ecu) a 1'20"

7. George Bennett (Nzl) a 1'33"

8. Rohan Dennis (Aus) a 2'05"

9. Pello Bilbao (Spa)

10. Michael Woods (Can) a 2'25"

11. Chris Froome (Gbr) a 2'27"

12. Patrick Konrad (Aut) a 2'34"

13. Miguel Angel Lopez (Col)

15. Fabio Aru (Ita) a 2'26"

24. Davide Formolo (Ita) a 5'49" 

 

MAGLIE
Maglia Rosa, leader della classifica generale Simon Yates (Mitchelton - Scott)
Maglia Ciclamino, leader della classifica a punti, Elia Viviani (Quick-Step Floors)
Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna,  Simon Yates (Mitchelton - Scott)
Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, Richard Carapaz (Movistar Team)

 

PILLOLE STATISTICHE
Primo suuccesso al Giro per Simon Yates: è la 24. vittoria per la Gran Bretagna al Giro, la prima dal successo di Mark Cavendish nel 2013 a Brescia. Tra le altre 23, solo una fu conquistata in montagna, da Robert Millar nella Como-Pila del 1987 davanti al vincitore di quel Giro, Stephen Roche.
Gli ultimi vincitori di tappa con la Maglia Rosa furono Tom Dumoulin ad Oropa l’anno scorso, Michael Matthews a Sestri Levante nel 2015, Nairo Quintana alla Cima Grappa (cronometro individuale) e Michael Matthews a Montecassino, entrambi nel 2014.
10ma maglia Rosa per la Gran Bretagna: Simon Yates raggiunge Mark Cavendish quale atleta britannico con il maggior numero di Maglie Rosa (Cavendish fu in Rosa nelle prime due tappe del 2009, nella seconda del 2011 e nella prima del 2013; le altre due furono indossate da Bradley Wiggins nella prima tappa del 2010 e David Millar nella terza del 2011).
Settimo podio di tappa al Giro per Thibaut Pinot: una vittoria, due secondi posti, quattro terzi posti. Quarto podio di tappa al Giro per Esteban Chaves: due vittorie (Corvara 2016, Etna 2018) e due terzi posti (Risoul 2016, Gran Sasso 2018). 

 

LA MAGLIA ROSA

Il vincitore di tappa e maglia rosa Simon Yates: “Oggi non sono rimasto sorpreso dalla mia prestazione. Ho già sentito sull'Etna che avevo delle gambe molto buone ma oggi è stata una tappa molto difficile e molto lunga, quindi non ero sicuro al 100% di far bene nel finale. Ho visto [Domenico] Pozzovivo incredibilmente forte, Thibaut Pinot era di nuovo lì e pedalava bene, Dumoulin è ancora vicino. Non abbiamo guadagnato molto tempo su di lui: 38 secondi di vantaggio non sono sufficienti prima della cronometro. Altri rivali hanno perso tempo: Chris Froome, forse a causa delle cadute, non è in forma ma non so sinceramente perché. Sono rimasto sorpreso nel vedere staccato Fabio Aru ma è una gara lunga, entrambi possono recuperare”.

TAPPA DI MARTEDI
Tappa 10 – Penne-Gualdo Tadino 239 km - dislivello 3.000 m
È la tappa più lunga del Giro. Attraversa l’Appennino da sud verso nord con un percorso tortuoso costellato prevalentemente di brevi salite pedalabili e con tre classificate Gpm di cui la prima (lunga quasi 20 km) scollina un versante inedito del Gran Sasso. Nella prima parte le strade sono di carreggiata ristretta e con manto usurato, nella seconda si percorrono strade di dimensioni e condizioni normali. Finale pianeggiante.
Ultimi km - Ultimi chilometri prevalentemente rettilinei su ampia strada fino a 1.500 m dall’arrivo dove la corsa compie alcune curve ad angolo retto per portarsi a 750 m dall’arrivo nel rettilineo finale (leggermente curvo fino ai 500 m), in asfalto di larghezza 7,5 m.
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