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LUTTO Addio a Silvio Benignetti, ciclo avvocato marchigiano

Silvio Benignetti, aveva 86 anni

Rapagnano (Fermo)domenica 14 ottobre 2018 - Ha saputo arringare anche in occasione dell’estremo viaggio, con l’ultima fuga in avanti, alla testa della carovana, che l’ha onorato, come meritava. Il ciclismo ha perduto un grande ‘difensore’ e promotore. Non c’è più Silvio Benignetti, per tante e fruttuose stagioni bandiera della Rapagnanese e del Comitato Federclistico Ascoli Piceno (divenuto poi bi-provinciale con l’istituzione di Fermo). L’amatissimo ‘CicloAvvocato’ se n’è andato a 86 anni (nella casa di cura “Villa Verde” di Fermo). Era della solidissima classe 1932: coetaneo della sua amatissima compagine bianconera, che aveva portato ad insigne altitudine, ad ogni latitudine e longitudine.

Con lui le Marche avevano aperto strade eccellentemente e vincenti inusuali, con spirito avanguardistico raffinato e cristallino attaccamento ai valori della più civile umanità in sella: coerenza, rispetto, puntualità, memoria e parola onorate, affidabilità, solvibilità, lavoro instancabile.

In silvio, il genio e la regolatezza erano un tutt’uno, così come la leggerezza ironica, la bonomia (attenta e perspicace), la creatività e la rigorosa serietà. Ispiratore del progetto e dell’associazione Ruote e Cultura, il cui omonimo Premio gli era stato conferito con pieno merito, sincera stima, profondo affetto (uno dei tanti riconoscimenti ufficiali ottenuti, dall’Fci come dal Coni). Di Benignetti ognuno conserva il ricordo riconoscente e la lezione di vita. Ognuno è tenuto a raccoglierne ed onorarne la difficile eredità. L’estremo saluto a Silvio: nel Teatro Comunale (Chiesa Parrocchiale inagibile) della sua Rapagnano.

Federciclismo rappresentata da Lino Secchi (presidente Comitato Marche) e da Marco Lelli (massimo dirigente interprovinciale ascolano-fermano nonché attuale capofila della Rapagnanese, i cui giovanissimi, alle esequie,  hanno indossato la storica casacca cittadina a fasce verticali bianche e nere). Municipalità rappresentata dal sindaco Remigio Ceroni, ‘prima voce’ delle mitiche ‘vernici’ della compagine (che ogni febbraio richiamava personaggi e personalità: vedi Stefano Pivato, scrittore e rettore dell’Università di Urbino, vedi gli ‘Ultimi Angeli di Coppi’). Lunghissima la teoria degli ex atleti rapagnanesi (quelli capaci di fare bellissime cose nella vita sportiva nonché extrasportiva e per questo gratificati, annualmente, con il Premio ‘Zamò’). Innumerevoli i capitoli della romanzata storia ‘benignettiana’ (fissi nella memoria dei primi pilastri societari, Mario Gismondi e Raffaele Felici). Dal Ciclocross che saliva sul tetto, con il leone quale spettatore’ ai ragazzi tirati su con la massima sensibilissima attenzione. Dal tricolore juniores conquistato da GrandElisio Torresi alle raffinate pubblicazioni. Dal ‘sito’, alle maiuscole organizzazioni e all’interdisciplinarità (quando nessuno ne parlava, dicendo magari che il cross faceva male alla strada). Dalle speranze attese alla maturazione (anche ‘tarda’) ai traguardi tagliati decine di anni dopo il ‘vaticinio’ di Silvio. Totale l’abbraccio alla famiglia Benignetti: alla moglie Gabriella, ai figli Marco e Michela, ai nipoti (Matteo Ciucani non ha conquistato la sella, ma è calciatore in crescita, entrato nella ‘rosa’ del Carpi). Innumerevoli i messaggi di cordoglio, con i social a ripercorrere le umanissime e ‘superumanissime’ tappe di Silvio (“…dicevi ‘Silvio’ e tutti capivano di chi parlassi’).

‘ci ha lasciati un grande storico dirigente.’ ‘Naturale ricordare la passione, la competenza, la signorilità dell’Avvocato, come tutti noi amavano chiamarlo.’ ‘Grande dedizione al ciclismo.’ ‘Si era saputo  sempre attorniare  da valenti tecnici.’ (umberto martinelli)

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