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PRO – Pasqualon: «Spero che la Wanty venga considerata di più in Italia»

Mercoledì 7 novembre 2018 - “Mi piacerebbe che la Wanty Groupe Gobert fosse un po’ più considerata in Italia. Quest’anno abbiamo chiuso di nuovo al primo posto come team nell’Uci Europe Tour, ed è già da tre anni che vinciamo questa classifica, ecco perché spero che anche in Italia la nostra squadra venga considerata un po’ di più”. Sono le parole di Andrea Pasqualon, corridore della Wanty Groupe Gobert, rilasciate nel corso di un’intervista durante la trasmissione radiofonica Ultimo Chilometro. “Perché non dovremmo avere la possibilità di fare il Giro d’Italia, oppure una Sanremo, o una Tirreno-Adriatico? La Wanty ha sempre offerto delle grandi opportunità ai corridori italiani, come Marcato, Gasparotto, Antonini e Napolitano. Il mio sogno, insomma, è quello di correre in Italia con questa divisa”.

Pasqualon si è distinto quest’anno soprattutto per i sei piazzamenti nelle top 10 del Tour de France, tutti ottenuti in volata: “ero passato professionista con i Reverberi nel 2011, ma poi nel 2014 sono passato nelle categorie Continental, prima all’Area Zero e poi alla Roth, squadra che nel 2016 è diventata Professional, e che quindi mi ha permesso di tornare a fare gare di un certo livello. La vittoria che mi ha fatto sbloccare è stata quella ottenuta in una tappa della Boucles de la Mayenne nel 2015: da lì in poi sono tornato a correre su buoni livelli”.

La sua esperienza in Belgio, con la Wanty Groupe Gobert, è sicuramente molto buona: “La Wanty è una squadra di serie B che ci offre l’opportunità di fare un calendario di serie A, questo è molto importante perché ci permette di confrontarci con i migliori corridori al mondo. Non solo, anche il palcoscenico è molto importante, perché questo è già il secondo anno in cui riusciamo ad ottenere l’invito per partecipare al Tour de France, corsa nella quale mi aspettavo di andare così forte perché la preparazione è stata tutta incentrata verso essa e lavoravo da un paio di anni per mettere a segno qualche volata importante”.

Riguardo le differenze tra le squadre italiane e quelle estere, Pasqualon afferma: “Le squadre italiane hanno un organico puramente italiano, all’estero invece ci sono tanti corridori che provengono da diversi Paesi. In Italia solo la Nippo Vini Fantini ha deciso di rendersi internazionale ingaggiando corridori giapponesi e spagnoli, le altre squadre puntano invece solo sui corridori di casa nostra. Spero che le squadre estere possano investire ancora molto sui talenti italiani, perché offrono delle grandi opportunità. Credo anche che i team italiani dovrebbero riuscire a mettersi di più in competizione con le squadre estere, chiedere qualche invito in più nelle classiche del Nord, oppure prendere parte alle corse in Belgio anche a quelle un po’ meno importanti. Insomma, dovrebbero cercare di rendersi più internazionali”.

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