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PRO - Torna la Roubaix, Italia a secco da 20 anni. Ci prova Trentin. Sagan cerca il bis

Venerdì 12 aprile 2019 - Sono passati 20 anni dall'ultimo successo italiano alla Parigi-Roubaix: l'ultima impresa la firmò Andrea Tafi, nel secolo scorso. Era il 1999 e l'anno prima Marco Pantani aveva firmato la doppietta Giro-Tour. Domenica l'Italia che pedala, e che nel velodromo non trionfa da un ventennio, riproverà a interrompere il digiuno con un plotoncino di una decina di corridori capitanato da Matteo Trentin: il campione

europeo è uscito con le ossa rotte dal Giro delle Fiandre di domenica scorsa. Le caratteristiche di Trentin, a dire il vero, si adattano al percorso della Roubaix, ma l'inferno del Nord resta sempre un mistero, fatto di presagi e di segnali disseminati lungo il percorso. Certo, il 21° posto al Fiandre, per Trentin non è un buon viatico, né lo è il miglior piazzamento (36°) ottenuto finora a Roubaix. Qualche chance per Davide Ballerini, che già si è messo in evidenza in questa prima parte di stagione e, su un percorso come quello della terza classica monumento della stagione, potrebbe farsi spazio in qualche azione da lontano.

Daniel Oss lavorerà per il possibile bis di Peter Sagan, campione uscente, come Jacopo Guarnieri, Marco Marcato e il veterano Daniele Bennati.

Chi invece punterà a un altro trionfo - dopo quello datato 2015 - è il tedesco John Degenkolb - che, oltre a Sagan, dovrà fare i conti con gente del calibro del ceco Zdenek Stybar e del belga Greg Van Avermaet. «È stato bello tornare sul pavé per preparare la corsa - le parole del tedesco -: ora sono pronto. Era dal Tour de France dell'anno scorso, quando vinsi la tappa, che non pedalavo da queste parti. Tutti sanno che amo davvero questa gara, è la mia preferita».

La Parigi-Roubaix di domenica misura 257 chilometri, di cui 54,5 di pavé suddivisi in 29 settori. I più lunghi misurano 3,7 chilometri: sono il 26/o, da Quiévy to Saint a Python, al km 116; e il 17/o, da Hornaing a Wandignies, al km 179. La prima svolta della corsa arriverà al km 164,5, con l'ingresso nella foresta di Arenberg. È qui che comincia il vero inferno del nord, attraverso 2,3 chilometri durante i quali può accadere di tutto. L'edizione numero 117 della corsa che si disputa a nord della Francia, nei pressi del confine con il Belgio, riserverà come al solito nel finale l'altro durissimo step: si tratta del quarto settore di pavé, quello del Carrefour de l'Arbre, dopo 242,5 km, lungo 2.100 metri. Come l'Arenberg ha cinque stelle. Non è un albergo extralusso. Anzi.

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