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GIRO 2019 Viviani pizzicato dal Var: declassato. Gaviria vince senza gloria

Photo@LaPresse - D'Alberto/Ferrari/Paolone/Alpozzi

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Orbetello (Grosseto) - lunedì 13 maggio 2019 - Prima la gioia, poi la delusione, infine la rabbia. Elia Viviani esulta sul traguardo di Orbetello, dove si è conclusa la 3. tappa del 102° Giro d'Italia, mostrando la maglia tricolore di campione italiano su strada. La sua gioia, però, dura solo qualche minuto, poi il veronese, va su tutte le furie, perché si vede annullare il primo successo in questa corsa rosa. Ieri era stato il tedesco Pascal Ackermann, a Fucecchio, a precederlo sul traguardo, negandogli la prima soddisfazione; oggi è stata la Var - che per il secondo anno scruta gli accadimenti del Giro, districando le matasse più ingarbugliate - a precludergli il trionfo. Una mazzata sul morale dell'olimpionico su pista ai Giochi di Rio 2016, nonché maglia ciclamino uscente. Il successo di Orbetello viene assegnato a Fernando Gaviria che si presenta in ritardo sul podio e non esulta nemmeno. Il colombiano evidentemente non ama gioire delle disgrazie altrui e anzi confessa che, per lui, «la volata era regolare». Una lezione di sportività e di onestà intellettuale che fa onore a lui e a tutto il
ciclismo. Viviani viene sanzionato (e retrocesso in classifica al 73/o posto, l'ultimo del gruppo dei primi) «per un cambio di direzione», dunque «per volata irregolare», dal momento che - secondo i giudici alla Var - ha intralciato il transito di Matteo Moschetti, anche lui impegnato nel volatone finale e alla fine quarto dell'ordine d'arrivo. Per Gaviria, Viviani «è un corridore corretto», per i giudici è chiaro che no. Ha ostacolato un avversario. Viviani, ovviamente, non l'ha presa bene e, dopo essere andato a discutere personalmente il ricorso avverso la sanzione affibbiatagli, è uscito dal pullman Var, è risalito in bici ed è tornato in albergo, pensieroso e assai scuro in volto. Scuro come Gaviria che nemmeno ipotizzava lontanamente di vedersi attribuire il successo «perché la volata l'ha vinta Elia, non io, dunque la vittoria l'avrebbe meritata sicuramente lui». Il ciclismo non è il calcio, dove spesso si simulano falli inesistenti o goffe aggressioni apparenti (anche se dopo l'introduzione dell'occhio tecnologico è molto più complicato lasciarsi andare ad atteggiamenti eticamente discutibili) e, sebbene lo abbia cominciato a copiare da qualche anno, ancora regala qualche pillola di sportività. Una goccia nell'oceano, ma sempre meglio che niente. Il finale-thrilling ha polarizzato l'attenzione di una tappa lunga e caratterizzata dal vento, con un giapponese (Sho Hatsuyama il suo nome) partito al chilometro zero e rimasto in fuga per diverso tempo, fra le braccia di Eolo e forte dell'illusione di un successo che non sarebbe mai arrivato. Ripreso ai -75 km all'arrivo, il giapponese è sparito nei meandri del gruppo che ha portato in carrozza i big, dalla maglia rosa Primoz Roglic a Simon Yates, da Vincenzo Nibali a Miguel Angel Lopez e Tom Dumoulin, fino al traguardo. Tutto scontato, tutto bello, tutto vero, tranne il veleno che, come spesso avviene, era nella coda.

 

PILLOLE STATISTICHE
Quinta vittoria al Giro per Fernando Gaviria. Il suo ultimo successo alla Corsa Rosa era stato a Tortona nel 2017. Quell’anno vinse quattro tappe.
Gaviria è il colombiano che ha vinto di più al Giro. Lucho Herrera e Nairo Quintana seguono a quota tre. È la 28esima vittoria di tappa colombiana. Per il quarto anno di fila, la Colombia conquista almeno una tappa al Giro.
Terzo podio di tappa per Arnaud Démare al Giro, tutti secondi posti. I primi due furono a Nijmegen e Benevento nel 2016.

 

 PROTAGONISTI
Il vincitore di tappa Fernando Gaviria: “Il vincitore per me è chi è primo sulla strada. Elia ha vinto oggi e merita di essere il vincitore. Gli ho mandato un messaggio. Personalmente, mi sentivo meglio di ieri, la mia condizione è buona, mi mancano solo alcuni giorni di gara nelle gambe, spero di ottenere un successo vero nei prossimi otto prossimi giorni. Il livello dei velocisti in questo Giro è molto alto. Oggi è stata una frazione strana. Non c'era tanto vento quanto mi aspettavo ma nessuna squadra voleva prendere il comando troppo presto a causa del vento contrario che c'era nel finale di tappa”.

La maglia rosa Primoz Roglic: “Non ci siamo preoccupati troppo della volata. Abbiamo fatto il nostro lavoro e terminato la tappa al sicuro nel gruppo. È stata una frazione facile, una lunga giornata con un po' di vento ma per noi è andata bene. Non ho controllato come sarà la tappa domani. Affronto questo Giro giorno per giorno. Sicuramente l'ultima settimana sarà dura e decisiva. Per ora tutto bene per me, spero di rimanere in buona salute”.

 

LA TAPPA DI DOMANI
Tappa 4 – Orbetello-Frascati 235 km - dislivello 2.300 m
Tappa molto lunga sostanzialmente priva di vere asperità altimetriche, ma caratterizzata da una parte finale abbastanza mossa con ultimi chilometri a salire. Primi chilometri lungo le strade maremmane salendo a Manciano per poi attraversare lungo dolci ondulazioni gli abitati di Tuscania e Vetralla e contornare l’agglomerato metropolitano di Roma. A Mentana è posto uno sprint intermedio che prelude al finale (sempre attorno Roma) piuttosto articolato e mosso sia altimetricamente che planimetricamente.
Ultimi km - Ultimi 5 km sempre dapprima in discesa con alcune svolte su rotatorie. Segue un tratto ondulato che porta agli ultimi 2,5 km sempre a salire e praticamente cittadini con pendenze attorno al 4/5% medio con picchi fino al 7%. Ultimo km interamente in salita con pendenza fino al 4%. Rettilineo finale in asfalto di 250m largo 6,5m.

 

ORDINE D'ARRIVO

lunga 220 chilometri  1. Fernando Gaviria (Col) 10" abbuono

km 220 in 5h23'19" media 40,827 km/h

2. Arnaud Démare (Fra) 9" abbuono

3. Pascal Ackermann (Ger) 4" abbuono

4. Matteo Moschetti (Ita)

5. Giacomo Nizzolo (Ita)

6. Jakub Mareczko (Ita)

7. Davide Cimolai (Ita)

8. Manuel Belletti (Ita)

9. Christian Knees (Ger)

10. Sacha Modolo (Ita)

11. Simon Yates (Gbr)

12. Miguel Angel Lopez (Col)

13. Giovanni Lonardi (Ita)

14. Vincenzo Nibali (Ita)

34. Tom Dumoulin (Ola)

 

CLASSIFICA GENERALE

1. Primoz Roglic (Slo)

km 433 in 10h21'01" media 41,835 km/h

2. Simon Yates (Gbr) a 19"

3. Vincenzo Nibali (Ita) a 23"

4. Miguel Angel Lopez (Col) a 28"

5. Tom Dumoulin (Ola) a 28"

6. Rafal Majka (Pol) a 33"

7. Bauke Mollema (Ola) a 39"

8. Damiano Caruso (Ita) a 40"

9. Pello Bilbao (Spa) a 42"

10. Victor De La Parte (Spa) a 45"

11. Bob Jungels (Lux) a 46"

12. Hugh Carthy (Gbr) a 47"

13. Diego Ulissi (Ita) a 50"

14. Davide Formolo (Ita) a 50"

15. Daniel Navarro (Spa) a 58"

 

MAGLIE

Maglia Rosa, leader della classifica generale - Primoz Roglic (Team Jumbo - Visma)
Maglia Ciclamino, leader della classifica a punti - Fernando Gaviria Rendon (Uae Team Emirates)
Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, Giulio Ciccone (Trek - Segafredo)
Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, Miguel Angel Lopez (Astana Pro Team)
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