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GIRO 2019 - A Ciccone la tappa del Mortirolo. Nibali scavalca Roglic, Carapaz ancora in rosa

Photo@LaPresse - D'Alberto/Ferrari/Paolone/Alpozzi

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Ponte di Legno (Brescia) - martedì 28 maggio 2019 - Il Giro d'Italia sale di quota, in tutti i sensi: arriva fin sopra il Mortirolo, riscende verso Ponte di Legno e, da complicato, diventa ancor più avvincente. Incerto e meraviglioso. Anche perché sono i corridori italiani a dare spettacolo: Giulio Ciccone si prende la mitica Montagna Pantani, a 1.854 metri di quota, e allunga le mani sulla 16. tappa; Vincenzo Nibali innesca la miccia sulla strada che sale fino al 18% verso il passo più temuto da chi va in bici (e non solo), scattando a 34 km dall'arrivo con una forza impressionante. E' una stilettata, quella dello Squalo, che provoca sconquassi e non passa inosservata alla maglia rosa Richard Carapaz che, prima di rispondere a colpi di pedale, chiede lumi alla propria ammiraglia.

L'ecuadoriano è giovane, ma esperto: dimostra di saper gestire anche sotto sforzo le situazioni più complicate. Come di consueto, si assiste a due corse: una per la conquista della tappa, che finisce appunto nelle mani dell'ottimo Ciccone, straordinario anche nella discesa dal Mortirolo a Ponte di Legno, senza nemmeno indossare la mantellina idrorepellente (gliel'hanno passato in cima tutta annodata e l'abruzzese l'ha lanciato via con un gesto di stizza); una per la classifica generale, che mette in palio la maglia rosa. In entrambe le graduatorie, l'Italia che pedala è vincente o comunque assai competitiva come nonm accadeva da tempo (il terzo posto Masnada lo conferma). Il tappone con epilogo in Val Camonica, ai piedi del Tonale, era stato privato del Gavia (la Cima Coppi), ma ha riservato ugualmente emozioni e colpi di scena, con Primoz Roglic che ha dovuto cedere altri secondi a Carapaz e Nibali - d'ora in avanti lo sloveno dovrà correre in attacco e non più in difesa, se vuole ambire al primato - come nessuno avrebbe osato prevedere fino a qualche giorno fa. Oggi Roglic è arrivato 3'03" dopo Ciccone, a 1'22" da Carapaz e Nibali: tradotto in numeri, lo sloveno si trova a 22" dal siciliano e a 2'09" dalla maglia rosa.

Se non un verdetto, quasi. Roglic si è dimostrato molto forte e temerario nella discesa del Mortirolo, affrontata sotto il diluvio e con l'asfalto che sembrava pieno di sapone. Le sue acrobazie hanno prodotto un quasi ricongiungimento con il gruppetto di Carapaz e Nibali, che comprendeva anche Landa e Lopez. Nel falsopiano finale, però, lo sloveno è affondato, vedendo aumentare il proprio distacco e perdendo anche il secondo posto nella generale, ora occupato da Nibali. Lo 'Squalo', lanciato da Pozzovivo, aiutato - forse tardivamente - dall'altro fido scudiero Damiano Caruso, è partito sulle prime rampe del Mortirolo e ha dato spettacolo con una fuga che colora la tappa e messo alle corde Roglic, più che Carapaz. Non è facile, del resto, staccare scalatori del calibro di Landa, Carretero e Carapaz, che corrono tutti per la Movistar e si aiutano a vicenda. Proprio come la Bahrain-Merida che, con Pozzovivo, Caruso, lo stesso Antonio Nibali, 'Squaletto' al servizio del fratello maggiore, in un modo o nell'altro, creano lo scompiglio e preparano imboscate in ogni dove, sia che la strada salga sia che scenda. Nell'altra corsa, quella per la vittoria di tappa, Ciccone litiga a lungo con il ceco Hirt (partono anche dei chiari "vaffa"), che non tira e magari sogna il colpaccio a tradimento. Che, però, non gli riesce. L'abruzzese esulta con tutta la forza che gli resta e si gode la vittoria più bella.


PILLOLE STATISTICHE

    Seconda vittoria di tappa per Giulio Ciccone dopo la decima tappa a Sestola nel 2016, corsa in maglia Bardiani-sf. È il decimo corridore abruzzese a vincere una tappa al Giro d'Italia, Vito Taccone è il primo per numero di vittorie con otto.

    Il Mortirolo è stato il 20° Gpm vinto da Giulio Ciccone al Giro. È solo a uno di distanza da Eddy Merckx. Gino Bartali detiene il record con 42.

    Richard Carapaz festeggerà il suo 26° compleanno domani, 29 maggio, indossando la sua terza Maglia Rosa.


PROTAGONISTI

Il vincitore di tappa Giulio Ciccone: “Sicuramente questa vittoria è quella che mi rende più felice nella mia carriera. Oltre la vittoria, aver passato il Mortirolo in prima posizione resterà un grande ricordo. È una salita così importante e storica! Il mio obiettivo principale al Giro era un successo di tappa. La classifica di miglior scalatore è il mio secondo obiettivo ed ho un grande vantaggio che cercherò di gestire al meglio, rimanendo allo stesso tempo vicino al nostro leader per la Generale Bauke Mollema. Il Giro non è finito. Ci sono altre tappe difficili da affrontare”.

La maglia rosa Richard Carapaz: “È stata una tappa complicata a causa del percorso duro e delle condizioni climatiche nel finale. Le difficoltà, però, erano uguali per tutti... faceva freddo ed abbiamo collaborato tutti insieme con Bahrain e Astana per raggiungere il traguardo e prendere più tempo possibile su Roglic. Ora abbiamo una visione chiara delle posizioni della Generale. Non possiamo ancora dire di essere sicuri di qualcosa”.


TAPPA DI DOMANI

Tappa 17 – Commezzadura (Val di Sole)-Anterselva / Antholz 181 km - dislivello 3.000 m

Tappa mossa altimetricamente e molto articolata e costellata di attraversamenti cittadini. Si parte in discesa fino alla Val di Non, dove si affronta la Mendola partendo da Fondo con una variante inedita più ripida. Discesa su Bolzano e quindi risalita della valle dell’Isarco fino a Bressanone. Segue quindi una sequenza di salite e discese con i Gpm di Elvas e Terento fino all’imbocco della Valle di Anterselva dove inizia la salita finale.

Ultimi km - Finale in salita molto impegnativo dai 5,5 km fino all’ultimo km con 4,5 km all’8,5% medio. Si entra poi nel percorso di fondo dello Stadio del Biathlon con una breve salita e quindi 100 m di discesa ripida per passare nel tunnel sotto la strada e entrare nello stadio vero e proprio; dopo il poligono di tiro si affronta il rettilineo di arrivo di 110 m in asfalto largo 6,5 m.


ORDINE D’ARRIVO tappa

1. Giulio Ciccone (Ita) km 226 in 5'36"24" media 34,601 km/h; 2. Jan Hirt (Cze); 3. Fausto Masnada (Ita) a 1'20"; 4. Vincenzo Nibali (Ita) a 1'41"; 5. Hugh Carthy (Gbr); 6. Richard Carapaz (Ecu); 7. Mikel Landa (Spa); 8. Joe Dombrowski (Usa); 9. Damiano Caruso (Ita); 10. Mattia Cattaneo (Ita) a 2'03"; 11. Miguel Angel Lopez (Col); 12. Bauke Mollema (Ola) a 3'03"; 13. Mikel Nieve (Spa); 14. Simon Yates (Gbr); 15. Primoz Roglic (Slo)


CLASSIFICA GENERALE

1. Richard Carapaz (Ecu) km 2.772,6 in 70h02'05" media 39,586 km/h; 2. Vincenzo Nibali (Ita) a 1'47"; 3. Primoz Roglic (Slo) a 2'09"; 4. Mikel Landa (Spa) a 3'15"; 5. Bauke Mollema (Ola) a 5'00";6. Rafal Majka (Pol) a 5'40";7. Miguel Angel Lopez (Col) a 6'17"; 8. Simon Yates (Gbr) a 6'46"; 9. Pavel Sivakov (Rus) a 7'51"; 10. Jan Polanc (Slo) a 8'06"; 11. Ilnur Zakarin (Rus) a 10'02"; 12. Davide Formolo (Ita) a 11'51"; 13. Hugh Carthy (Gbr) a 14'38"; 14. Joe Dombrowski (Usa) a 14'52"; 16. Giulio Ciccone (Ita) a 23'46"


MAGLIE

    Maglia Rosa, leader della classifica generale - Richard Carapaz (Movistar Team)

    Maglia Ciclamino, leader della classifica a punti - Arnaud Demare (Groupama - Fdj)

    Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna - Giulio Ciccone (Trek - Segafredo)

    Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani - Miguel Angel Lopez (Astana Pro Team)

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