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PRO - Adriatica Ionica: patron Argentin svela tutti i segreti

Lunedì 22 luglio 2019 - Intrigante, esplosivo ed esigente sotto il profilo tecnico: il tracciato della Adriatica Ionica Race, che scatterà Mercoledì 24 Luglio da Mestre, si propone di fare spettacolo sulle strade di Veneto e Friuli Venezia Giulia, due regioni che trasudano ciclismo. Non poteva essere diversamente con un ex campione del calibro di Moreno Argentin al timone. Sulla scia dell’eccellente esordio di un anno fa, l’AIRace punta a consolidarsi come un’importante realtà del calendario, capace di attrarre le squadre e i corridori di vertice del panorama mondiale.

“A differenza della passata edizione, quando tutto si decise sul Passo Giau, quest’anno abbiamo voluto un percorso più equilibrato - ha spiegato Argentin. - Sarà un mix perfetto di salite e percorsi nervosi, con l’incognita dello sterrato: mi aspetto un vincitore forte su tutti i terreni”. Un corridore simile al miglior Moreno Argentin degli anni che furono, in sintesi.

Pronti e via, ad AIRace è subito spettacolo in notturna, con il festival delle ruote veloci di Mestre. “Non si tratta di una novità, perché ai miei tempi questi criterium erano diffusi come apertura delle gare a tappe. E’ un tipo di evento molto spettacolare che purtroppo si vede di rado - spiega il Campione del Mondo di Colorado Springs. - Ci tengo a ringraziare l’UCI per aver accolto la nostra proposta che prevede la neutralizzazione di tutta la tappa per quanto concerne i distacchi. Non mancheranno gli sprint intermedi che assegneranno la maglia dei Traguardi Volanti, mentre il vincitore dell’ultima volata indosserà la maglia azzurra di leader. Se la giocheranno i velocisti, ma è una formula che favorisce anche i pistard”.

Dopo i velocisti, la palla passerà agli uomini di classifica, che si cimenteranno in rapida successione con gli sterrati friulani, le Dolomiti Bellunesi e i muri del Collio, prima del gran finale a Trieste di Domenica 28 Luglio. “In queste giornate, la classifica potrebbe subire continui ribaltoni. I 23 Km di sterrato della seconda tappa sono destinati a farsi sentire. Ai nastri di partenza ci saranno specialisti delle classiche del nord come Gilbert e Vanmarcke: chi ambisce alla vittoria finale non può farsi trovare impreparato. Dopodiché arriveranno il tappone dolomitico da 4000 metri di dislivello, caratterizzato da un finale molto impegnativo sul Lago di Misurina, e i Muri del Collio Goriziano, con l’arrivo a Cormons in cima al Monte Quarin”.

A Trieste, i corridori non troveranno la classica passerella di fine gara, ma un circuito nervoso che si svilupperà nel centro storico del capoluogo friulano. “Non è un finale banale - ha concluso Argentin -. In caso di distacchi contenuti, potrebbe anche risultare decisivo. Lo strappo è per corridori esplosivi, ma potrebbero farsi sentire le fatiche delle giornate precedenti. Si preannuncia battaglia fino agli ultimi metri fra attaccanti e scattisti veloci”.

 

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