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IL CASO Pessina in crisi. Stop al cantiere del velodromo di Spresiano

Spresiano (Treviso) giovedì 25 luglio 2019 - Probabilmente c'è una maledizione che aleggia sul velodromo da realizzare nella Marca. Da quel primo tentativo datato 1985, l'anno magico dei primi Mondiali trevigiani su strada, quelli di Giavera e del Montello. Anche stavolta, quando sembrava che tutto filasse via liscio, ecco quello che nessuno avrebbe mai immaginato o auspicato. Cantiere fermo, lavori bloccati. Non per il maltempo, che comunque nell'ultima primavera aveva fatto slittare i tempi di consegna dell'attesissima opera. Neppure per gli esposti di un gruppo di tesserati che si erano scagliati contro la Federciclo e il su presidente Di Rocco. Ma per qualcosa di ben più preoccupante.

La Pessina Costruzioni, il colosso lombardo fondato nel 1954 pioniere in Italia del project financing, fiore all'occhiello del settore costruzioni, portafoglio ordini di 890 milioni dei quali il 96% concentrato in Italia, è in crisi. Proprio in questi giorni, mercoledì, la Pessina ha presentato al Tribunale di Milano la richiesta di ammissione alla procedura di concordato preventivo in continuità aziendale. In esito all'istruttoria realizzata con l'ausilio dei propri advisor legali e finanziari - spiega la Pessina in una nota - i vertici di Pessina Costruzioni hanno ritenuto che nell'attuale situazione l'accesso al concordato preventivo rappresenti il percorso più efficace nell'ottica di tutelare i portatori di interesse nella continuità dell'operatività dell'azienda. Nell'arco dei prossimi 120 dovranno essere predisposte le linee guida del concordato. Se il piano sarà in continuità diretta o indiretta dipenderà da come reagiranno le banche creditrici e gli altri enti finanziatori sui singoli cantieri. Nelle prossime settimane saranno individuati quali sono i lavori che garantiscono un'adeguata redditività e quelli che invece presentano spetti di criticità. A dare la spallata ad una situazione creditizia sempre più critica generata dalla crisi del settore dell'edilizia, sarebbe stato lo stallo del cantiere avviato tre anni fa dell'ospedale di La Spezia che avrebbe causato una perdita di fatturato annua che sfiora i 40 milioni. Senza contare altre operazioni che nel frattempo si sono incagliate. Proprio martedì, un indizio, la Pessina aveva disertato il vertice a cui hanno invece partecipato i Comuni di Spresiano e Villorba, Contarina, Mosole e la Federciclismo per il progetto della nuova viabilità che prevede il raddoppio degli accessi e un bretella .

I lavori del velodromo coperto costruito su un' area di 90.000 mq ceduti dalla Mosole alla Pessina, il più grande impianto italiano da 6mila posti, dovevano concludersi nella primavera del prossimo anno, giusto in tempo per consentire alle nazionali della pista la preparazione delle Olimpiadi di Tokyo che scattano il 24 luglio 2020. Ad inizio aprile c'era stato l'Open Day con visita guidata al cantiere. Non pareva vero. La posa della prima pietra lo scorso settembre in pompa magna. Adesso era attesa la posa della copertura. Ma la Pessina non c'è riuscita. Così ci troviamo di fronte a questo macigno che piomba sul velodromo, un gioiello, che rischia di fare crollare ogni certezza, dopo decenni di attese e come non bastasse, carte bollate servite per dirimere il contenzioso tra Le Badie e San Vendemiano che a lungo si erano contesi l'aggiudicazione dell'opera, la più importante mai realizzata nella Marca dopo Palverde e Ghirada. Ed alla quale il movimento delle due ruote nazionale guardava con trepidazione dopo le vicissitudini che hanno costretto alla chiusura del velodromo di Montichiari per la sistemazione della copertura, lavori che dovrebbero concludersi a metà settembre. Alle Bandie la consegna doveva avvenire entro 2 anni. Ora non si sa proprio come finirà questa nuova telenovela. (massimo bolognini – Il Gazzettino)

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