ULTIM'ORA
   email: password:
   Registrati Password dimenticata?

:: ultimo video :: archivio video ::

IL RICORDO – Slongo ricorda Scarponi: «Gregario di lusso per Nibali. Fu l'uomo-squadra Astana»

Treviso - mercoledì 22 aprile 2020 - Paolo Slongo e Michele Scarponi. Tre anni di ciclismo tra i professionisti dell'Astana. Il trevigiano è il preparatore di Vincenzo Nibali e, a quei tempi, anche di Michele Scarponi. Oggi ricorrono i tre anni dalla morte di Michele, investito durante un allenamento da un furgone; lasciava la moglie Anna Tommasi, farmacista di Conegliano e i due gemelli, Giacomo e Tommaso, che vivono a Filottrano, nelle Marche.

Slongo, nel ricordo di Scarponi, rievoca la tappa Pinerolo-Risoul, terz'ultima tappa del Giro d'Italia 2016 quando Michele era in fuga ed era in lizza per la tappa e obbedì  agli ordini dell'ammiraglia per aspettare Vincenzo Nibali. Fu proprio quell'azione a far vincere il secondo Giro d'Italia al corridore siciliano.

“E' stato un vero gregario, l'uomo-squadra. Il punto chiave della Pinerolo-Risoul, 162 km – racconta Paolo Slongo - è il Colle dell’Agnello con i suoi 2.744 metri di quota, Cima Coppi (cioè il punto più elevato) del 99° Giro d’Italia. Quando inizia la discesa dal gpm, ecco l’episodio decisivo: Steven Kruijswijk, in maglia rosa, scivola in una curva a sinistra e viene catapultato nella neve. L'olandese riparte, ma  è dolorante e ha la bici danneggiata: dovrà fermarsi per cambiarla. Intanto Nibali e Chaves prendono il largo e iniziano a scavare il solco che riaprirà il Giro”.

 “Nel tratto in falsopiano c'ero io sull'ammiraglia dell'Astana – confida Paolo Slongo – e  ordinai a Scarponi di fermarsi per aspettare Nibali. Ai piedi della salita di Risoul, c’è Monfort solo in testa, Nibali e Chaves a 30’’, Valverde a 1’ da Vincenzo. Kruijswijk perde 2’30’’. Ai -10,6 km il fuggitivo viene ripreso, a questo punto è Nibali che andò a vincere la tappa”.

Michele Scarponi, che nel 2011 aveva vinto il Giro d'Italia per la squalifica al Contador, è stato per tre anni all'Astana, prima che Nibali si trasferisse al Team Bahrain.

“Scarponi e Nibali erano gli inseparabili compagni di stanza – ricorda Paolo Slongo – condividevano tutto. Lo accompagnò anche quando il campione siciliano vinse il Tour de France nel 2014. Michele aveva accettato di fare il “gregario di lusso” smettendosi i panni di capitano. Aveva vinto un Giro d'Italia. Ma per l'età aveva deciso di correre vicino al più forte corridore d'Italia, Vincenzo Nibali. L'atleta marchigiano sapeva fare il suo mestiere anche al di fuori del gruppo. Era come un direttore sportivo in bicicletta, come risultò Franco Pelizotti. Quante risate abbiamo fatto assieme. Nonostante la fatica della corsa e degli allenamenti, sapeva far godere della sua ilarità a tutti i compagni di squadra. E anche il mondo del ciclismo se lo ricorda così. Sempre sorridente, quasi a sfidare la fatica. Andava a fare allenamento con il pappagallo Frankje che lo attendeva mentre faceva ritorno a casa. Si appoggiava sulla spalla. Era un vero uomo-squadra”.

Nel 2017 le strade tra Slongo e Scarponi si divisero. Il preparatore tecnico seguì Vincenzo Nibali al Team Bahrain e Scarponi restò all'Astana.

“Pochi giorni prima di morire Michele vinse l'ultima tappa del Giro del Trentino – ricorda il tecnico trevigiano -  e sarebbe stato un avversario di rilievo per il Giro d'Italia. Invece quel sabato 22 aprile la vita ce lo ha tolto per sempre. Quel maledetto furgone, proprio in quel momento dovevano incrociarsi. Con il team Bahrain stavamo disputano il Giro di Croazia. Fu una notizia terribile. Nessuna voleva crederci”. Eppure è così.

In provincia di Treviso se lo ricordano anche nei team dei dilettanti della Zalf Euromobil  Fior e nel Team Site dove spiccò le ali per il professionismo. (sandro bolognini – La Tribuna di Treviso)

ShoppyDoo Confronta prezzi e modelli per il tuo shopping online