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VARIE - Sport individuali via libera dal 4 maggio. Cassani: «Distanza di 20 o 30 metri dagli altri». Viviani: «Arrivato il tempo di ricominciare»

Domenica 26 aprile 2020 - Da maggio lo sport italiano fermato dalla pandemia può cominciare il riscaldamento per la ripartenza. Da lunedì 4 potranno riprendere gli allenamenti degli atleti professionisti o di interesse nazionale che praticano sport individuali, mentre per gli sport di squadra, in particolare il calcio, bisognerà aspettare. Il premier Conte, nell'annunciare la novità del dpcm, ha parlato del 18 maggio per gli sport di squadra. Ma date certe per la serie A non ce ne sono. «Il 18 maggio? vedremo, bisognerà che siano adottati i protocolli di sicurezza», avverte il ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, a “Che tempo che fa” chiarendo quanto illustrato poco prima dal premier Giuseppe Conte nella conferenza stampa sulla Fase 2.

«Non abbiamo ancora deciso per la ripartenza del campionato di calcio - aveva detto Conte -. Anche io da appassionato di calcio all'inizio ritenevo strano che il campionato si fermasse, ma l'emergenza ci ha detto questo. Ora non so se potrà terminare: lavoriamo per un percorso di sicurezza, se arriveremo a questo vogliamo garantire tutte le condizioni di massima sicurezza, perché siamo molto appassionati di sport, vogliamo bene ai nostri beniamini e vogliamo preservarli».

Nuoto e tennis, quindi, cominceranno prima del calcio, che avrà ancora un po’ di tempo per scogliere gli ultimi dubbi sanitari e legali.

Esultano intanto gli altri sport, anche se solo il testo del decreto chiarirà se ad esempio il ciclismo è considerato sport singolo o di squadra. Lo conferma i ct del ciclismo, Davide Cassani, che aspettava con ansia il via libera del governo alla ripresa degli allenamenti individuali: «È un passo che mi trova completamente d'accordo, la situazione sembra in miglioramento - afferma -. Noi ciclisti saremo responsabili: siamo stati tra i primi a fermarci e alla ripresa seguiremo le regole, d'altronde siamo abituati ad allenarci da soli. Avremo sempre la mascherina in tasca da usare se ci fermeremo e manterremo una distanza di 20 o 30 metri dagli altri».

«Penso che sia tempo di ricominciare. Il numero di persone infette ha iniziato a diminuire. Noi corridori non siamo un pericolo per nessuno, la bicicletta si è fermata solo per evitare di aumentare la pressione che pesa già negli ospedali, non perché questo virus venga diffuso dai ciclisti». Lo afferma Elia Viviani, intervistato da L'Equipe. «Questa situazione può essere risolta con regole rigorose, ad esempio che ogni persona si alleni in solitaria. I ciclisti possono allenarsi sulle strade per alcune ore. Possiamo fare allenamenti normali ed evitare di essere un pericolo per gli altri. Questa è la cosa più importante Ecco perché penso sia tempo di ricominciare». Viviani, infine, si è detto convinto che nessun professionista «correrà tutti i tre grandi giri», Tour de France, Giro d'Italia e Vuelta di Spagna.

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