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PARACICLISMO - Zanardi, i medici: «Grave quadro neurologico ma c'č speranza». Le indagini escludono che sia stato distratto dal telefonino

Domenica 21 giugno 2020 - Ora Alex Zanardi ha trovato un nuovo compagno di squadra: il fattore tempo. Se il decorso clinico continua così, l'organismo reagisce bene - come sta accadendo - e non si verificano repentini eventi avversi, si fa più forte la fiducia tra i medici per un suo recupero, pur lento e gravato da un quadro neurologico che rimane incognita decisiva. E' quasi tutta qui la nuova sfida per Zanardi che ha trascorso la seconda notte in terapia intensiva a Siena, dopo l'intervento neurochirurgico di venerdì sera per lo scontro in handbike con un camion. Le sue condizioni si sono 'stabilizzate'. La prognosi resta riservata e lui rimane in coma farmacologico, tuttavia la situazione è completamente cambiata da quando è arrivato in ospedale venerdì sera. "E' sempre sedato, intubato e ventilato meccanicamente.

Il neuromonitoraggio ha mostrato una certa stabilità, dato che però va preso con cautela perché resta grave il quadro neurologico", dice il bollettino. Ma "il fatto positivo - ha detto Sabino Scolletta, direttore del Dipartimento emergenza urgenza dell'ospedale - è che più passa il tempo e le condizioni restano stabili, più c'è speranza di un recupero". E i medici continuano ad essere fiduciosi anche perché, al momento, non ci sono "passi indietro". Parole che suscitano emozione e partecipazione ancora maggiore verso le sorti del campione. Anche oggi alla domanda se Zanardi potrà tornare il campione di prima. Sabino Scolletta ha risposto, sbilanciandosi un po' di più: "Lo auspichiamo e lo speriamo. Siamo qui per questo motivo. È un grande atleta e lo ha dimostrato e auspichiamo che questo valga anche in questa situazione così impegnativa". La speranza dei medici, che stanno lavorando in equipe multidisciplinari per valutare tutti gli aspetti del decorso post operatorio di Zanardi, è di poter allungare il più possibile la fase di stabilizzazione del paziente per poi poter iniziare a risvegliarlo dal coma farmacologico a cui è stato sottoposto dopo l'intervento e poterlo valutare neurologicamente. Si tratta di aspettare pochi giorni, la settimana che arriva. La vera partita è questa, e serve pazienza. Ridurre la sedazione, o sospenderla, è la prima prova del nove, è la fase più delicata che dovrà dare le risposte su eventuali danni neurologici, quali e se saranno permanenti, e anche di eventuali danni alla vista. Guarire dopo un incidente è la nuova impresa di Zanardi.

Tutti sono con lui e con la moglie Daniela che coi familiari si è ritagliata un punto dell'ospedale e non molla un attimo. L'ha incontrata il sindaco Luigi De Mossi, tornato per la seconda volta a 'portare la vicinanza della città di Siena. De Mossi è rimasto per mezz'ora a colloquio con i medici e con la famiglia. "La signora Daniela mi ha detto che è molto contenta e molto sicura del lavoro che stanno facendo i medici e gli infermieri dell'ospedale", ha riferito il sindaco mentre usciva. All'esterno un gruppo di ciclisti amatoriali è arrivato apposta in bici da Firenze per attaccare un cartello con la scritta Forza Alex fuori dall'ospedale. Poi dopo dieci minuti di sosta hanno inforcato le loro bici e sono tornati indietro verso il capoluogo toscano.

LE INDAGINI

La caccia al passo falso di Alex Zanardi mentre in handbike smussava le curve in discesa da Pienza a San Quirico d'Orcia per ora va male e cozza col rigore di un'inchiesta di procura di Siena e carabinieri che cammina rigida su criteri consolidati e coi tempi dovuti. Filmati e testimonianze aiuteranno a ricostruire l'incidente, corredato forse da una sbandata, errore che ci sta facendo sport, e dalla presenza di traffico in movimento sulla strada, fra cui il camion dell'impatto. Intanto un filmato agli atti mostra che l'atleta impugna i manubri dell'handbike, tenendo il mezzo sotto controllo. Poi la traiettoria a un certo punto non sarà quella corretta, dicono i testimoni. Ma Alex Zanardi non era distratto, tanto meno dal telefonino. Un videomaker, Alessandro Maestrini, testimone oculare a cui i carabinieri hanno sequestrato il filmato della tappa, subito dopo i soccorsi, racconta: "Alex Zanardi non teneva il cellulare in mano al momento dello schianto. Dopo aver affrontato una salita pedalando con le mani, al momento della discesa ha preso il telefonino e fatto alcune riprese a bassa velocità, poi lo ha riposto, lo ha messo via, e ha continuato la discesa fino al punto dell'incidente. Diverso tempo dopo l'impatto il cellulare squillava dal vano dell'handbike ed è stato preso dai carabinieri" per le indagini.

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