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MONDIALI 2020 Ganna nella storia: primo oro italiano nella crono. Spodestato Dennis

photo@bettini

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Imola venerdì 25 settembre 2020 – L'impresa è servita. Ha i colori dell'iride e si è materializzata sulla pista dell'autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, sede d'arrivo della prova a cronometro iridata, che Filippo Ganna ha dominato, spodestando dal trono Rohan Dennis. Il fuoriclasse australiano aveva indossato la maglia di campione del mondo nel 2018 e nel 2019 e a Imola sognava di calare il tris mondiale. Non c'è stato verso.

Mai un corridore azzurro era arrivato sul gradino più alto del podio nella sfida iridata contro il tempo: due, Andrea Chiurato nel 1994 e Adriano Malori nel 2015, si erano messi al collo l'argento, lo stesso Ganna l'anno scorso era riuscito a trovare spazio sul gradino più basso del podio, preceduto dall'australiano Dennis e dall'astro nascente belga Remco Evenepoel, quest'anno assente perché convalescente.

Dennis a Imola voleva confermarsi, per entrare definitivamente nella storia, invece è risultato nettamente meno veloce di Top Ganna, accusando quasi 40” di ritardo. Anche le altre due medaglie, quella d'argento del belga Wout Van Aert e di bronzo dello svizzero Stefan Kung, hanno accusato ritardi notevoli.

La prova a cronometro venne introdotta nel 1994, sempre in un'edizione italiana dei Mondiali, che allora si disputavano in un'unica edizione fra pista e strada. Accadde in Sicilia, a Catania, e il sogno azzurro andò a infrangersi contro le ruote lenticolari del britannico recordman dell'ora Chris Boardman. In quel torrido pomeriggio d'agosto fu Chiurato a sfiorare l'oro, ma alla fine dovette accontentarsi di un argento quasi insperato.

Ganna oggi, invece, ha tenuto fede alle attese: è stato una vera e propria locomotiva, macinando chilometri a velocità supersonica pedalando a 53 km/h lungo i 31,7 chilometri del tracciato emiliano. Già all'intertempo, l'azzurro era stato il più veloce, in 18'05”69, con Dennis a 20”43 e il gallese Geraint Thomas a 35”42, mentre Van Aert era addirittura sesto, con un ritardo di 46”30, preceduto dall'olandese Tom Dumoulin a 45”47. Il tulipano vincitore del Giro d'Italia 2017 è poi sprofondato al 10° posto, con un ritardo di 1'14”06, anche per via di una clamorosa sbandata in curva che gli ha fatto perdere diversi secondi preziosi e un ritmo mai comunque all'altezza della sua fama.

Ganna, al contrario, è letteralmente scivolato su un asfalto che sembrava per lui di seta e non ha mai mostrato segni di cedimento, confessando all'arrivo di «essere riuscito a tenere a freno la pressione». In ogni caso, il piemontese di Verbania ha «coronato un sogno», dopo avere vinto altri titoli iridati, ma sulla pista. Ganna aveva dimostrato di essere in condizione già alla Tirreno-Adriatico, vincendo alla grande l'ultima frazione della Corsa dei due mari, una cronometro disputata a San Benedetto del Tronto.

La sua pedalata, già allora, faceva ben sperare per quest'appuntamento. La sua sembrava più che una promessa, dopo decenni di digiuno e di vacche magre, riecco un atleta in grado di domare il cronometro e di portare i colori azzurri sul tetto del mondo.


I PROTAGONISTI

«Per me questa maglia iridata è un sogno» esordisce emozionato il nuovo campione del mondo, dopo aver ricevuto l'abbraccio della propria famiglia. «Arriverà il momento di celebrare questo risultato, ma adesso devo mantenere la concentrazione sul Giro d'Italia. Punterò forte alla prima tappa, poi cercheremo di aiutare Geraint Thomas per la classifica generale. Appena finita la Tirreno-Adriatico sono andato in altura e questo è stato molto importante: non prendeva il telefono, usavo poco il wi-fi e non aver avuto modo di vedere i social network, su cui mi davano favorito, mi ha aiutato a non far salire troppo la tensione. Oggi volevo a tutti i costi fare bene, ieri sera ho mandato un messaggio a Cassani per dirgli 'domani voglio vincere': è arrivato il risultato, sono davvero contento. Dietro di me ci sono grandi campioni, come van Aert che pochi giorni fa ha quasi portato la sua squadra in vetta al Tour de France. La dedica? Ai miei cari. In certi momenti di difficoltà, come i mesi di lockdown, a farti fare un passo in più è soprattutto la testa: i miei genitori me lo hanno insegnato fin da quando ero un bambino».

La medaglia d'argento, il belga Wout van Aert accetta la seconda piazza, spiegando così la sua prova: «Nel finale ho guadagnato, avevo ancora qualcosa nelle gambe, ma già prima dell'intermedio ero in ritardo rispetto a Ganna, che ha meritato: non posso che congratularmi con lui per questa vittoria. Spero di recuperare al meglio domani, la cronometro è uno sforzo pesante, ma dura solo 35 minuti. Sento di avere le stesse gambe di una settimana fa, quindi sono fiducioso per domenica. Vedremo come andrà a finire: sarà una gara dura per tutti, le differenze verranno fuori alla distanza».

Il terzo classificato, lo svizzero Stefan Kung ha detto: «Per me l'obiettivo oggi era quello di vincere o lottare per il podio. Ganna ha fatto una prestazione davvero straordinaria e quindi sono contento del mio risultato. Al via c'erano tutti i migliori del mondo e questo podio è un grande premio per il lavoro svolto durante tutto il periodo di lockdown, quando mi sono allenato molto per la crono. Un grande 'grazie' alla mia squadra che mi ha supportato durante la mia preparazione, ho lasciato il Tour prima della fine per essere al top della condizione oggi. Voglio ringraziare il mio team qui, ma anche il Comitato Organizzatore dei Mondiali e l'Uci per averci dato questa grande possibilità».

«L'oro di Filippo si commenta da solo, è stato una moto, super, fantastico». È entusiasta il ct Davide Cassani: «Poi vincere in Italia, e in Emilia Romagna...Un quinto mondiale a 24 anni, è quasi paradossale che Filippo abbia sempre fatto pista e ora si ritrova a essere il più forte cronoman del mondo. Sono convinto - che tra qualche anno avrà dei grandi successi anche in grandi classiche come il Fiandre o la Parigi-Roubaix. Oggi lui era determinatissimo e preparato al meglio, si merita questo oro».

Il Mondiale per l'Italia era cominciato bene con l'ottima prova di Edoardo Affini, partito un'ora prima di Ganna e in grado di far registrare il miglior tempo fino all'arrivo dei migliori. Alla fine chiuderà in 14^ posizione, a 1'31"52 dal nuovo campione del mondo. «E' stata dura soprattutto nella prima parte, ma sento di aver fatto un buon tempo» ha detto mentre era seduto sulla "hot seat". Proprio Edoardo ha previsto il trionfo del compagno di squadra quando Filippo ha staccato il miglior intertempo: «Arriva primo, non lo riprendono più... ». Domani la parola passa alle Donne Elite. La gara in linea comincerà alle 12,35.

ORDINE D'ARRIVO

1° Filippo Ganna (Italia)

km 31.7 in 35h54’10” media 52,978 km/h

2° Wout Van Aert (Belgio) a 26"

3° Stefan Kung (Svizzera) a 29"

4° Geraint Thomas (Gran Bretagna) a 37"

5° Rohan Dennis (Australia) a 39"

6° Kasper Asgreen (Danimarca) a 47"

7° Remi Cavagna (Francia) a 48"

8° Victor Campenaerts (Belgio) a 52"

9° Alex Dowsett (Gran Bretagna) a 1'06"

10° Tom Dumoulin (Olanda) a 1'14"

Gli altri azzurri: 14° Edoardo Affini (Italia) a 1'31"

 

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