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MONDIALI 2020 Alaphilippe trionfa a Imola: un francese iridato dopo 23 anni

photo@bettini

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Imoladomenica 27 settembre 2020 - Risuona la marsigliese all'Autodromo Enzo e Dino Ferrari nella giornata conclusiva dei Campionati del Mondo UCI 2020 di Imola - Emilia-Romagna. Il francese Julian Alaphilippe ha conquistato la maglia iridata tra gli Uomini Elite nella prova in linea. Sull'ultima salita di Gallisterna, a meno di dieci chilometri dal termine, il 28enne di Saint-Amand-Montrond ha piazzato l'attacco decisivo, togliendosi di ruota tutti gli altri big. Il capitano della Francia ha dato tutto nel falsopiano successivo e poi ha pennellato la discesa che portava al traguardo. Pochi secondi di vantaggio difesi con tenacia dall'inseguimento di van Aert, Fuglsang, Kwiatkowski, Roglic e Hirschi. Pochi secondi che gli hanno permesso di centrare il suo grande sogno, laurearsi campione del mondo. La volata per l'argento è stata dominata dal belga Wout van Aert con lo svizzero Marc Hirschi al terzo posto. Damiano Caruso, con la sua decima piazza, è il miglior italiano a superare la linea d'arrivo.

«Non ho parole per descrivere questa emozione. Oggi ho centrato l'obiettivo più grande della mia carriera. Ho affrontato tanti sacrifici, senza lasciare nulla al caso. Devo dire grazie ai miei compagni. È stata una giornata da sogno, ancora non realizzo cosa siamo riusciti a combinare» racconta Alaphilippe con ancora le lacrime agli occhi. «Sull'ultima salita sono andato “a tutta” per prendere un po' di vantaggio prima della discesa. Non ho pensato, ma ho solo dato tutto quello che avevo. A 200 mt dalla fine ho capito che non potevano più riprendermi e che il sogno si era realizzato. Sono così felice!» prosegue il nuovo campione del mondo che debutterà in maglia iridata alla Freccia Vallone mercoledì prossimo.

Non riesce a nascondere la delusione il secondo arrivato Wout van Aert, già beffato da Filippo Ganna nella cronometro: «Questa medaglia pesa più dell’argento di venerdì. Ora come ora potrò sembrarvi un bambino viziato ma ero qui con delle aspettative, puntavo al metallo più prezioso, quindi sono deluso. L’unica consolazione che trovo è che sono stato battuto da due grandi campioni. Mi dispiace perché la mia squadra ha fatto un ottimo lavoro, ognuno ha dato il massimo. Ad ogni modo la stagione non è ancora finita, delle belle classiche sono in arrivo, cercherò di continuare a sfruttare la buona condizione che ho dimostrato finora».

Soddisfatto del terzo gradino del podio Marc Hirschi, già iridato tra gli Under 23: «È stata una gara super dura, non mi sentivo al meglio, ma probabilmente non ero il solo. Sull’ultima salita ho stretto i denti per restare con i migliori, riuscendoci. Sono molto contento del terzo posto. Ho fatto tutto il possibile. Allo sprint sono stato battuto da Wout, ma non ho rimpianti. Dopo il successo di tappa al Tour de France, questa medaglia completa un periodo speciale».

 

ORDINE D'ARRIVO

1° Julian Alaphilippe (Francia)

km 258.2 in 6h38’34” media 38.869 km/h

2° Wout Van Aert (Belgio) a 24"

3° Marc Hirschi (Svizzera)

4° Michal Kwiatkowski (Polonia)

5° Jakob Fuglsang (Danimarca)

6° Primoz Roglic (Slovenia)

7° Michael Matthews (Australia) a 53"

8° Alejandro Valverde (Spagna)

9° Maximilian Schachmann (Germania)

10° Damiano Caruso (Italia)

15° Vincenzo Nibali (Italia)


QUI ITALIA - Nulla da recriminare per la nostra nazionale, che ci ha provato ma si è dovuta arrendere ai ritmi altissimi delle ultime fasi della corsa: dell’Italia restano negli occhi l’attacco di Nibali sul Mazzolano e la grinta di Damiano Caruso, decimo al traguardo e migliore azzurro. "Abbiamo lavorato da grande squadra, provandoci fino all'ultimo. Sapevamo di non essere i favoriti ma non abbiamo niente da recriminarci" le parole dell'atleta del team Bahrain-McLaren in zona mista al termine della prova.

Quindicesima posizione per Vincenzo Nibali: "Oggi è stato il primo giorno in cui mi sono sentito meglio, rispetto alle gare precedenti, però già sapevo che l'ultima salita (Gallisterna, ndr) non era adatta a me. Perciò ho provato sulla penultima ascesa e siamo andati via in quattro: c'erano Landa, Uran, e van Aert, che però non ha collaborato. Poi si è rimescolato tutto e le pendenze finali hanno premiato corridori più esplosivi. Per quanto mi riguarda, è stata la prima volta in cui mi sono sentito bene. Fino a dieci giorni fa tutto era un punto interrogativo. Con i compagni avevamo intenzione di fare gara d'attacco, ma sin dall'inizio il ritmo è stato molto alto. Era difficile provarci da lontano come ha fatto Pogacar".

Una squadra compatta che nonostante il percorso durissimo non si è mai arresa, parola di Alberto Bettiol: "Mondiale positivo, abbiamo fatto tutti quello che potevamo. Vincenzo e Damiano sono rimasti davanti e io ho provato a rientrare da dietro. Come sempre noi ce la mettiamo tutta, abbiamo corso davanti come una vera squadra".

Davide Cassani: "Non posso rimproverare nulla ai miei ragazzi: il percorso sapevamo essere difficile e Vincenzo nell'ultimo giro ci ha provato. La Gallisterna si è dimostrata più adatta ad atleti esplosivi come Julian, che ha lasciato sul posto tutti gli altri favoriti. Difficile per noi fare meglio".

DI ROCCO - Al termine della rassegna iridata, che ha visto il nostro Paese al centro dell'attenzione sportiva mondiale, non solo per quanto riguarda il ciclismo, il numero uno della FCI ha stilato un breve bilancio.

"Credo che il termine usato dal presidente del CIO Thomas Bach, che ci ha onorato della sua presenza in questo fine settimana, sia il più appropriato per descrivere questi Mondiali di Imola: “Un miracolo olimpico”.

Sono stati dei Mondiali straordinari. Prima di tutto per l’organizzazione, direi perfetta, in grado di assicurare sicurezza, rispetto dei protocolli e delle disposizioni sanitarie e al contempo di regalare un’autentica e partecipata festa di sport. Sono stati straordinari perché, grazie agli Enti locali coinvolti e alla regione Emilia Romagna, hanno offerto un’immagine pulita e vincente del nostro Paese. Le immagini internazionali ci hanno permesso di conoscere meglio, e apprezzare, un territorio ricco di eccellenze enogastronomiche e bellezze storico artistiche. La determinazione del presidente Stefano Bonaccini nell’investire in grandi eventi di ciclismo è una risorsa e uno stimolo per tutto il nostro movimento.

Mondiali straordinari dicevo, perché, come ricordato anche dal premier Giusppe Conte, hanno offerto l’occasione per mostrare la bontà del modello italiano, non solo nell’ambito sportivo. Se pensiamo che solo sei mesi fa eravamo additati come uno dei paesi più pericolosi, oggi siamo diventati tra i più sicuri, in grado di allestire un mondiale fornendo le massime garanzie.

Dal punto di vista tecnico la prova della Nazionale di Davide Cassani oggi, anche se non ci ha visto sul podio, si aggiunge al titolo mondiale di Filippo Ganna e alla medaglia di bronzo di Elisa Longo Borghini: tutti i nostri atleti hanno mostrato ancora una volta il loro attaccamento alla Maglia Azzurra, trovando in essa gli stimoli per dare sempre il meglio.

Chiudiamo questa edizione con due medaglie, un oro e un bronzo, nel settore maschile e in quello femminile. Medaglie che hanno a nostro avviso un peso specifico superiore perché colti da campioni che trovano le rispettive motivazioni in valori che vanno ben oltre la semplice voglia di successo e rispecchiano un sano modo di intendere lo sport: i nostri valori".

 

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