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PRO Nibali fissa gli obiettivi: Giro e Giochi di Tokyo

Lunedì 11 gennaio 2021 - La stagione è alle porte e il vecchio Squalo non molla la preda: Giro d'Italia e Tour de France sono appuntamenti già fissati, l'Olimpiade a Tokyo un sogno proibito, oltre che una perenne ambizione. Per Vincenzo Nibali il ricordo di quella caduta nella discesa di Vista Chinesa, a Rio de Janeiro, quando mancavano 11 chilometri al traguardo della prova in linea su strada e tutto faceva pensare che lo Squalo avrebbe azzannato la medaglia d'oro, è un ricordo indelebile, oltreché amaro. Che solo un trionfo a Tokyo può cancellare definitivamente.

«Ripenso ai Giochi in Brasile e al fatto che, senza quella caduta, avrei ottenuto un risultato diverso – le parole di Vincenzo da Messina -. Mi fratturai la clavicola e quell'incidente mi mise fuori gioco. Bisogna accettarle, certe cose: magari all'inizio ci pensi, poi sempre meno».

Il quadro della stagione che verrà è già definito, gli obiettivi pure. Nibali, Olimpiadi a parte («sempre se mi convocano», scherza) ha in mente solo il tris al Giro, dopo i trionfi del 2013 e del 2016.

«Quest'anno cercherò di dedicarmi principalmente alla corsa rosa: abbiamo studiato con Guercilena una marcia di avvicinamento adeguata, il resto si vedrà. Il Giro, per me, ha sempre qualcosa d'interessante, è una gara dove può accadere di tutto fino agli ultimi giorni. L'avvicinamento al Tour avverrà in funzione dei Giochi: la corsa francese può dare continuità, come si è visto l'anno scorso. Andrò possibilmente a caccia di una vittoria di tappa e, in base alle disposizioni, potrei anche programmare un ritiro, concentrandomi poi su Tokyo».

Il 2020 è stato l'anno dei giovani: Tadej Pogacar e Tao Geoghenhart hanno vinto Tour e Giro, in rigoroso ordine cronologico, lasciando praticamente niente ai corridori più esperti, fra i quali Nibali. Lo Squalo, a 36 anni già compiuti (a novembre), però, non si sente vecchio e punta al massimo.

«Si, è vero, il 2020 è stato l'anno dei giovani, però io voglio proiettarmi alla nuova stagione. Quello passato è stato un anno assai travagliato, molto particolare, speriamo che il Covid ci lasci in pace e faccia lavorare tutti. L'anno scorso la sfortuna ci ha presi di mira: Ciccone è stato fermato dal Covid, Brambilla ha avuto qualche malanno, tutto è diventato più difficile. All'inizio della stagione era tutto okay, la squadra girava alla grande, poi ci siamo fermati e, quando siamo ripartiti, procedevamo a fari spenti. Speriamo di prendere meglio questo 2021».

Vincenzino non ha ancora deciso quando appendere la bici al chiodo, «perché le motivazioni non mi mancano». «Quando arriverà, comunque, la decisione sarà solo mia». sottolinea. Poi, ancora sui giovani: «È difficile fare ciclismo, soprattutto dalle mie parti, in Sicilia, così come in Italia; all'estero hanno lavorato meglio. Chi dei miei avversari mi ha impressionato di più? Evenepoel ha fatto vedere molte cose buone, è stato sfortunato al Lombardia, ma ha lavorato tanto e sicuramente lo troverò pronto. Pogacar è quello che conosco meno, Egan Bernal quello che ho visto crescere di più: nel 2021 saprà riscattarsi. Un po’ mi ricorda Alberto Contador».

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