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VARIE – Coni. Di Rocco sfida Malagň: «Gestione inadeguata»

Renato Di Rocco -photo@Cailotto

Giovedì 1 aprile 2021 - Scatta la volata di Renato Di Rocco verso il traguardo della presidenza del Coni. Dopo 15 anni alla guida della Federciclismo l'ex presidente della Fci lancia la sfida a Giovanni Malagò in vista delle elezioni del Comitato olimpico nazionale del prossimo 13 maggio. Candidatura quella di Di Rocco che si aggiunge a quella già annunciata da un'altra protagonista del mondo delle due ruote, Antonella Bellutti,

olimpionica del ciclismo su pista ad Atlanta 1996 e Sidney 2000.

 “Ho sentito il bisogno di candidarmi – spiega Di Rocco – perché, confrontandomi con i colleghi Presidenti di Federazioni, ho avvertito un diffuso malessere da parte del mondo dello sport per una gestione troppo personalistica ed elitaria, del tutto inadeguata, in particolare nel difficilissimo momento che stiamo vivendo”.

“Il Coni, in questi ultimi 8 anni, ha pensato molto all’immagine e poco alla sostanza. Siamo stati sempre sui giornali ed in televisione ma nel frattempo non è stato risolto neanche uno dei problemi che interessano alle Federazioni, agli Enti di promozione sportiva, alle società di base ed alle Discipline associate”.

“Nelle mie intenzioni – prosegue Di Rocco – deve tornare ad essere centrale il lavoro di squadra. Bisogna recuperare lo spirito di servizio che contraddistingue il mondo dello sport ed il Coni deve tornare ad occuparsi dei problemi della base. Meno riflettori e telecamere, più cose concrete.”

“Faccio un esempio. Il Coni, durante la pandemia, ha abbondonate a sé stesse le società sportive e gli operatori dello sport, che stanno vivendo una crisi profondissima. Mai una volta il Coni ha evidenziato le ricerche scientifiche che dimostrano come palestre e piscine siano luoghi sani, dove la distanza è rispettata ben più che in autobus ed in metropolitana. E sapete perché non lo ha fatto? Perché era impegnato a chiedere al governo più potere e più dipendenti”.

“Un altro errore – dice ancora Di Rocco – è stato quello di non aver capito l’importanza della Riforma dello sport, delineata nel 2018. Grazie a quella Riforma, tra l’altro non ancora totalmente realizzata, lo sport italiano ha ricevuto dallo Stato, in soli due anni, ben 176,5 milioni di euro in più. Ma il Coni ha deciso di combatterla impegnandosi in una guerra sbagliata, con il risultato di perdere tempo in litigi e diatribe anziché affrontare i problemi per risolverli nell’interesse di tutti”.

 “Insomma – conclude Di Rocco – la decisione di candidarmi l’ho presa perché sento che è venuto il momento di ricostruire un modello di gestione dello sport più democratico, più collegiale e orientato alla collaborazione con tutti gli operatori del sistema sportivo italiano”.

Renato Di Rocco è nato a Roma il 13 giugno 1946 da una famiglia di venditori e costruttori di biciclette (Romeo Bike). Maestro dello Sport, è stato dirigente sportivo a tutti i livelli. Tra gli incarichi ricoperti, quello di Segretario Generale per 14 della Federciclismo e Federatletica; di Direttore Generale dell’Organizzazione Periferica, Promozione Sportiva e Scuole Regionali dello sport del Coni; di Presidente della Federciclismo dal 2005 al 2021. Attualmente è vicepresidente dell’Unione Ciclistica Internazionale.

Nel 2008 ha fatto parte del direttivo dell'Unione Ciclistica Europea, mentre nel 2005 è stato eletto al vertice della Federciclismo. Rieletto nel 2009 per il quadriennio 2009/2013, a gennaio 2013 per il quadriennio 2013-2016 ed a gennaio 2017 per il 2017/2020. Da maggio 2009 è eletto nella Giunta Nazionale del Coni. Nello stesso anni diventa anche vicepresidente della Uci, tra le onorificenze ricevute la Stella d'Oro al Merito Sportivo. È Commendatore della Repubblica Italiana.

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