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VARIE - Corridori ucraini a Fiumicino «Momento drammatico, grazie Italia»

Romagiovedì 10 marzo 2022 - Vestiti con le tute giallo-azzurro della Nazionale Ucraina, i volti particolarmente stanchi e tristi: così sono apparsi all'aeroporto di Fiumicino alcuni degli atleti ucraini arrivati dalla Turchia, rimasti bloccati dopo l'invasione del loro Paese. Ognuno di loro con una storia drammatica da raccontare.

«Diciamo grazie all'Italia. Siamo vivendo un momento davvero molto difficile - ha raccontato ai cronisti presenti nello scalo romano Valeriya Kononenko, una delle atlete delle squadre nazionali di ciclismo dell'Ucraina Juniores Under 23 maschili e femminili - I miei genitori sono a Donetsk, dove in questo momento la situazione è molto critica; sono riuscita a sentire mia madre e mia sorella, ma tre giorni fa; perché i collegamenti sono quasi nulli. Per ora so che sono vivi - ha spiegato parlando con gli occhi lucidi - e questa è la cosa più importante. Siamo molto scioccati, non sappiamo come agire, cosa fare - ha concluso la giovane - che futuro ci aspetta, se e quando potremo rivedere i nostri famigliari».

«Ringrazio tanto l'Italia, l'Abruzzo, la Federazione ciclistica italiana che ci hanno permesso questo - ha detto a sua volta Denis Khotulov, un altro atleta del gruppo visibilmente emozionato - Peraltro ho già gareggiato in questo Paese e conosco la gente, è aperta e solidale; ci daranno un grande aiuto, ne sono più che certo».

Drammatico il racconto di Sergiy Grechyn, che insieme con i suoi famigliari vive in un paese che è stato da poco bombardato. «Dalle ultime informazioni che ho - ha raccontato - so che i miei famigliari stanno vivendo praticamente sotto terra, nascosti. Spero che riescano a sopravvivere e di rivederli presto».

«L'Aquila è una città solidale ed accogliente. Lo abbiamo fatto con le famiglie afghane, oggi lo facciamo con i profughi ucraini; pochi come noi sanno cosa significa dover abbandonare la propria terra, ritrovarsi improvvisamente senza più nulla e quanto sia importante in questi momenti essere circondati da persone che ti vogliono bene». Così all'aeroporto di Fiumicino il sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, che insieme con l'assessore regionale allo Sport, Guido Liris e al Presidente della Federazione ciclistica italiana, Cordiano Dagnoni, ha accolto le squadre nazionali dell'Ucraina. «Noi siamo disposti a fare la nostra parte, non soltanto per queste 24 persone, ma anche per altri - ha poi spiegato a Fiumicino il primo cittadino dell'Aquila - Abbiamo messo a disposizione circa 100 posti letto; c'è stata una raccolta di solidarietà di oltre 86 quintali fra medicinali, generi alimentari e vestiario, generi di prima necessità. Dunque l'Aquila si dimostra, ancora una volta, una città in grado di ricambiare tutto ciò che ha ricevuto subito dopo il terremoto»

«Un'operazione umanitaria in sintonia con quello che è lo spirito sportivo, lo spirito olimpico che deve unire: le guerre sono lontane dalla nostra ideologia» affermato all'aeroporto di Fiumicino il presidente della Fci Cordiano Dagnoni. «Questi giovani si trovavano in Turchia, dove erano rimasti bloccati - ha spiegato Dagnoni - Per fortuna ora sono finalmente riusciti a raggiungere l'Italia, grazie all'impegno e

alla solidarietà della regione Abruzzo, la città dell'Aquila in particolare che si è resa disponibile, insieme con la Federazione ciclistica italiana. Direi che è un esempio che andrebbe seguito da tanti altri».

AFGHANI – Anche un gruppo di 24 cicliste afghane raggiungerà l'Abruzzo nelle prossime settimane. L'annuncio arriva dall'assessore allo Sport, Guido Liris, contestualmente all'arrivo a Fiumicino delle squadre nazionali dell'Ucraina – un gruppo di 24 persone, tra atleti e accompagnatori. «Quella di oggi - ha detto - è soltanto una prova generale di solidarietà. Ci sarà poi una manifestazione più corposa da parte dell'Abruzzo. Avremo la capacità di accogliere atlete cicliste afghane. Verranno da noi, certamente con un occhio agli eventi bellici della propria terra ma con tanta voglia di guardare avanti».

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