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U23 – Valle d'Aosta: le squadre vogliono più sicurezza e premi alla faiglia

Aosta giovedì 17 luglio 2025 - Dopo la tragica morte di Samuele Privitera al Giro della Valle d'Aosta, le squadre ciclistiche internazionali under 23 chiedono con forza un cambiamento: servono nuove regole per garantire la sicurezza dei giovani corridori in gara. Il ciclista ligure di 19 anni, del team Hagens Berman Jayco, è caduto mercoledì a Pontey, in discesa. L'impatto è avvenuto a soli 50 chilometri dalla partenza della prima tappa di Aosta, lungo una strada comunale: ha perso il controllo della bici dopo aver urtato un dosso e ha sbattuto violentemente contro una ringhiera, facendo volare via il casco di protezione. «Quando l'ho visto andare verso la barriera mi sono spaventato e ho tirato i freni e gli sono rimasto dietro. L'impatto è stato bruttissimo, è arrivato contro l'ostacolo con la testa e il petto», racconta Lorenzo Masciarelli, ciclista del team Mbh Bank Colpack Ballan Csb che ha assistito alla tragedia. Rianimato sul posto, Privitera è stato portato all'ospedale Umberto Parini di Aosta, dove è deceduto in serata, prima dell'arrivo dei genitori partiti dall'Imperiese. Sull'esatta dinamica sono ancora in corso gli accertamenti della polizia stradale. La procura di Aosta attende per domani una prima relazione per valutare eventuali iniziative. Al momento non è prevista l'autopsia. La gravità dell'impatto ha profondamente colpito atleti, dirigenti e organizzatori, riaccendendo il dibattito sulla sicurezza nelle competizioni ciclistiche. Tanto che Cordiano Dagnoni, presidente della Federciclismo, annuncia di voler «ragionare, ancora con maggiore determinazione, su come rendere le nostre corse più sicure». E assicura: «La Federazione da tempo ha creato una commissione per elaborare proposte al riguardo e ogni anno aggiorna costantemente i regolamenti affinché episodi del genere non accadano più. Dobbiamo intensificare gli sforzi in questa direzione: è un obbligo che dobbiamo prima di tutto ai nostri giovani, alle società e a tutto il nostro movimento». Dopo l'annullamento della tappa odierna, domani ripartirà il 'Petit Tour', come è soprannominata la competizione valdostana under 23. Ma i 28 team partecipanti, che devolveranno i premi alla famiglia Privitera, pongono agli organizzatori delle condizioni stringenti: vogliono quattro ambulanze al seguito della corsa e tre medici, di cui due rianimatori. Una dotazione sanitaria raddoppiata rispetto alle due ambulanze e ai due medici, di cui un rianimatore, previsti fino ad ora dal regolamento della gara valdostana, che rispetta gli standard internazionali. Inoltre, chiedono che parta da Aosta una richiesta ufficiale alla Union Cycliste Internationale (Uci), la federazione internazionale, affinché vengano ridati gli auricolari agli atleti anche nelle prove under 23, e non solo in quelle dei professionisti, consentendo alle squadre di allertare i corridori in caso di necessità o pericoli, come la presenza di un dosso, per esempio. La scomparsa di Samuele Privitera, giovanissimo che puntava a un ingresso nel mondo professionistico già entro fine anno, ha sconvolto il mondo del ciclismo internazionale. Il Tour de France gli ha reso omaggio prima dell'avvio della dodicesima tappa con un lungo e commosso applauso. E Axel Merckx, ex ciclista professionista, figlio di Eddy (Il Cannibale), ha pianto sui social la giovane promessa del suo team: «Era insostituibile. La sua gioia, il suo spirito, la sua gentilezza, erano sempre una luce brillante in qualsiasi stanza o gara in cui si trovasse in quel momento. Perderlo è devastante oltre ogni parola». Un dolore di cui si sono fatti interpreti anche il presidente della Liguria, Marco Bucci («con profonda commozione e sgomento») e della Valle d'Aosta, Renzo Testolin («la sua morte segna profondamente l'intera comunità valdostana»).

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