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JUN –Presentato il trofeo dedicato a Scarponi: start da Castelraimondo arrivo a Camerino

Camerino (Macerata)martedì 9 settembre 2025 - Un arrivo in salita, nel pieno centro di Camerino (Macerata), proprio lì dove Michele Scarponi, nella gara Tirreno-Adriatico del 2009, tagliò per primo il traguardo davanti a Ivan Basso e Stefano Garzelli. Sedici anni dopo, la Fondazione dedicata al campione di ciclismo - morto nel 2017 a 37 anni dopo essere stato investito da un furgone mentre si allenava a Filottrano - rende omaggio a quell'impresa organizzando il primo trofeo Michele Scarponi: una gara di ciclismo juniores, per ragazzi di 17 e 18 anni, che si svolgerà il 27 settembre. Partirà da Castelraimondo e arriverà a Camerino, in provincia di Macerata. Due Comuni colpiti dal sisma del 2016 ai quali la Fondazione, attraverso l'organizzazione della gara, vuole dedicare attenzione con una manifestazione sportiva, abbracciando simbolicamente i residenti e permettendo loro, così come ai visitatori che verranno da altre zone, di godersi la corsa dei ciclisti, oltre a scoprire le piazze e le strade dei due Comuni. Il percorso è di 96,3 chilometri e prevede un dislivello di 1.776 metri. Si parte da Castelraimondo, con un circuito di cinque giri da dieci chilometri, poi i corridori si sposteranno verso Camerino, dove percorreranno due giri da 15,6 chilometri. Tre le altimetrie importanti, con l'arrivo in salita che ha una pendenza media del 12%. Circa 60, fino ad ora, i corridori che si sono iscritti. Tra questi, anche il campione italiano juniores di ciclismo, Carosi. La Fondazione, impegnata da anni sul tema della sicurezza stradale, ha voluto dedicare due traguardi a due giovani ciclisti morti in strada. Uno sarà quindi dedicato a Silvia Piccini, ciclista agonista uccisa a 17 anni mentre si allenava in Friuli, l'altro a Matteo Lorenzi, anche lui ucciso a 17 anni durante un allenamento. «Pensiamo che la sua storia e il suo esempio debba andare nella direzione dei giovani. - ha spiegato Marco Scarponi, segretario generale della Fondazione - La sua storia ha molto da dire a loro e ricordarlo con una gara così significa dare un senso alla vita ciclistica di mio fratello, alla sua fine e anche alla trasmissione di valori che ci impegna per il futuro».

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