| Kigali (Ruanda) – venerdì 26 settembre 2025 - Una gara tutta all'attacco, sin dai primi chilometri, con una fuga letale a quattro giri dall'arrivo per poter poi tagliare il traguardo in perfetta solitudine ed indossare nuovamente la maglia di campione del mondo. L'Italia ha una nuova stella sulle due ruote: è Lorenzo Finn. Nato 18 anni fa ad Avegno, a pochi chilometri da Genova, questo ragazzo dalla faccia pulita e dai muscoli di ferro ha vinto i mondiali Under 23 su strada a Kigali, in Ruanda. Si tratta di un predestinato, un fuoriclasse che già lo scorso anno si era imposto all'attenzione del mondo vincendo la corsa iridata tra gli Juniores a Zurigo. Stavolta però si è superato. Partito senza i favori dei pronostici, anche perché il più giovane in gara, ha messo in fila tutti gli avversari a partire dal belga Jarno Widar. Finn - cognome inglese ereditato dal padre ingegnere trasferitosi in Liguria ma cuore italiano come la mamma - è sembrato volare sul ruvido asfalto africano e sull'irregolare pavé della Cote de Kimihurura, come se stesse scalando le colline amiche della Liguria e non macinando chilometri nella rarefatta aria dell'altopiano ruandese a 1500 metri sul livello del mare. Finn ha attaccato a sei chilometri dall'arrivo, staccando lo svizzero Jan Huber e resistendo fino al traguardo. Tra l'entusiasmo generale, l'azzurro ha alzato le braccia al cielo come i suoi idoli, Tadej Pogacar e Marco Pantani. Per Finn si tratta di un bis dopo la maglia iridata già conquistata tra gli juniores e che lo ha rivelato al mondo dello sport. In Ruanda ha corso da dominatore, uscendo allo scoperto a -40 chilometri dalla conclusione. Fino a quel momento la prova era stata un monologo belga, che aveva messo tutta la squadra alla frusta per portare, nei chilometri finali, nella posizione migliore il superfavorito Widar. Quando mancavano quattro giri alla conclusione il talento azzurro ha rotto gli indugi, intuendo che il belga non ne aveva più. Si portava dietro un gruppetto di sei corridori, nessuno dei quali veramente disposto a lavorare per il talento azzurro. A 30 km dal traguardo ha attaccato ancora. Solo lo svizzero Huber ha resistito per poi cedere nel giro finale. «Un'emozione incredibile, come l'anno scorso». Sono state le prime parole di Lorenzo dopo aver conquistato l'oro. «Voglio dedicare la vittoria alla mia ragazza Fabiana, questa è per lei», ha aggiunto. «Il piano iniziale era quello di vedere cosa avrebbe fatto il Belgio. La prima metà della corsa è stata molto controllata, quando poi abbiamo dato una sgasata sul pavè, si è fatta subito selezione. Siamo rimasti prima in sei, poi in quattro e poi in due con lo svizzero Huber. All'ultimo giro sono riuscito ad attaccare e a restare da solo e a regalarmi un'altra gioia incredibile». Alla fine «mi facevano male le orecchie per il grande entusiasmo che sentivo sul rettilineo conclusivo». Simone Gualdi, Alessandro Borgo e Pietro Mattio arrivano insieme, dopo aver lavorato per l'azione di Finn, oltre la ventesima posizione, per salutare un trionfo merito di tutta la squadra, come sottolinea anche il ct Marino Amadori: "È stato davvero un mondiale spettacolare. Grazie ai ragazzi e a tutti coloro che hanno contribuito: abbiamo portato a casa un risultato bellissimo e sono felice sia per il corridore sia per tutta la squadra e lo staff, che hanno fatto di tutto per metterci nelle condizioni migliori in questa competizione. Devo ammetterlo, mi sono commosso: non sono andato subito al podio proprio perché l’emozione era unica. Ci abbiamo creduto, ci abbiamo provato con convinzione, e riuscire a ottenere questo risultato rende tutto ancora più speciale. È davvero una doppia emozione." Alessandro Borgo: “Se pensiamo che questa mattina era campione del mondo juniores.. la maglia iridata gli è stata tolta per solo poche ore, poi se l’è ripresa. Sapevamo che era uno dei favoriti e noi abbiamo cercato di favorirlo”. Pietro Mattio: “Una grande gioia che sarà degnamente festeggiata con una grande festa. Siamo orgogliosi di questa gara e di questo successo". «E' una vittoria desiderata, sperata, un successo che gratifica il lavoro della squadra. Un premio meritato per tutto il gruppo». ha sottolineato il presidente della Federciclismo, Cordiano Dagnoni. «Finn sarà il nostro futuro - ha aggiunto al microfono Rai - é un atleta serio, umile. Confido in un Finn protagonista al Mondiale in Trentino del 2031 ma, prima, anche alle Olimpiadi del 2028. Abbiamo un bel gruppo e lui sarà di stimolo a tutti gli altri» ha aggiunto. Fin da domani, nelle prove che attendono gli uomini e le donne, perché «l'appetito vien mangiando» conclude Dagnoni. ORDINE D’ARRIVO 1 Lorenzo Finn (Italy) ‘km 164,400 in 3h57’27” media 41.592 km/h 2 Jan Huber (Switzerland) a 31” 3 Marco Schrettl (Austria) a 1’13” 4 Héctor Álvarez (Spain) a 1’38” 5 Mateusz Gajdulewicz (Poland) a 1’42” 6 Pau Martí (Spain) a 2’22” 7 Victor Loulergue (France) 8 Robin Donzé (Switzerland) a 2’24” 9 Adrià Pericas (Spain) 10 Mateo Ramírez (Ecuador) 28 Simone Gualdi (Italy) a 9'40" 29 Pietro Mattio (Italy) a 9'40" 30 Alessandro Borgo (Italy) a 9'40" |