Roubaix (Francia) - domenica 12 aprile 2026 - La lunga striscia di delusioni e piazzamenti si conclude con la vittoria più bella, per un'atleta belga e uno specialista delle classiche del nord: Wout van Aert fa sua la Parigi-Roubaix, sconfiggendo allo sprint Tadej Pogacar dopo un'entusiasmante azione a due. La coppia aveva attaccato insieme a un piccolo gruppetto, per poi fare la differenza e giocarsi il successo. Solo quarto van der Poel, colpito da due forature, nulla da fare per Ganna. Sfuma il sogno di Tadej Pogacar, si accende come una fiamma quello di Wout van Aert: è belga la vittoria nella Parigi-Roubaix 2026, col primo successo del veterano della Visma-Lease a bike. Non c'è una fuga iniziale e non ci sono azioni da lontano in questa corsa, controllata dall'Uae sin dai primissimi chilometri con un ritmo forsennato, che impedisce ogni sorta d'attacco sia prima del pavé che nei primi settori. Tutti si aspettano che sia la Foresta di Arenberg a fare la differenza e, infatti, è così. Mathieu van der Poel tenta un primissimo allungo per sorprendere tutti, poi cade vittima della sfortuna: una prima foratura e poi una seconda, nel mezzo un fraintendimento con Philipsen per il cambio di bici. L'olandese e dominatore della classica belga perde così due minuti, mentre davanti allungano in sei: van Aert e Laporte (Visma-Lease a Bike), Pogacar (Uae), Pedersen (Lidl-Trek), Bissegger (Decathlon) e Stuyven (Soudal-Quickstep). Tra loro non c'è Filippo Ganna, che alza subito bandiera bianca, e il ritmo resta elevato. Pogacar, che aveva forato a sua volta, è quello che tira maggiormente, ma van der Poel riesce ad arrivare intorno al mezzo minuto di distacco. L'olandese fa paura e, dunque, a una cinquantina di km dall'arrivo ecco la mossa: Pogacar e van Aert lasciano tutti sul posto, è attacco a due. Lo sloveno fa fuoco e fiamme per staccare il belga, ma fallisce e porta la corsa per la vittoria nel velodromo di Roubaix. Qui la spunta proprio van Aert, che beffa Pogacar con la tattica e vince la sua seconda classica-monumento: ecco la prima Roubaix, che bissa la Milano-Sanremo del 2020. Nulla da fare per Pogacar, che sognava di entrare nel club di chi ha vinto tutte le grandi classiche e inseguire la cinquina di successi nel 2026: è secondo, con Stuyven terzo (e staccato) davanti a van der Poel. Si realizza dunque il sogno di Wout van Aert, l'eterno piazzato: è sua la Roubaix, la corsa più amata dai belgi. «La Parigi-Roubaix mi ha regalato momenti duri, ma in giorni come oggi è la corsa più bella che esista. Questa vittoria significa tutto per me, era un obiettivo dal 2018. La dedico a Michael Goolaerts (scomparso nel 2018 ndr) che non c'è più e alla sua famiglia, il mio dito al cielo era per lui, ma anche per tutti i miei amici - le parole di Wout Van Aert dopo la vittoria -. E' stato un giorno davvero difficile, in questa corsa molte volte sono stato sfortunato, ma ho maturato anche grande esperienza, anche quando ho avuto sfortuna ci ho sempre creduto, e sono stato ripagato. Battere il più forte del mondo in uno sprint a due è davvero speciale. Nella mia mente avevo visto mille volte questo scenario». ORDINE D'ARRIVO 1° Wout Van Aert (Team Visma | Lease A Bike) km 258,300 in 5h16’53” media 48.910 km/h 2° Tadej Pogačar (Uae Team Emirates Xrg) 3° Jasper Stuyven (Soudal Quick-Step) 4° Mathieu Van Der Poel (Alpecin-Premier Tech) 5° Christophe Laporte (Team Visma | Lease A Bike) 6° Mick Van Dijke (Red Bull BoraHansgrohe) 7° Mads Pedersen (Lidl Trek) 8° Stefan Bissegger (Decathlon Cma Cgm Team) 9° Nils Politt (Uae Team Emirates Xrg) 10° Mike Teunissen (Xds Astana Team)
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