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GIRO 2019 - Cima dun soffio dopo 170 km di fuga sul plotone in rimonta. FOTO

Photo@LaPresse - D'Alberto/Ferrari/Paolone/Alpozzi

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  • FOTO - Guarda la GALLERIA FOTOGRAFICA della 18. tappa

Santa Maria di Sala (Venezia)giovedì 30 maggio 2019 - Chi l'ha detto che al Giro d'Italia scappare quasi 4 ore prima di un arrivo pianeggiante serve a poco o nulla? Questa antica regola non scritta del ciclismo viene sovvertita da Damiano Cima, bresciano della Nippo-Fantini-Faizanè che, dopo aver attraversato metà Trentino e Veneto insieme a Mirco Maestri e Nico Denz, riesce ad aggiudicarsi un'incredibile vittoria di tappa. Lo fa resistendo al poderoso recupero del gruppo e beffando in una volata al fulmicotone lo specialista Pascal Ackermann, giunto secondo alle sue spalle. Riguardo alla maglia rosa nulla cambia: Nibali conserva il ritardo di 1'54'' dal leader della classifica generale Carapaz, mentre Roglic è a 2'16''.

Tappa tranquilla dopo gli strappi sulle alpi lombarde, trentine e altoatesine degli scorsi giorni: dopo un passaggio piuttosto tranquillo a Cortina, si scende lungo il Cadore per poi concludere con un agevole tragitto pianeggiante. Una giornata di passaggio, dunque, prima e dopo i fuochi d'artificio decisivi per questo Giro d'Italia 2019. Ma una giornata scritta apposta per favorire i velocisti vede ancora una volta le carte scombussolate dal meteo (si parte con un timido sole, poi arriva la solita pioggia) e soprattutto da una fuga di tre uomini durata ore. Si tratta di Mirco Maestri, Damiano Cima e Nico Denz, scattati poco dopo l'una e che si sono contesi la vittoria di tappa fino al traguardo di Santa Maria di Sala. Nel frattempo il gruppo controlla, senza tentare concretamente di recuperare sui tre fuggitivi. Maestri, Cima e Denz infatti superano i tre minuti e mezzo di distacco a 125 km dal traguardo, che supera i sei minuti in prossimità dell'unico Gpm di giornata a Pieve d'Alpago.

Qui è Cima a tagliare il traguardo prima dei due compagni di fuga, quindi arriva anche il vento che aiuta il gruppo a limare il gap sul terzetto di testa, nonostante una caduta che coinvolge Luke Durbridge e Lukasz Owsian. Un momento di tensione si verifica quindi al passaggio dei tre battistrada a Conegliano (dopo lo sprint vincente di Démare su Ackermann all'Intergiro): uno squilibrato, vestito con felpa e cappuccio, scaraventa infatti una bicicletta in mezzo alla strada. Maestri, Cima e Denz riescono a scartarla, quindi è un coraggioso appassionato ad attraversare la strada per rimuovere dalla carreggiata la bicicletta ormai distrutta.

A 55 km dal traguardo il terzetto in testa conserva oltre tre minuti di vantaggio sul serpentone degli inseguitori, che tornano ad essere addirittura quattro a 50 km. Solo a 20 km dal traguardo il gruppo aumenta l'andatura e sembra inevitabile una volata finale, con i fuggitivi inghiottiti dal treno dei velocisti e dei loro team. E invece il loro vantaggio resiste: un minuto a 8 km dall'arrivo, poi 50 secondi ai 6 km, 35 secondi ai quattro. All'ultimo km è quindi Denz a provare lo scatto beffardo nei confronti di chi insegue, ma Cima reagisce ed è lui ad aggiudicarsi la tappa. I suoi compagni di avventura finiscono più indietro, ma è fatta. E per una giornata ad essere premiato è chi crede nei sogni. E che una fuga all'inizio di una lunga tappa, alla fine, possa davvero portare fino in fondo.


PROTAGONISTI

Il vincitore di tappa Damiano Cima: “Dare visibilità alla mia squadra durante le fughe è stato uno dei ruoli che mi ha assegnato il mio team. Oltre alla visibilità, oggi ho vinto! Non è stato facile andare in fuga per i molti tatticismi legati alla Maglia Ciclamino. Eravamo in tre davanti e ringrazio i miei compagni di fuga per la buona collaborazione. Sono rimasto il più calmo possibile negli ultimi chilometri. Non ho mai guardato indietro. Ho aspettato il più possibile per dare tutto nelle ultime poche centinaia di metri. È un sogno che si avvera”.

La maglia rosa Richard Carapaz: “Sono sereno... Sono nella mia miglior forma di sempre! Scherzando ma sapendo che stavo andando forte, ho chiesto una bici rosa ancora prima di prendere la Maglia Rosa ed è arrivata ieri per il mio compleanno. Sono fiducioso in vista delle ultime tre tappe. Sento forti emozioni perché ci sono molte montagne a venire. Spero di affrontarle nel miglior modo possibile. So che il mio paese ora è paralizzato a causa delle persone che guardano il Giro”.

Simone Consonni 3° al traguardo: “Il terzo posto è un buon risultato, sono soddisfatto anche se il gruppo non è riuscito a chiudere sulla fuga. Ho avvertito sensazioni positive in volata, nonostante si stia correndo la terza settimana di un Giro d’Italia che, per me, è stato impegnativo, considerando che ho lavorato all’inizio per Gaviria, per poi dare il mio contributo a Conti e a Polanc nei giorni in cui vestivano la maglia rosa. E’ un ulteriore passo nella mia carriera, cerco sempre di migliorarmi, e questo mi risultato mi dà la giusta consapevolezza per trarre il massimo dalle prossime opportunità che la squadra mi darà”.

Mirco Maestri uno dei protagonisti della fuga di giornata: “C’è tanto, tanto rammarico, perché mai mi sono trovato così vicino a conquistare un traguardo così importante. Avevo due strade: rischiare di perdere o provare a vincere. Io ho scelto la seconda. Denz era quello che aveva più gamba, lo si vedeva, Cima invece il più veloce. Quando il tedesco è partito non ho esitato a lanciarmi anche io. Il gruppo dietro arrivava forte e un’esitazione sarebbe stata fatale. Sapevo che Cima poteva passarmi, ma ho agito d’istinto. Trovarmi solo in testa a 300 mt dal traguardo è stata un’emozione bellissima. Spero di riprovarla presto”.


PILLOLE STATISTICHE

    Prima vittoria al Giro per Damiano Cima. Finora il suo miglior risultato al Giro era stato un 96esimo posto a Ponte di Legno. L’unica vittoria da professionista per Damiano Cima fino ad oggi era stata la sesta frazione del Tour of China I il 19 settembre scorso. Vinse anche in Cina tappa e classifica finale al Tour of Xingtai 2018, corsa di categoria 2.2.

    5 vittorie italiane in questo Giro, le stesse dell’anno scorso. Nel 2017 non ci furono vittorie tricolori nella corsa Rosa. 5 atleti italiani (Masnada, Benedetti, Cataldo, Ciccone e Cima) vittoriosi al Giro: era accaduto per l’ultima volta nel 2016, quando i vincitori furono Ulissi, Brambilla, Ciccone, Trentin e Nibali.

    Quinta Maglia Rosa per Richard Carapaz, le stesse di Primoz Roglic, leader nelle prime cinque frazioni di questo Giro.


TAPPA DI DOMANI

Tappa 19 – Treviso-San Martino di Castrozza 151 km - dislivello 2.850 m

Tappa corta di montagna con diverse ondulazioni nella prima parte fino al GPM del Passo di San Boldo, salita breve con chilometri finali ripidi con la caratteristica di superare gli ultimi cinque tornanti in galleria. Discesa e tratto pianeggiante fino a Feltre. Si scala quindi il breve GPM di Lamon prima di risalire la Val Cismon (serie di gallerie) fino a Fiera di Primiero dove inizia la salita finale.

Ultimi km -Dopo la biforcazione Passo Rolle-Passo Cereda si supera l’abitato di Siror dove, con due tornanti, inizia la salita effettiva. La strada, larga con fondo buono risale verso San Martino di Castrozza con una lunga serie di piccole curve che seguono il fianco della montagna intervallate in due occasioni da coppie di tornanti. La pendenza è sempre costante attorno al 5% con brevissimi tratti attorno al 10% attorno a metà salita. L’ultimo km si snoda nell’abitato di San Martino di Castrozza per spianare a 100 m dall’arrivo. Retta d’arrivo di 200 m, larghezza 5 m su asfalto.


ORDINE D'ARRIVO 18. tappa

1. Damiano Cima (Ita) abbuono 13" km 222 in 4h56'04"media 44,989 km/h; 2. Pascal Ackermann (Ger) abbuono 6", 3. Simone Consonni (Ita) abbuono 4", 4. Florian Sénéchal (Fra), 5. Ryan Gibbons (Saf), 6. Manuel Belletti (Ita), 7. Davide Cimolai (Ita), 8. Arnaud Demare (Fra), 9. Sean Bennett (Usa), 10. Mirco Maestri (Ita) abbuono 1", 32. Miguel Angel Lopez (Col), 33. Vincenzo Nibali (Ita), 35. Primoz Roglic (Slo), 42. Richard Carapaz (Ecu), 46. Mikel Landa (Spa)


CLASSIFICA GENERALE

1. Richard Carapaz (Ecu) km 3.175,6 in 79h44'22"media 39,822 km/h, 2. Vincenzo Nibali (Ita) a 1'54", 3. Primoz Roglic (Slo) a 2'16", 4. Mikel Landa (Spa) a 3'03", 5. Bauke Mollema (Ola) a 5'07", 6. Miguel Angel Lopez (Col) a 6'17", 7. Rafal Majka (Pol) a 6'48", 8. Simon Yates (Gbr) a 7'13", 9. Pavel Sivakov (Rus) a 8'21", 10. Davide Formolo (Ita) a 8'59", 11. Jan Polanc (Slo) a 9'20", 12. Ilnur Zakarin (Rus) a 10'32", 13. Hugh John Carthy (Gbr) a 14'51", 14. Joseph Lloyd Dombrowski (Usa) a 15'44", 15. Valentin Madouas (Fra) a 19'45"


MAGLIE

    Maglia Rosa, leader della classifica generale - Richard Carapaz (Movistar Team)

    Maglia Ciclamino, leader della classifica a punti - Pascal Ackermann (Bora - Hangrohe)

    Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna - Giulio Ciccone (Trek - Segafredo)

    Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani - Miguel Angel Lopez (Astana Pro Team)

 

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