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PRO - Pasticcio Uci, il Giro chiude nello stesso giorno della Roubaix

Martedì 5 maggio 2020 - Cosa vediamo oggi, la conclusione del Giro a Milano o l'arrivo sul pavè della Roubaix? Lo scenario che gli appassionati di ciclismo sognano in questi giorni di quarantena rischia di diventare un incubo a ottobre. L'Uci, la confederazione mondiale, ha ufficializzato le date del nuovo calendario, compresso dall'emergenza del Coronavirus, e se la prevalenza data al Tour de France (al via il 29 agosto) era nota e anche la finestra riservata al Giro (3-25 ottobre), a stupire tutto il mondo delle due ruote è la sovrapposizione con la Classiche del Nord. Il 25, è il giorno fissato per la chiusura della corsa rosa ma anche della Parigi-Roubaix. «Avevamo proposto soluzioni alternative ma non siamo stati ascoltati», rivendica Rcs Sport.

«Il Giro d'Italia è penalizzato rispetto al Tour de France ma lo stesso vale per noi atleti. Dovremo fare scelte a malincuore. Penso a chi dovrà decidere tra correre la Liegi e il Giro o chi dovrà preparare la Sanremo con pochissime corse nelle gambe - è l'opinione di Matteo Trentin sul nuovo calendario Uci -. Almeno ora c'è un calendario, fa bene al morale, fissa l'orizzonte. Tornare a correre è troppo importante per tutti».

Trentin, dalla sua casa di Montecarlo, aspetta di poter tornare ad allenarsi in strada: «Finora i rulli ci hanno salvato la vita ma non vedo l'ora di poter pedalare per una vera uscita. Qui nel Principato di Monaco la situazione è migliore che in Italia ma io posso girare solo per la città e ovviamente non posso considerarlo un allenamento. Gli atleti che vivono in Italia, Spagna e Francia in questi mesi non hanno potuto girare a differenza dei ciclisti in Belgio, Olanda e Germania. Ora dovremo lavorare ancora più sodo per ridurre questo gap di forma che si è inevitabilmente creato».

Sul calendario Trentin non intende fare polemica: «Era ovvio che avrebbero dovuto concentrare tante corse in tre mesi. Abbiamo tempo per preparare la stagione che andrà presa con un sorriso. Se correre la Parigi-Roubaix al 25 ottobre con lo spauracchio neve mi spaventerebbe? Non mi interessa, conta troppo tornare a correre».

Una Milano-Sanremo dal clima bollente, l'8 agosto, ed un Giro d'Italia autunnale, dal 3 al 25 ottobre sono le date per le corse più illustri d'Italia. Il calendario 2020 del World Tour ufficializzato oggi dall'Uci stravolge il corso delle cose anche nel ciclismo, per salvare il salvabile di una stagione che la pandemia ha dimezzato nei tempi. E un bel rebus per i corridori e i team, obbligati a scegliere tra tante corse e appuntamenti compressi in soli tre mesi, e con tanti, forse troppi, accavallamenti. Sempre Covid-19 permettendo, l'onore dell'apertura spetterà ad una gara in Italia, la Strade Bianche, l'1 agosto, e il Lombardia, il 31 ottobre, avrà quello dell'ultima partenza, anche sarà la Vuelta di Spagna (20 ottobre-8 novembre) a calare effettivamente il sipario su uno spettacolo che avrà come protagonista il Tour de France, dal 29 agosto al 20 settembre.

Quelle della Grande Boucle erano le sole date sicure, insieme a quelle dei campionati del mondo su strada, ospitati dalla Svizzera, che si chiuderanno con la gara in linea il 27 settembre. Il Giro comincerà la settimana dopo, mentre la Vuelta, ridotta come già si sapeva da 21 a 18 tappe dopo la rinuncia alla partenza in Olanda, inizierà durante l'ultima settimana del Giro d'Italia.

La Tirreno-Adriatico (8-14 settembre) si incrocerà invece con il Tour. Ad eccezione della Milano-Sanremo, le grandi classiche di un giorno si terranno dopo il Tour e molte in pieno Giro: la Freccia Vallone il 30 settembre, la Liegi-Bastogne-Liegi il 4 ottobre, l'Amstel Gold Race il 10, la Gand-Wevelgem l'11. La Parigi-Roubaix si correrà il 25 ottobre, durante la Vuelta. In tutto, il calendario propone 25 eventi.

La nota di Rcs Sport è amara, ma si consola con «La pubblicazione del calendario da parte dell'Uci è un importante passo in avanti che certamente aiuterà tutte le realtà coinvolte a riprogrammare la stagione. È il frutto di un lungo lavoro che, come mai prima, ha visto il coinvolgimento di istituzioni, organizzazioni, squadre e di chi a diverso titolo ha dato il proprio contributo a questa non semplice scelta. Per salvaguardare l’importante patrimonio delle corse ciclistiche e mantenerle vive si è dovuto fare qualche sacrificio anche considerando il breve arco temporale all'interno del quale si potevano inserire tutte le corse della stagione. Abbiamo fatto una serie di proposte alternative che a nostro giudizio avrebbero limitato alcune sovrapposizioni di calendario. Queste proposte non sono state recepite. Riteniamo comunque questo risultato importante per la ripartenza, soprattutto in questo momento, vista la drammatica situazione sanitaria che sta colpendo tutti i settori della nostra vita».

A questo punto però resta il dubbio sulla presenza di Peter Sagan (Bora-Hansgrohe) al Giro: il tre volte campione del Mondo aveva annunciato mesi fa la prima partecipazione alla corsa rosa in carriera ma adesso il calendario gli imporrà di scegliere se onorare il patto con l'organizzazione del Giro d'Italia oppure se partecipare alla tradizionale campagna del Nord con le corse sul pavé, di cui lui è un assoluto specialista. Penalizzato anche Jakob Fuglsang che avrebbe dovuto partecipare prima alla Liegi e poi al Giro d'Italia da capitano dell'Astana e che invece ora dovrà decidere che programma seguire.

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