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VARIE – Pippo Pozzato guarito dal covid lascia l’ospedale

Vicenza - giovedì 11 novembre 2021 – Non aveva fatto in tempo a gustarsi i meritati applausi per aver organizzato le “sue” tre corse per professionisti e una granfondo, tre eventi su strada e uno gravel, con la ciliegina sulla torta dell'ultima gara pro’ della stagione, la Veneto Classic da Venezia a Bassano, che  Filippo Pozzato si era ritrovato ricoverato all'ospedale San Bortolo di Vicenza, nel reparto di pneumologia, per Covid.

Dopo alcuni giorni l’ex campione è stato dimesso. «Finalmente ho avuto l’ok per tornare a casa! - ha scritto sui social ai suoi tifosi e a tutti quelli che lo conoscono -. Il mio ringraziamento va a tutti voi che mi siete stati vicini in queste difficili settimane e soprattutto a tutti gli operatori del sistema sanitario, medici, infermieri, assistenti… Siete stati meravigliosi e porterò sempre la vostra dedizione a esempio di professionalità e fonte di ispirazione».

«L’aspetto però più importante di questo mio messaggio è dedicato a tutti coloro che ancora tentennano di fronte al vaccino: ragazzi e ragazze non scherziamo! - prosegue il "Pippo" nazionale -. Il virus è ancora tra noi e se lo si prende si sta male da crepare, fidatevi di chi il giorno prima era pronto a spaccare il mondo e il giorno dopo faceva fatica a spostarsi da una stanza all’altra. Il vaccino è l’unico reale strumento di difesa che abbiamo contro questa piaga: non è uno scherzo, di Covid-19 si può morire e soprattutto si può uccidere. Pensate per un momento alle persone “fragili” che, per motivi molto seri di salute, non possono essere vaccinati: vogliamo davvero mettere a rischio la loro esistenza? Al contrario, dobbiamo fare tutto quello che è nelle nostre possibilità per fermare la diffusione del virus e questo è un dovere morale e civico di tutti noi che vogliamo vivere ogni giorno della nostra vita insieme ai famigliari e agli amici. Per tornare a farlo liberamente, dobbiamo vaccinarci tutti, senza eccezioni!».

L’ex professionista vicentino originario di Sandrigo aveva iniziato a star male il 22 ottobre, tre giorni prima del giorno prenotato per il vaccino. «Dovevo fare il vaccino prima? Certo che sì, ma ero davvero a tutta per dare forma a quel progetto di corse che ho poi messo in piedi e tutti avete visto e apprezzato, però ora mi tocca pensare un po' a me stesso».

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