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IL CASO – No dell’Uci alla transgender britannica in gare femminili

Londra giovedì 31 marzo 2022 - La ciclista transgender britannica Emily Bridges non gareggerà ai campionati nazionali omnium di sabato nel suo primo evento femminile a causa del divieto impostole dall'Uci, l'ente mondiale del ciclismo. La 21enne avrebbe dovuto affrontare alcuni grandi nomi del suo sport, tra cui la cinque volte campionessa olimpica Laura Kenny. Ma la 'British Cycling', la federazione britannica, come riferisce la Bbc, ha fatto sapere che «siamo stati informati dall'Uci che secondo le loro attuali linee guida Emily non è idonea a partecipare a questo evento».

Bridges ha iniziato la terapia ormonale l'anno scorso come parte del suo trattamento per la disforia di genere (una forte e persistente identificazione col sesso opposto associata ad ansia, depressione, irritabilità) e adesso, nel suo paese, è diventata idonea a competere in eventi femminili a causa dei livelli ridotti di testosterone. In precedenza, nel maggio 2021, è arrivata 43. su 45 partecipanti nel criterium maschile d'élite al Loughborough Cycling Festival e a settembre si è piazzata al penultimo posto nella gara in linea su strada del campionato maschile gallese. Il mese scorso Bridges ha invece vinto una gara a punti maschile ai campionati delle università britanniche di Glasgow, la sua ultima gara fra gli uomini.

Le normative sui transgender di 'British Cycling' richiedono che i ciclisti abbiano avuto livelli di testosterone inferiori a cinque nanomoli per litro per un periodo di 12 mesi prima della competizione.

«Siamo stati in stretto dialogo con l'Uci in merito alla partecipazione di Emily alle gare di questo fine settimana – ha fatto sapere la federazione in una nota - e ci siamo anche impegnati a stretto contatto con Emily e la sua famiglia per quanto riguarda la sua transizione e il suo coinvolgimento in competizioni d'élite. Riconosciamo la decisione dell'Uci in merito alla partecipazione di Emily, tuttavia comprendiamo pienamente la sua delusione per la decisione che la riguarda: l'inclusione transgender e dei non binari è più grande di una gara e di un atleta: è una sfida per tutti gli sport d'élite».

Richiesta dalla Bbc di un commento, l'Uci non ha ancora risposto. All'inizio di questo mese, la nuotatrice transgender del college statunitense Lia Thomas ha vinto la gara delle 500 yard stile libero e si è classificata quinta e ottava in altre gare ai campionati Ncaa. La sua presenza è stata supportata da una lettera aperta di 300 nuotatori, tra cui la rivale Erica Sullivan, ma la sua inclusione ha dovuto affrontare anche l'opposizione di un'altra concorrente, l'ungherese Reka Gyorgy, e del governatore della Florida Ron DeSantis.

Alla domanda sulla questione transgender, il presidente di World Athletics, Sebastian Coe, ha affermato che era in gioco «l'integrità» dello sport femminile e che «il suo futuro era fragile». Coe ha anche invitato il Comitato olimpico internazionale (Cio) a introdurre regolamenti che possano essere applicati a tutti gli sport e ha insistito sul fatto che «il genere non può prevalere sulla biologia».

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