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TRAGEDIA – Frontale in auto. Moure a 22 anni l’ex dilettante Patrick Mentil


Treviso - venerdì 5 gennaio 2024 - È morto in uno schianto frontale sulla strada regionale Feltrina Patrick Mentil, ex promessa del ciclismo, 22enne trevigiano che era arrivato fino alle porte del professionismo, correndo per la Work Service, il team di Davide Rebellin, il campione morto anch'egli sulla strada, investito da un Tir nel novembre 2022. Il grave incidente di cui è rimasto vittima Mentil è avvenuto ieri sera, verso le 20, al termine di un tratto rettilineo della 348, nei pressi di Onigo (Treviso). L'Audi A3 guidata dal ragazzo, che stava rientrando a casa, si è scontrata frontalmente con una Land Rover Discovery che proveniva in senso opposto. In questa viaggiavano tre giovani, rimasti feriti, due di loro ricoverati all'ospedale di Treviso in gravissime condizioni. Mentil è probabilmente deceduto all'istante, data la violenza dello scontro, che ha ridotto l'Audi ad un ammasso di rottami. Sul posto sono arrivati in breve tempo i soccorsi, i medici del Suem, che hanno potuto solo constatare la morte del 22enne, e i vigili del fuoco, che hanno estratto dall'abitacolo della Land Rover i tre passeggeri. Il più grave è stato trasferito in elicottero all'ospedale Cà Foncello di Treviso. La dinamica dell'incidente è al vaglio dei carabinieri, ma si suppone che la causa sia stato un sorpasso azzardato, anche se non è escluso un malore, che potrebbe aver colto uno dei conducenti delle due autovetture. Un'altra concausa della gravità dello schianto sarebbe stata l'alta velocità. Patrick, che fra pochi giorni avrebbe compiuto 23 anni, aveva il ciclismo nel Dna; anche il padre, Walter, era stato un buon dilettante nelle due ruote. Mentil era un passista veloce, uno di quelli che prediligono le corse a tappe. Nel 2020 era arrivato alle porte del professionismo, quello dei team della categoria Continental, dilettanti che possono correre anche in alcune gare dei professionisti. Dopo le prime affermazioni da ragazzino – nel 2015 il suo primo successo con il team Valcavasia, nella Piccola Roubaix nel Basso veronese - aveva conquistato da junior buoni piazzamenti in diverse corse locali. Nel 2021 il salto di qualità: era stato ingaggiato dalla veneta Work Service Marchiol, la squadra in cui correva Davide Rebellin, partecipando nello stesso anno anche al Giro d'Italia under 23 per i dilettanti. Una stagione travagliata, però, piena di ritiri nelle varie corse cui si era iscritto. Infine, nel giugno di quell'anno la scelta di lasciare il ciclismo: «era un bravo dilettante, un ragazzo che si impegnava, con una grande personalità. Capì però che più in alto non avrebbe potuto arrivare nel ciclismo, pensava di ver dato tutto quello che poteva, e deciso di ritirarsi» dice il patron del team Valvacasia, Cristian Rossetto, che era rimasto sempre in contatto con Patrick. Nel futuro c'era adesso la laurea triennale in fisioterapia, all'università di Padova, per la quale gli mancavano solo tre esami. Aveva attaccato la bicicletta al chiodo, ma gli era rimasta la passione per gli sport all'aria aperto, lo sci, il surf, che raccontava su Instagram, dove era divenuto un influencer con una discreta popolarità.

 

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