Sabato 11 aprile 2026 - Mentre gli occhi del mondo delle due ruote guardano in trepidante attesa verso il Nord della Francia, a una Parigi-Roubaix che potrebbe ridisegnare gli equilibri del ciclismo moderno, c'è uno scanzonato fanciullo francese che, nel nord della Spagna, bussa con forza alla porta del presente, perché essere il futuro non gli basta più. Il suo nome è Paul Seixas, ha 19 anni, e il Giro dei Paesi Baschi è stato un suo monologo. Ha cacciato via dal palcoscenico tutti gli altri corridori, relegandoli a comparse, ha ragionato in corsa e parlato nelle interviste con la confidenza di un mattatore. Alla sua seconda stagione tra i professionisti, non aveva mai vinto nel circuito World Tour; in molti non lo davano nemmeno tra i favoriti. Lui se l'è legata al dito, evidentemente: ha vinto la prima tappa a crono, la seconda staccando tutti in salita, poi la quinta in una volata a due; nella classifica generale dell''Itzulia' ha scavato una voragine tra sé e tutti gli altri. Perfino quando non ha vinto si è messo in luce, come quando nella quarta frazione ha attaccato buttandosi in picchiata dopo un Gpm. «Non tutti hanno un buon livello in discesa, volevo colpirli nel morale», aveva dichiarato nel post tappa, col suo viso pulito da adolescente - incorniciato da un ricciolo sbarazzino - a fare da contraltare a un'attitudine da serial killer. Per Seixas, adesso, nelle Ardenne si avvicina il debutto nelle classiche. Manca poco, ma prima bisogna aspettare di assistere alla Regina, la Parigi-Roubaix. Una corsa che quest'anno si prospetta ancora più memorabile del solito, perché per entrambi i suoi principali contendenti una vittoria significherebbe scrivere la storia del ciclismo. Il favorito d'obbligo è il tricampione in carica Mathieu Van der Poel, che punta a un poker che lo porterebbe a detenere il record accanto ai belgi Roger de Vlaeminck e Tom Boonen. L'olandese, a differenza loro, sarebbe il primo a inanellare quattro successi di fila. Fin qui, però, nelle due precedenti sfide stagionali ha dovuto sempre arrendersi a Tadej Pogacar. È lui, senza dubbio, il suo principale rivale, e l'obiettivo dello sloveno è ancora più grande: conquistare l'ultima Monumento che gli manca e, allo stesso tempo, diventare l'unico a vincerle tutte e cinque consecutivamente. Dopo Liegi e Lombardia, la sua è stata fin qui una primavera dirompente, in cui ha raggiunto la sua prima, agognata, Sanremo e il suo terzo Fiandre. L'anno scorso ha dimostrato di potersela giocare anche sulle pietre francesi, e sarà lui a fare la corsa. Dietro, però, sia pur offuscata dalla luce emanata dalle due superstar, c'è una batteria di grandi corridori pronti a dare battaglia: ci sono Wout Van Aert e Mads Pedersen, c'è il compagno di squadra di Van der Poel Jasper Philipsen e c'è il vincitore del 2022 Dylan Van Baarle. E c'è Filippo Ganna, che al Fiandre si è preso una Pasqua di riposo per concentrarsi soltanto sulla Roubaix, arrivando fresco all'appuntamento: dopo una Sanremo in ombra, la sua condizione è migliorata nelle settimane, fino al trionfo alla 'Dwaars door Vlanderen' con una rimonta epica su Van Aert nel finale. DONNE - Nella corsa femminile, che per la prima volta - con qualche polemica sulla ridotta copertura televisiva - si terrà la domenica e non il sabato, la sfida è tra la Visma-Lease a Bike, che schiera la campionessa in carica Pauline Ferrand-Prevot e la tre volte iridata Marianne Vos, e la SD Worx-Protime, che punta sulla favorita Lotte Kopecky e sulla regina delle sprinter Lorena Wiebes. Assente Longo Borghini per problema alle vie respiratorie che si trascina da inizio anno, l'Italia conta su Elisa Balsamo e Letizia Borghesi, rispettivamente seconde nel 2024 e nel 2025. A loro si aggiungono, come potenziali sorprese, le due pistard Chiara Consonni e Vittoria Guazzini. (federico cristiani - annsa) |