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GIRO 2026 - Vingegaard stacca tutti sul Piancavallo, si prende la quinta tappa ed entra nella leggenda dei Grandi Giri. A Ciccone la maglia del Gpm

Photo@LaPresse

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Piancavallo (Pordenone) - sabato 30 maggio 2026 - Doveva essere padrone, ha chiuso da imperatore. La doppia scalata di Piancavallo incorona definitivamente Jonas Vingegaard con l'ultimo dei diademi mancanti nella sua teca: dopo il giallo dei due Tour del 2022 e del 2023 e il rosso della Vuelta dello scorso anno arriva anche il rosa del Giro d'Italia. Una corsa controllata dal danese dalla prima settimana fino alla ventesima tappa. Il corridore della Visma scatta prima dei dieci chilometri dall'arrivo e fa subito il vuoto come e più del solito, lasciandosi il tempo di assaporare nel finale le ultime pedalate, la folla, il gusto di un dominio incontrastato e di un'impresa che lo iscrive a pieno titolo nel gotha del ciclismo. Anquetil, Gimondi, Merckx, Hinault, Contador, Nibali, Froome e, adesso, anche Vingegaard. Solo in otto, nella storia, sono riusciti a conquistare la 'tripla corona', e il danese - soddisfazione aggiuntiva - lo fa prima dell'arcirivale Tadej Pogacar. «Il Giro è sempre imprevedibile, molto duro, possono succedere moltissime cose. I miei compagni sono riuscite a controllarle tutte, e adesso per me arrivare a Roma vestito di rosa è speciale - racconta il vincitore di tappa -. Oggi avevo una maglia particolare, e il successo è anche un modo di onorare le persone che sono state toccate dal terremoto di 50 anni fa». "Il Friuli ringrazia e non dimentica", recita infatti una frase sulla maglia rosa di giornata, per una tappa tutta in regione con partenza da Gemona. Qui, prima del chilometro zero, la carovana si ferma davanti al cimitero dove riposano 440 vittime del sisma del 1976. La tromba chiama il silenzio, che solo dopo due intensi minuti ha modo di sciogliersi in un applauso, particolarmente sentito dal beniamino di casa Jonathan Milan. Poi i 'girini', come usava chiamarli allora, possono partire alla volta del Piancavallo. In fuga non vanno in tanti, consapevoli che stavolta la tappa sarà preda del gruppo. Sul primo passaggio a Piancavallo, Vingegaard parla con Ciccone, già pronto alla volata per il Gpm, e gli dice 'vai pure, non ti contrasterò': l'abruzzese, dunque, mette in cassaforte la maglia azzurra di miglior scalatore. Sulla seconda ascesa, poi, la corsa scoppia, con i corridori che si frammentano in tanti piccoli drappelli. Tra gli attaccanti, l'ultimo a cedere è l'ottimo toscano Ludovico Crescioli, classe 2003, ripreso dall'implacabile danese. Dietro al leader inizialmente sono tutti soli, ma nel corso della salita si ricompattano e si forma un gruppetto con Felix Gall, Jay Hindley, Derek Gee e un Thymen Arensman supportato da un solidissimo Egan Bernal. La lotta per la maglia bianca è meno accesa del previsto: Davide Piganzoli è in giornata no e si stacca prima di Afonso Eulalio, si riporta sotto ma non basta a recuperare un minuto al portoghese, che si conferma dunque miglior giovane della corsa. Al traguardo Gall si aggiudica lo sprint per la seconda piazza sopravanzando Hindley, e sono le stesse posizioni che i due avranno sul podio finale. A Roma, con una volata al Circo Massimo si concluderà la 109esima corsa rosa. Un'edizione con pochi padroni, da Magnier a Narvaez, e anche con poche sorprese per quanto riguarda i giochi che contano. Ma, d'altro canto, del valore di certi campioni (come nell'attuale Roland Garros) ci se ne accorge solo in loro assenza. Ben venga allora, ogni tanto, un dominio come quello di Vingegaard. La capitale saprà dargli quello che merita: non c'è sfondo migliore dei palazzi del Palatino per incoronare un imperatore. (federico cristiani - ansa) .

I PROTAGONISTI
Poco dopo aver tagliato il traguardo, il vincitore di tappa Jonas Vingegaard ha dichiarato: "Come corridore voglio vincere il maggior numero possibile di corse. Abbiamo deciso di provarci ancora oggi, perché era l’ultima vera tappa di montagna. Siamo andati all-in sulla vittoria di tappa, i ragazzi hanno fatto ancora una volta un lavoro straordinario e io ho vissuto una giornata fantastica in sella. Arrivare all’ultima tappa con cinque successi di tappa e un solido vantaggio in classifica generale è qualcosa di speciale. Abbiamo dovuto improvvisare il mio attacco a 11 chilometri dalla vetta, perché Sepp Kuss ci ha detto di non avere sensazioni eccezionali. A quel punto Bart Lemmen ha svolto un lavoro incredibile. Inizialmente il piano era attaccare più tardi, ma abbiamo dovuto adattarci alle circostanze. Ora speriamo in una volata di gruppo domani a Roma e poi ci godremo gli ultimi momenti di questo Giro d’Italia". Quindi in conferenza stampa ha aggiunto: Entrare a far parte del ristretto gruppo degli otto corridori che hanno vinto tutti e tre i Grandi Giri è qualcosa di quasi irreale per me. Faccio ancora fatica a rendermene conto. Non vedo l’ora di riabbracciare la mia famiglia domani a Roma. Non so bene cosa aspettarmi da quest’ultima giornata del Giro, non direi che sarà un sollievo, quanto piuttosto un momento di felicità, anche per i miei compagni dopo tutto lo straordinario lavoro svolto nel corso di queste tre settimane. Oggi non pensavo minimamente al tempo di scalata o a certi numeri, volevo semplicemente vincere la tappa e completare il lavoro che la squadra aveva costruito per me. Abbiamo dato a Davide Piganzoli la possibilità di giocarsi la Maglia Bianca: non gli abbiamo chiesto di tirarmi la volata oggi, nonostante Sepp Kuss non fosse nella sua giornata migliore. Purtroppo non è riuscito a conquistarla, ma credo che anche Afonso Eulálio meriti pienamente quel successo. È stato bello vincere indossando questa speciale Maglia Rosa celebrativa e rendere omaggio alle vittime del terremoto di cinquant’anni fa".

STATISTICHE
- Negli ultimi 50 anni soltanto due corridori non velocisti sono riusciti a vincere almeno cinque tappe nella stessa edizione del Giro d’Italia: Tadej Pogačar, con 6 successi nel 2024, e Jonas Vingegaard, con 5 vittorie quest’anno.

- La Danimarca si prepara a diventare il 18° Paese diverso a vincere il Giro d’Italia. Prima di Jonas Vingegaard, il miglior risultato finale ottenuto da un danese era stato il 6° posto di Jakob Fuglsang nel 2020.

- Paul Magnier è vicino a diventare il secondo più giovane vincitore della classifica a punti nella storia del Giro. Domenica avrà 22 anni e 47 giorni; meglio di lui ha fatto soltanto Beppe Saronni, che conquistò la maglia nel 1979 a 21 anni e 256 giorni. Magnier è inoltre destinato a diventare il quarto francese a vincere la classifica a punti dopo Laurent Jalabert (1999), Nacer Bouhanni (2014) e Arnaud Démare (2020 e 2022).

- Giulio Ciccone si appresta a conquistare per la seconda volta in carriera la classifica degli scalatori, dopo il successo ottenuto nel 2019.

- Ancora più sorprendente il dato relativo al podio: Blockhaus, Pila, Carì e Piancavallo hanno visto esattamente gli stessi primi tre classificati, con Vingegaard vincitore, Gall secondo e Hindley terzo. Non era mai accaduto prima nella storia del Giro d’Italia.

- In questa edizione del Giro, per ben cinque volte la tappa si è conclusa con lo stesso ordine nei primi due posti: Vingegaard primo e Felix Gall secondo (Tappe 7, 9, 14, 16 e 20). Un fatto che non si verificava dal 1934, quando Learco Guerra precedette Giuseppe Olmo in sei tappe (3, 4, 6, 10, 12 e 14).

- Quella ottenuta oggi è la 53ª vittoria da professionista per Jonas Vingegaard, che raggiunge così un altro vincitore del Giro d’Italia, Nairo Quintana.

- Tra i corridori attualmente in attività, solo due hanno indossato per almeno sette giorni la maglia di leader in tutti e tre i Grandi Giri: Jonas Vingegaard (7 Maglie Rosa al Giro, 27 Maglie Gialle al Tour e 15 Maglie Rosse alla Vuelta) e Primož Roglič (9 Maglie Rosa, 11 Maglie Gialle e 42 Maglie Rosse).


LA TAPPA DI DOMANI
TAPPA 21, ROMA-ROMA, 131 KM
Percorso - Tappa finale divisa in due parti: avvicinamento, dalla partenza a Roma-EUR, fino al primo passaggio sulla linea di arrivo si raggiunge il litorale e poi Ostia, quindi si ritorna in zona partenza e in seguito circuito finale (8 giri) all’interno della Capitale. Il circuito di 9.5 km si sviluppa interamente lungo le vie cittadine (ampie e talvolta con alcuni spartitraffico). Si alternano brevi ondulazioni e lunghi rettilinei raccordati da curve a volte impegnative. Il fondo stradale è prevalentemente asfaltato con alcuni brevi tratti in pavé (“sanpietrini”).
Ultimi km - Ultimi chilometri con solo alcune lievi variazioni di direzione.

ORDINE D'ARRIVO 21. tappa
1° Jonas Vingegaard (Team Visma Lease a Bike) 
km 200 in 5h03'55" media 39,484 km/h
2° Felix Gall (Decathlon Cma Cgm Team) a 1’15”
3° Jai Hindley (Red Bull Bora hansgrohe) a 1’15”
4° Derek Gee-West (Lidl Trek) a 1’15”
5° Thymen Arensman (Netcompany Ineos) a 1’19”
6° Afonso Eulálio (Netcompany Ineos) a 1’25”
7° Egan Bernal (Bahrain Victorious) a 2’03”
8° Damiano Caruso (Bahrain Victorious) a 2’13”
9° Michael Storer (Tudor Pro Cycling Team) a 2’13”
10° Davide Piganzoli (Team Visma Lease a Bike) a 2’13”

CLASSIFICA GENERALE
1° Jonas Vingegaard (Team Visma Lease a Bike)
2° Felix Gall (Decathlon Cma Cgm Team) a 5’22”
3° Jai Hindley (Red Bull Bora hansgrohe) a 6’25”
4° Thymen Arensman (Netcompany Ineos) a 7’02”
5° Derek Gee-West (Lidl Trek) a 7’56”
6° Afonso Eulálio (Bahrain Victorious) a 9’39”
7° Michael Storer (Tudor Pro Cycling Team) a 10’13”
8° Davide Piganzoli (Team Visma Lease a Bike) a 10’52”
9° Egan Bernal (Bahrain Victorious) a 11’24”
10° Damiano Caruso (Netcompany Ineos) a 12’54”

MAGLIE
Maglia Rosa, leader della Classifica Generale, sponsorizzata Io Sono Friuli Venezia Giulia - Jonas Vingegaard (Team Visma | Lease a Bike)
Maglia Ciclamino, leader della Classifica a Punti, in collaborazione con ITA - Italian Trade Agency - Paul Magnier (Soudal Quick-Step)
Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata Banca Mediolanum - Giulio Ciccone (Lidl-Trek)
Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, nati dopo il 01/01/2001, sponsorizzata Conad - Afonso Eulálio (Bahrain Victorious)

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