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TOUR 2026 - Start da Barcellona, Vingegaard e Seixas inseguono Pogacar. Allerta caldo

Photo@Afp/Anne-Christine Poujoulat

Photo@Epa/Yoan Valat

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Barcellona (Spagna) - venerdì 3 luglio 2026 -  Il favorito è Tadej Pogacar con Jonas Vingegaard pronto ad insidiarlo e l'emergente Paul Seixas che a 19 anni ha voglia di emergere e stupire tutti. Ma il protagonista della 113 edizione del Tour de France, che parte sabato da Barcellona in Spagna, potrebbe essere il caldo: le temperature rischiano di tornare a toccare i record delle scorse settimane e, come ha precisato il ministro dell'Interno transalpino, «in via eccezionale» potrebbero costringere all'annullamento di qualche tappa per preservare la salute di atleti e persone. Pogacar, che va alla rincorsa del record di cinque vittorie della Grande Boucle, probabilmente avrà messo in conto anche l'allerta caldo: nulla sembra poter fermare la sua ambizione sportiva, il suo desiderio di raggiungere Jacques Anquetil, Bernard Hinault, Eddy Merckx e Miguel Indurain nel Pantheon del ciclismo con la conquista della sua quinta corsa in giallo. L'unico che dà l'idea di potersi opporre allo sloveno è Vingegaard, autore di un ottimo inizio di stagione e deciso a realizzare la rara doppietta Giro-Tour, proprio come Pogacar nel 2024: «Mi sento meglio, più forte e felice», ha detto il danese, confermando di aver conservato energie proprio per la gara francese. Oltralpe le attese sono tutte per Seixas, enfant prodige di 19 anni che, con le sue prestazioni fulminee, fa sognare la Francia di aver trovato un nuovo Bernard Hinault, ultimo vincitore francese nel 1985. «E' un talento enorme. Ma ha solo 19 anni. E' fantastico che faccia il Tour quest'anno, ma per ora si accontenti di questo, ne approfitti, impari ed assorba tutto», ha consigliato il britannico Chris Froome che di Boucle ne ha vinte quattro. Occhio poi allo spagnolo Juan Ayuso, al belga Remco Evenepoel ed al tedesco Florian Lipowitz. Saranno 12 gli italiani impegnati in gara con Filippo Ganna sempre temibile nelle cronometro e negli arrivi in velocità. La Sagrada Familia di Barcellona sarà testimone della partenza. La città si è già tinta di giallo. Il 'Grand Depart' rappresenta un nuovo momento di proiezione internazionale, dopo la visita a giugno di Papa Leone XIV per l'inaugurazione della Torre di Gesù. E' la terza partenza del Tour dalla Spagna, dopo San Sebastian nel 1992 e Bilbao nel 2023. Ieri sera, oltre 50.000 persone hanno assistito alla presentazione delle 23 squadre. La gara resterà in Catalogna fino al 6 luglio; poi il Tour raggiungerà velocemente i Pirenei che quest'anno sono miti, molto più agevoli dell'ultima settimana decisiva sulle Alpi. L'Alpe d'Huez ospiterà due arrivi di tappa consecutivi, tra cui quello, terribile, il giorno prima dell'arrivo a Parigi, dove il gruppo proverà ancora una volta la follia di Montmartre. A preoccupare, però, sono anche le temperature che potrebbero tornare a salire in Francia. Il ministro Nunez ha inviato una lettera ai prefetti dei dipartimenti, esortandoli ad adottare misure che potrebbero includere l'annullamento di una tappa in caso di caldo estremo. In sintesi, l'annullamento di una tappa, «in accordo con l'organizzatore», è «possibile», «in via eccezionale». Questa decisione potrebbe essere presa «quando le condizioni sanitarie o operative non consentiranno più di garantire simultaneamente la sicurezza degli spettatori, del personale mobilitato e la continuità della risposta alle emergenze per la popolazione». 
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