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TOUR 2026 - Pogacar sul Montjuic lascia strada a Del Toro. Vingegaard resta in giallo

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Madrid / Montjuic (Spagna) - domenica 5 luglio 2026 - Una tappa che poteva essere pirotecnica si rivela molto più tattica e bloccata del previsto, e sullo strappetto finale di Barcellona spunta l'uomo che non t'aspetti.
È Isaac Del Toro, che imbocca a tutta gli ultimi 700 metri per lanciare il suo capitano Tadej Pogacar. Ma il messicano va talmente forte da far male alla maglia gialla Jonas Vingegaard - il danese riesce comunque a conservarla - e così lo sloveno morde il freno e si trasforma in gentiluomo, concedendo la vittoria al suo pretoriano. Lunghissimo, e intenso, l'abbraccio tra i due Uae Emirates-Xrg dopo il traguardo, col giovane sudamericano che non sta nella pelle per il suo primo sigillo al Tour de France. La seconda frazione della Grande Boucle, ancora tutta in terra catalana, parte da Tarragona con un percorso da simil-classica, che prevede vari passaggi sul circuito finale del Montjuic. Vanno in fuga in tre, Molenaar, Engelhardt e Van den Broek, ma il loro destino, tanto, è chiaro fin da subito. A controllare la corsa ci si mette subito la formazione emiratina, con il chiaro obiettivo di mettere in chiaro che sono loro - e non i Visma di Vingegaard - gli uomini più forti dopo i 12 secondi accusati nella cronosquadre iniziale. Passano i giri, passano gli strappi e l'attacco tanto atteso, però, non c'è. Si stacca però Antonio Tiberi, che crolla e perde quasi sei minuti: doveva essere l'uomo di classifica della Bahrain, le strade lo hanno respinto troppo presto. Si arriva così ai -700 con un Del Toro indiavolato che crea un buco fin da subito nell'ascesa conclusiva. Rimangono in 4, mentre Seixas, Pidcock e gli altri big che perderanno tre secondi più pesanti per il morale che per la generale. Poi, però, Vingegaard accusa il colpo e cede qualche metro, mentre Pogacar, vigile, controlla: pensa a cosa fare, valuta, poi decide che la strada dell'altruismo è la migliore. Rallenta e fa tagliare il traguardo per primo al sudamericano, che avrà tempo per restituirgli il favore lavorando per lui. "Questa vittoria per me vale tutto - racconta a fine gara il 22enne Del Toro, primo corridore messicano a ottenere una tappa alla Grande Boucle -. Sono veramente privilegiato a stare nella squadra più forte. Ringrazio la mia famiglia e chi mi ha concesso di vivere questo sogno, ma non posso che ringraziare Tadej: essere compagno del migliore al mondo è un onore. Il piano era per lui, ma poi le cose sono andate diversamente". Adesso il Tour ritornerà in Francia, con una tappa di media montagna da 3850 metri di dislivello e arrivo in salita a Les Angles. Niente di impossibile, ma sarà ancora terreno per gli stessi protagonisti di Barcellona. 

ORDINE D'ARRIVO 2. tappa
1° Isaac Del Toro (Uae Team Emirates Xrg)
km 168,500 in 3h40’01” media 45.951 km/h
2° Tadej Pogačar (Uae Team Emirates Xrg)
3° Remco Evenepoel (Red Bull Bora Hansgrohe)
4° Jonas Vingegaard (Team Visma Lease A Bike)
5° Mattias Skjelmose (Lidl-Trek) A 3″
6° Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility)
7° Romain Grégoire (Groupama Fdj United)
8° Paul Seixas (Bahrain Victorious)
9° Lenny Martinez (Decathlon Cma Cgm Team)
10° Tom Pidcock (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team)

CLASSIFICA  GENERALE
1° Jonas Vingegaard (Team Visma Lease A Bike) 4h01’48”
2° Tadej Pogačar (Uae Team Emirates Xrg) a 6″
3° Remco Evenepoel (Red Bull Bora Hansgrohe) a 15″
4° Isaac Del Toro (Uae Team Emirates Xrg) a 16″
5° Juan Ayuso (Lidl-Trek) a 19″
6° Paul Seixas (Decathlon Cma Cgm Team) a 42″
7° Romain Grégoire (Groupama Fdj United) a 44″
8° Lenny Martinez (Red Bull Bora Hansgrohe) a 45″
9° Florian Lipowitz (Bahrain Victorious) a 53″
10° Tom Pidcock (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team) a 1’00”

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