Bergerac (Francia) - sabato 11 luglio 2026 - Non perdona e tocca, Tim Merlier sul traguardo di Bergerac. Fin troppo facile chiamare in causa il Cirano di Guccini - nel giorno in cui l'ottava tappa della Grande Boucle arriva nella città che lo scrittore e spadaccino francese portava nel cognome - fin troppo facile per il belga sbarazzarsi della concorrenza sul rettilineo finale. Più che di scherma, però, qui si ragiona di balistica forense: il corridore della Soudal Quick-Step è piazzato malissimo dopo l'ultima curva e sembra spacciato, ma a un certo punto le telecamere inquadrano dall'alto un proiettile vivente che supera gli altri a doppia velocità, rimonta metri su metri in men che non si dica e che infine esulta, esausto, dopo la linea di arrivo. Ci sono tutti i velocisti più forti del mondo, in questo Tour de France, eppure sotto il sole battente della Dordogna impallidiscono di fronte alla lectio magistralis sulle volate tenuta da Merlier. "Infilerò la bici ben dentro al vostro orgoglio / perché su queste strade vi uccido quando voglio", sembra urlar loro in faccia il belga, in una rilettura della nota strofa di Guccini. Non ce n'è per Girmay, secondo, né per Kooji, terzo, né per un Philipsen, quarto, ancora una volta lanciato da Van der Poel e ancora una volta rimasto con in mano un pugno di mosche. Tutti partiti da una posizione ben più favorevole, tutti risucchiati, obliterati dal poderoso ritorno del 33enne, che concede il bis dopo il successo di ieri a Bordeaux. "Ho dovuto lottare per la posizione e all'ultima curva ero dietro, sono quasi caduto - racconta un incredulo Merlier -. Sono arrivato con così tanta velocità che ai 250 sono partito e ho detto dai, proviamo, poi agli ultimi 50 non ce la facevo più. Quando vinci una tappa ti dà fiducia per quella seguente, e adesso su tre volate ne ho vinte due: il mio Tour è già a posto così, sono estremamente felice nonostante la sconfitta del Belgio". In un fine settimana di relativo impegno altimetrico (la tappa di domani sarà pure accorciata di 30 km per il troppo caldo), l'ottava frazione è tranquillissima per gli uomini di classifica - con Tadej Pogacar che resta in giallo - e viene segnata da una fuga a tre che rischia di trasformarsi in storia: Liam Slock, rimasto solo ai -40, continua imperterrito in solitaria e accarezza a lungo il sogno di farcela, di beffare il gruppo andando contro ogni pronostico. Per vari minuti l'impresa sembra possibile, ai dieci chilometri dall'arrivo ha 1'20" di vantaggio, ma poi la sua pedalata diventa legnosa, le energie si esauriscono. Alzerà bandiera bianca soltanto a 1500 metri dalla fine, non saranno sue le gesta che passeranno agli annali. Saranno invece quelle del connazionale Merlier: favorito della vigilia, è vero, ma non per questo meno esaltante nella sua folle rimonta.
ORDINE D'ARRIVO 8. tappa 1° Tim Merlier (Soudal Quick-Step) km 180,400 in 3h52’50” media 46.488 km/h 2° Biniam Girmay (Nsn Cycling Team) 3° Olav Kooij (Decathlon Cma Cgm Team) 4° Jasper Philipsen (Alpecin-Premier Tech) 5° Pavel Bittner (Team Picnic Postnl) 6° Rick Pluimers (Tudor Pro Cycling Team) 7° Pascal Ackermann (Team Jayco Alula) 8° Max Kanter (Groupama-Fdj United) 9° Clément Russo (Xds Astana Team) 10° Milan Fretin (Cofidis)
CLASSIFICA GENERALE 1° Tadej Pogačar (Uae Team Emirates Xrg) in 28h49’07” 2° Jonas Vingegaard (Team Visma Lease A Bike) a 2’42” 3° Isaac Del Toro (Uae Team Emirates Xrg) a 3’27” 4° Remco Evenepoel (Red Bull Bora Hansgrohe) a 3’30” 5° Juan Ayuso (Lidl-Trek) a 3’34” 6° Florian Lipowitz (Decathlon Cma Cgm Team) a 3’55” 7° Paul Seixas (Red Bull Bora Hansgrohe) a 4’00” 8° Lenny Martinez (Bahrain Victorious) a 4’21” 9° Mattias Skjelmose (Lidl-Trek) a 4’57” 10° Mathias Vacek (Lidl-Trek) a 7’10”
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