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24/07/2007

DOPING - Petacchi scagionato dalla Disciplinare. La Procura del Coni annuncia ricorso

Roma - martedì 24 luglio 2007 - Alessandro Petacchi è stato assolto dalla Commissione Disciplinare della Federciclismo. Alla fine della Camera di Consiglio, dunque, l’ha spuntata la linea difensiva degli avvocati di Petacchi, Agostino e Maria Laura Guardamagna, che alla vigilia si erano mostrati ottimisti: “Puntiamo all’assoluzione” avevano dichiarato. La richiesta della Procura antidoping era stata di un anno di stop.
Il 33enne spezzino della Milram era stato trovato “non negativo” al salbutamolo (sostanza contenuta nei farmaci contro l’asma) a un controllo effettuato il 23 maggio scorso dopo la tappa del Giro d’Italia di Pinerolo, una delle cinque vinte dallo spezzino. Petacchi era stato deferito lo scorso 4 luglio dalla Procura antidoping del Coni, che aveva richiesto un anno di stop. La commissione ha ritenuto provata l’assunzione del farmaco salbutamolo a fini terapeutici e per via inalatoria, circostanze queste che non concorrono a integrare la violazione delle vigenti normative antidoping.
Allo scorso Giro d’Italia non ho fatto niente di diverso da tutte le altre volte. Avevo vinto già due tappe prima, e poi ne ho rivinte altre due - ha dichiarato stamani Petacchi alla fine dell’udienza davanti alla Disciplinare -. Ho un certificato che mi autorizza ad usare il salbutamolo. Non avevo ragione per farne un uso diverso e rovinarmi una carriera di 12 anni e 140 corse vinte. Tanto lo so che me lo avrebbero controllato, visto che l’avevo dichiarato. Ripeto, non l’ho usato per modificare le prestazioni. Non avevo ragione per rovinarmi la carriera con un Ventolin”.
Alessandro Petacchi si è presentato all’udienza assistito dagli avvocati Maria Laura Guardamagna, Agostino Guardamagna e Virginio Angelini e dai consulenti di parte prof. Claudio Terzano, prof. Stefano Centanni e dal prof. Giuseppe Pieraccini. Hanno testimoniato inoltre il medico del team Milram dr. Claudio Sprenger e il compagno di squadra Brett Lancaster.
La Commissione Disciplinare della Federazione Ciclistica Italiana era presieduta dall’avvocato Vincenzo Ioffredi e composta dai componenti avvocati Michele Signorini e Salvatore Sciacchitano, assistita dal segretario della Commissione Alessandro Bezzi, alla presenza del rappresentante della Procura Antidoping del Coni, avvocato Cesare Micheli e del consulente prof. Antonio Todaro e del consulente tecnico d’ufficio dr. Pierluigi Fiorella.
Al termine della Camera di Consiglio la Disciplinare ha assunto la seguente decisione: “proscioglimento dell’atleta dalle contestazioni di cui all’atto di deferimento. La commissione ha ritenuto provata l’assunzione del farmaco salbutamolo a fini terapeutici e per via inalatoria, circostanze queste che non concorrono a integrare la violazione delle vigenti normative antidoping”.
Alessandro Petacchi in lacrime, abbracciando la moglie, ha commentato la lettura della sentenza che l’ha assolto. “E’ una delle più belle vittorie della mia vita. Quando mi hanno detto che mi squalificavano sono crollato, ero incredulo. Ora sono felicissimo. Sono contento la Commissione abbia valutato le cose fino in fondo”. Poco prima, Petacchi aveva ascoltato il presidente della disciplinare della Federciclismo , Vincenzo Ioffredi, leggere la sentenza di assoluzione e aveva detto: “Non auguro a nessuno di soffrire quello che ho sofferto io perché questa è stata la più brutta esperienza dalla mia vita”. Una volta calmata lemozione, Petacchi è stato anche un po’ polemico e ha aggiunto: “E’ stato offensivo dire che ero circondato da avvocati e gente, perché avevo i soldi per poterlo fare. Per questa cosa ho saltato il Tour e tante altre gare. Ci ho rimesso dei soldi e non me li darà più nessuno”. Senza sapere che nel tardo pomeriggio.....


PROCURA CONI - La Procura antidoping del Coni farà ricorso contro la sentenza della Commissione disciplinare della Federciclismo che ha assolto Petacchi. "La Procura - si legge in una nota del Coni - riservata ogni più puntuale analisi del provvedimento, rileva che la decisione appare viziata da contraddizioni logico-giuridiche in relazione alla contestazione mossa all'atleta ed alla normativa Wada di riferimento. In particolare, la Procura ritiene che non sia stata fornita, ai fini dell'assoluzione, la prova della totale assenza di negligenza in merito all'assunzione della sostanza proibita da parte dell'atleta".


FUTURO - Il manager della Milram e di Alessandro Petacchi Gianluigi Stanga ha assicurato che ''nelle ultime riunioni avute con lo sponsor tedesco mi sento di poter dire che non c'è nessuna intenzione di lasciare il ciclismo. Abbiamo avuto un incontro venerdi' scorso a Brema - ha rivelato Stanga a margine dell'udienza dello spezzino davanti alla Disciplinare - e so che i dirigenti dello sponsor avranno altri incontri nei giorni prossimi. Stanno anche loro attendendo l'esito della vicenda Petacchi, ma non ho segnali di una uscita prematura dello sponsor dal ciclismo".