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22/12/2005

IL CASO Ben Berden sul lastrico per la vicenda di doping in cui rimasto coinvolto

Giovedì 22 dicembre 2006 - Non è tardata ad arrivare la reazione di Ben Berden alla notizia della notifica resa pubblica martedì secondo la quale il belga deve pagare 60 mila euro per le spese legate alla sua vicenda di doping. Una reazione disperata quella del crossista che evidentemente non ha più risorse per liquidare la somma. «Mia moglie è scappata dopo avere scoperto l'importo e non so neppure dov’è finita. Tutto il mio denaro è già stato impiegato per sostenere le spese dell’avvocato. Ho già messo in vendita la mia moto Harley e dovrò fare la stessa cosa con la mia casa. Devo per caso andare vivere nel Chiapas (lo stato più povero del Messico, ndr)? Non so. Non ho più un futuro».

Inoltre, Ben Berden deve ancora essere sentito davanti al Tas e potrebbe vedere anche prolungata la squalifica: due anni anziché i 15 mesi attuali così come proposto dall'Uci.

«Mi aspetto il peggio. Prima di martedì, potevo riprendere a correre dal primo aprile ma ora, ci credo sempre meno».

Berden si pente di ciò che ha fatto e ammette di avere preso Epo.

«Ho commesso un errore nello sport e devo essere punito per questo. Sento però che qualcuno deve aiutarmi finanziariamente. Anche se non sarà abbastanza, io sarò contento per quello che la gente potrà darmi. Non sono un criminale, non ho venduto droga agli studenti o violentato qualcuno». Come non bastasse la Corte di Tongres deve ancora ricorrere in appello contro la decisione della camera del consiglio di non perseguire Ben Berden. Infatti, in occasione di una perquisizione che si è svolta il 3 gennaio scorso, venne scoperto uno stock di prodotti che contenevano Epo e akri prodotti vietati.

«Berden non ha uno stipendio che gli possa permettere di pagare la somma richiesta - aggiunge deluso il suo direttore Paul de Geyter -. Non potrà mai sborsare quella cifra in contanti. Forse in 10 anni potrebbe riuscirci».