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10/06/2009

DOPING - Uci: sospetti sul passaporto biologico, sanzioni in arrivo

Mercoledì 10 giugno 2009 - L'Unione ciclistica internazionale (Uci) aprirà dei procedimenti disciplinari contro alcuni corridori dopo aver scoperto dati sospetti all'interno dei loro passaporti biologici. E' quanto affermato nel corso di una conferenza stampa dal presidente dell'Uci, Pat McQuaid.
''I corridori saranno informati all'inizio della prossima settimana - ha precisato McQuaid che non precisa il
numero di atleti coinvolti -, in seguito informeremo le loro squadre e le federazioni nazionali. Faremo i nomi di questi corridori e cominceremo con i procedimenti disciplinari contro di loro''.
   Nell'ottobre del 2007, l'Uci e l'agenzia mondiale dell'antidoping (Wada) avevano annunciato che avrebbero raccolto i campioni di sangue da tutti i ciclisti professionisti per creare un profilo medico, o un passaporto, che sarebbe stato comparato ai dati iscritti nei test antidoping.
Si profilano all'orizzonte, dunque, le prime sanzioni nell'ambito del progetto del passaporto biologico, anche se "non ci saranno sospensioni provvisorie, toccherà ai team decidere cosa fare".
Già lunedì, però, si potrebbero conoscere i nomi dei ciclisti sotto esame e "gli organizzatori delle corse potrebbero anche scegliere di escluderli dalle loro prove ma qualsiasi contenzioso dovrà essere risolto davanti al Tas".
Che il nuovo sistema adottato dall'Uci funzioni, comunque, lo dimostra il recente caso di Antoni Colom, corridore del team Katusha trovato positivo all'Epo in un controllo a sorpresa effettuato proprio sulla base di alcuni valori anormali rispetto a quelli del suo passaporto biologico.
Diverso il caso di Tom Boonen, per la seconda volta positivo alla cocaina nel giro di un anno ma fuori dalle competizioni. La Federazione aveva annunciato che se ne sarebbe occupata la sua commissione disciplinare visto che il corridore belga aveva comunque danneggiato l'immagine dello sport, "ma il procedimento non sarà completato prima dell'inizio del Tour de France (in programma dal 4 al 26 luglio, ndr), per cui, secondo le regole, Boonen è libero di parteciparvi". Una posizione che ha sorpreso non poco il direttore della Grand Boucle, Christian Prudhomme, presente alla conferenza stampa. "Abbiamo appena appreso che Boonen può essere al via ma avremo bisogno di due o tre giorni per decidere se invitarlo o meno al Tour", è stato il suo commento a caldo.
McQuaid, dal canto suo, ha comunque ribadito che chiederà che Boonen "sia sanzionato ma c'è un lungo procedimento che deve essere fatto e ci vuole tempo. Potremmo chiuderlo entro fine giugno ma poi il corridore ha il diritto di fare ricorso e sotto questo punto di vista non possiamo fare nulla".