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16/07/2009

DOPING - Bufera a Nordest: arrestato lex pro Nikacevic, denunciate 30 persone, tra cui 12 prof e i ds Mori. Giuliani e Massi

Padova - giovedì 16 luglio 2009 - Nell’ambito dell’operazione “Via col doping” condotta dalla Guardia di Finanza di Padova che ha eseguito una serie di perquisizioni in dieci regioni sequestrando migliaia di dosi di prodotti dopanti è stato arrestato Aleksandar Nikaevi, classe 1978 originario di Kraljevo ex professionista e commissario tecnico della nazionale serba di ciclismo e attuale direttore sportivo del team Continental Partizan Belgrado, realtà sino allo scorso anno operativa assieme al team Centri della Calzatura dove il serbo era uno dei tecnici assieme a Dusan Banovic, Florian Torresi, Alberto Trapassi e Sasa Gajicic. Nel 2006 Nikaevi aveva operato con un altro team Continental, la Endeka di Simone Mori.
Con l'ex professionista, la Guardia di Finanza padovana ha denunciato 30 persone, tra cui 12 ciclisti professionisti (spuntano i nomi di Rebellin, Sella, Priamo, Moletta, lo spagnolo Julian David Munoz, Americo Novembrini, il serbo Dusan Ganic, Francesco Rivera, quindi Daniele Ricci, Marco Ghiselli e Armando Camelo), rappresentanti di società farmaceutiche, cinque medici, tre direttori sportivi di team ciclistici (Simone Mori, Donato Giuliani e Rodolfo Massi) ed una minorenne per ricettazione, commercio, cessione, utilizzo e contrabbando di prodotti dopanti.
Nikaevi è stato professionista nelle stagioni 2001 e 2002 con il team Alessio. Nella 2002 aveva conquistato per la seconda volta il Giro della Serbia, quindi il Bayern Rundfahrt, il campionato nazionale strada e la 2. tappa del Tour of Qinghai Lake. Prima del grande salto tra i pro’ il serbo era arrivato in Italia per gareggiare con la formazione dilettantistica padovana all’epoca allestita dal tecnico e team manager Ferruccio Ferro sotto varie denominazioni (2000 Team Futura Filmop Zilio, 1999 Sc Padovani 2000 e Tasselli Elematic sino al 1998). Nel 2000 da dilettante Elite, Nikaevi che fu compagno di squadra dell’indagato Gajicic, vinse per la prima volta il Giro di Serbia e si lauerò campione nazionale della cronometro.
Aleksandar Nikaevi, avrebbe fornito farmaci dopanti a ciclisti professionisti e dilettanti in Italia. Secondo le Fiamme Gialle, il suo sarebbe stato un ruolo centrale nell'inchiesta che ha registrato il caso più recente di cessione di sostanze dopanti ad un corridore, Francesco Rivera che si è fatto trovare con l'insulina nascosta sotto il letto della sua camera d'albergo. Il fatto sarebbe avvenuto alla vigilia del campionato italiano professionisti su strada, svoltosi ad Imola lo scorso 28 giugno.
Nell'inchiesta sono stati individuati numerosi personaggi che operano nell'ambito del doping sportivo. Tra questi un cicloamatore conosciuto nell'ambiente con il soprannome di Furia capace di fornire sostanze dopanti definite “due coppie di ruote” (termine utilizzato per indicare l’Epo) a diversi atleti appassionati di ciclismo.
Intercettazioni audio-video in uno studio medico hanno permesso di evidenziare l'effettuazione di pratiche dopanti anche su soggetti minorenni, trattati con il consenso dei genitori. Uno dei casi più sconcertanti riguarda una ragazzina 16enne accompagnata dal padre in uno studio medico dove le venivano somministrate flebo di sostanze dopanti.
Nel corso delle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Padova, sono emersi anche i nomi di direttori sportivi, corridori professionisti e medici, tutti indagati per contrabbando e ricettazione di farmaci dopanti, tra i quali il Cera, l'eritropoietina, la somatotropina, l'Igf, l'insulina, il testosterone, steroidi ed anabolizzanti di vario tipo, la gonadotropina, corticosteroidi ed altri prodotti utilizzati per l'effettuazione di pratiche dopanti.
Alle indagini della Guardia di finanza di Padova avrebbe dato un apporto rilevante il sequestro di 11 fiale di eritropoietina omeopatica, rinvenute nell'abitazione di un indagato. Le successive perquisizioni, presso la sede di una casa farmaceutica produttrice della sostanza, hanno permesso di sequestrare 83 flaconi contenenti la diluizione madre e il principio attivo originario di eritropoietina e della somatotropina, che avrebbero consentito la illecita produzione e commercializzazione di complessive 10.000 fiale di analoghi farmaci dopanti. Nelle perquisizioni effettuate nelle farmacie che distribuivano le fiale in Italia le Fiamme Gialle hanno riscontrato la vendita dei prodotti dopanti - che da analisi di laboratorio sono risultati privi di principio attivo apprezzabile delle sostanze madri - senza alcuna prescrizione medica e piano terapeutico