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22/07/2009

DOPING - Di Luca positivo due volte al Giro. Cera. Smetto se anche le controanalisi lo confermanon

Losanna (Svizzera) - mercoledì 22 luglio 2009 - Danilo Di Luca è risultato positivo per due volte all'Epo ricombinante, il Cera durante l'ultimo Giro d'Italia. La positività al doping è stata riscontrata in due tappe, quelle del 20 maggio a Moncalieri (Torino) alle ore 7.50 e il 28 maggio a Silvi Marina (Pescara) alle 7.24. I controlli sono stati effettuati dall'Uci nel laboratorio parigino di Chatenai-Malabry. L'abruzzese, vincitore dell'edizione 2007, è stato già sospeso dall'Unione ciclistica internazionale.
«Questi risultati anomali risultano direttamente da un programma di controlli mirati su Di Luca, condotto sulla base di informazioni legate al profilo sanguigno presente nel suo Passaporto Biologico, dai risultati dei controlli precedenti e dal calendario delle corse» fa sapere l'Uci.
Di Luca risulta così il primo leader di un team messo fuori gioco in seguito ad un approfondimento dettato dalle anomalie osservate nel Passaporto Biologico.
Di Luca rischia ora due anni di squalifica. L'Uci, infatti, chiederà al Tribunale nazionale antidoping del Coni questa sanzione, oltre alla cancellazione di tutti i risultati ottenuti dopo il 20 maggio scorso.
“Se anche le controanalisi dovessero confermare la mia positività, smetterò di correre - dice laconico Di Luca - Ma sarei stato così stupido da prendere la Cera al Giro d'Italia un anno dopo che è stata scoperta a Riccò, Sella e Rebellin? Cado dalle nuvole è davvero strano, tanto che non so neanche dire come sto in questo momento'', afferma il 33enne corridore abruzzese dopo aver ricevuto dall'Uci la comunicazione della sua sospensione per positività al doping. Di Luca ha immediatamente chiesto le analisi del campione B.
“Ora per me è importante fare le controanalisi in un altro laboratorio, diverso da quello di Parigi. Perché mi è stato detto che i metodi utilizzati sono strani. Due dell’atletica leggera trovati positivi hanno successivamente fatto analizzare i campioni in un altro laboratorio che ha registrato un risultato contrario. Devo solo aspettare il 3 agosto, giorno delle controanalisi».
Per avere avuto rapporti con il medico Carlo Santuccione poi radiato, Di Luca era già stato sospeso per tre mesi nel 2007 al termine l'inchiesta sul doping Oil for Drug aperta nel 2004. Santuccione era il medico di famiglia dell’abruzzese che così perse il primato nella classifica Pro Tour (vinta poi da Evans) non potendo partecipare alla prova conclusiva del Giro di Lombaria. Per lo stop inoltre dovette saltare il mondiale di Stoccarda poi vinto da Bettini. Per la giustizia ordinaria le frequentazioni sospette non costituirono reato e il caso venne archiviato.
Ancora. Nel 2008 la procura antidoping del Coni aveva chiesto due anni di squalifica in relazione ai livelli ormonali anomali evidenziati dal controllo antidoping effettuato sullo Zoncolan dopo la 17. tappa del Giro d'Italia. Il Giudice di ultima istanza aveva assolto il corridore.
Di Luca che non partecipa al Tour de France aveva fatto il suo rientro alle corse proprio questa mattina nella prima semitappa del Brixia Tour. All’ultimo Giro finito al 2° posto a 41” dal russo Denis Menchov, il pescarese aveva vinto due tappe, la Padova-San Martino di Castrozza (4^) e la Cuneo-Pinerolo (10^), indossato per otto giorni la maglia rosa.

BALLERINI (ct)
- “Quando apprendi certe notizie rimani molto spiazzato. Dispiaciuto? Non ho parole. Non so cosa fare a questo punto - dice il ct Ballerini -. Mi lascia basito il fatto che un corridore importante si trovi positivo a un prodotto che l'anno prima aveva messo fuori causa altri suo colleghi. Si, direi che questo è un colpo che fa molto male al ciclismo”.

ZOMEGNAN (Rcs) - In merito alle notizie relative alla positività di Danilo Di Luca, 2° classificato al Giro d'Italia del Centenario, indiziato di uso di Cera (l'Epo di terza generazione) in due controlli della corsa rosa –, il direttore del Giro Angelo Zomegnan si è così espresso: “Il tam-tam dei sospetti delle ultime settimane trova drammaticamente conferma nella non negatività del corridore Danilo Di Luca in due momenti del Giro d’Italia del Centenario. Confidiamo nella celerità delle inchieste che le autorità della giustizia sportiva e della giustizia ordinaria sono sicuramente chiamate a completare per arrivare ad una soluzione definitiva e inconfutabile del caso. Una volta di più il Giro d’Italia – che da sempre sta dalla parte della pulizia e che nel 2009 ha investito nella caccia al doping come mai era accaduto nei primi cento anni – si scopre vittima di vicende negative, che obbligano noi organizzatori a valutare azioni appropriate a tutela dell’evento nella sua sostanza e nella sua immagine”.

DI ROCCO (Fci) - “Avevo definito il caso Rebellin incomprensibile, perché oggi nessuno può farla franca. I controlli nel ciclismo sono in grado di individuare i metodi di doping più sofisticati. Con questo nuovo insulto all'intelligenza, prima ancora che all'etica professionale e alla fiducia degli sportivi ed ai danni al sistema ciclismo, siamo di fronte all'ottusità e all'irresponsabilità assoluta, se ci sarà la conferma definitiva. Va dato atto alla giustizia e alle istituzioni sportive di svolgere con grande efficacia il loro compito. Spero che le forze dell'ordine e gli strumenti investigativi della giustizia ordinaria ci aiutino a scovare anche i profitattori e i faccendieri. Solo un'azione sinergica a tutto campo potrà ripulire in modo radicale l'ambiente da questa piaga”.