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08/07/2009

DOPING - Fanini lancia un nuovo allarme: Hematide la nuova Epo che sfugge ai controlli

Giovedì 20 luglio 2009 - In una nota che pubblichiamo integralmente Ivano Fanini, patron dell'Amore&Vita lancia un nuovo allarme doping.

Nessun positivo (finora) al Tour 2009. Cosa vuol dire? Finalmente il ciclismo ha imboccato la strada giusta per voltare pagina? Difficile pensarlo se solo si considera che gli uomini del plotone e in molti casi anche gli atleti sono gli stessi che solo qualche stagione fa avevano solo una cosa in testa: l’imbroglio e il doping.
Del resto la corsa al doping va avanti freneticamente. Non si fa in tempo a individuare un test per il Cera (vedi i casi Riccò & C, lo scorso anno) che già sembra sia arrivato sul “mercato” un nuovo prodotto. Si chiama “Hematide” e, a quanto mi dice il tam-tam del plotone, sta già circolando in gruppo, specie ad alto livello. Coloro, cioè che riescono a procurarsi questo prodotto ancora in fase sperimentale e non ancora ufficialmente commerciato. E’ un’epo che va oltre il Cera, che, secondo quanto si sa, sarebbe inserita nei prodotti vietati della lista Wada, ma non esiste ancora un test in grado di rilevarla.
Dunque, se vale ancora la regola del passato, tanto cara a certi medici dopatori: “Tutto quello che non si becca, si prende”, è da presumere che anche il Tour non sia sfuggito a questo rischio. Con buona pace dei vari Armstrong, Contador e compagnia e dela credibilità della corsa francese.
Per quanto riguarda l’americano c’è da rilevare che negli anni in cui ha vinto i sette Tour, esisteva un tipo di epo che sfuggiva ai controlli, come adesso. Si trattava della “dynepo”, o epo di seconda generazione, ricavata da cellule umane e non animali, dunque per un lungo periodo irrintracciabile ai test. Almeno fino al 2007, quando, si ricorderà, fu fermato dalla propria squadra, la Rabobank, il danese Rasmussen mentre era in maglia gialla. In Francia appurarono che Rasmussen risultò anche positivo al “dynepo”, ma, come ammette il direttore del laboratorio francese di Parigi, non potettero squalificarlo. Il motivo era che il test per individuale la “dynepo” non era stato ancora ufficialmente registrato. Infatti il corridore riuscì anche a vincere la causa con la sua società ed ad ottenere un cospicuo rimborso: non era mai stato squalificato. Più recentemente un olandese Erik Dekker è risultato positivo alla “dynepo” (1° luglio 2009) reagion per cui si deve pensare che que sto prodotto continui ad essere usato nel plotone, assieme alla nuovissima “hematide”. Dunque, come riferisce la stampa francese, il sospetto anche per questo Tour è d’obbligo. E fa bene l’agenzia francese a rifare i test del Tour 2008: se ne vedranno delle belle.
Mi domando e chiedo a chi veramente vuole bene al ciclismo se non sia il caso di rifare anche i test del Giro 2008 e della Vuelta. Almeno per i primi dieci della classifica o almeno per i primi tre. Sono convinto che ci sarebbero dei risultati clamorosi. Salterebbe l’intero banco e forse non si potrebbe neppure fare una nuova classifica se si ponesse la clausola della revisione totale delle proprie analisi antidoping prima di essere classificati. In questo quadro non si può non  rilevare l’ennesima tragica vicenda, come la morte di ieri in corsa del giovane dilettante di appena 23 anni militante nella più forte squadra toscana. Sono nel ciclismo da tutta la vita e per tanti anni l’unico riferimento di una morte in gara per me era il povero Simpson sul mont Venotux. Adesso i morti nel ciclismo si contano a decine solo negli ultimi anni. Sono straconvinto che certa farmacia ha le sue responsabilità in merito. Oppure c’è da concludere che il ciclismo fa male alla salute, se fa morire giovani ventenni che dovrebbero avere un fisico robusto per aver superato tutti i test medici previsti per la pratica agonistica.
Inoltre non posso non ricordare il caso più recente di questi giorni. Si tratta di un campioncino di appena 18 anni della categoria Juniores Eugenio Bani (58 vittorie in carriera e n°1 delle classifiche di rendimento e leader della nazionale azzurra in Belgio) militante anche lui nella più forte squadra toscana juniores e trovato positivo addirittura con la gonadotropina corionica umana HCG che è un vero e proprio veleno per l’organismo umano.
Ciò conferma che la Toscana è terra di grandi campioni ma anche purtroppo la patria dei più grandi maneggioni. Sono sempre più convinto che tutto il ciclismo, dagli esordienti ai professionisti, debba essere fermato almeno per un anno. Va messo tutto sul pulito e ripartire con regole nuove che non guardino in faccia a nessuno e radiare chi viene pescato in frode, altrimenti i morti non si fermeranno qui.