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07/07/2011

DOPING - Lex pro Mariano Piccoli, Zampedri, Girardini, Menapace e Mantovani a processo

Padova - giovedì 7 luglio 2011 - È uno degli appuntamenti più attesi del Veneto la gara internazionale Giro del Medio Brenta con partenza da Abbazia Pisani e arrivo, dopo aver percorso 169 chilometri, dentro le mura di Cittadella. La carovana si snoderà domenica attraverso le strade di pianura e quelle dell’Altopiano di Asiago. Non sono escluse sorprese alla corsa riservata ai dilettanti elite-under 23, terza prova del Trofeo Internazionale Grand Prix Città Murata. E non solo sul piano sportivo. Il prossimo fine settimana sono attesi controlli della Guardia di Finanza sul fronte antidoping.
 Giusto un anno fa, l’11 luglio 2010, al taglio del nastro della kermesse il primo blitz delle Fiamme Gialle, coordinate dal pubblico ministero padovano Benedetto Roberti. Con esiti sconcertanti che hanno messo nei guai nomi noti della due-ruote come Mariano Piccoli, 41enne ex corridore, ora direttore sportivo del team trentino Ballan Legno Case, e il farmacista Guido Nigrelli, già indagato dalla procura di Mantova con l’accusa di aver carburato alcuni atleti della Lampre. Oggi quell’indagine è ormai conclusa e il magistrato si prepara a sollecitare il processo a carico degli otto indagati per «associazione a delinquere mobile nel territorio nazionale, ramificata, composta da persone residenti e domiciliate in varie località del territorio nazionale ed estero, commercializzazione nonché somministrazione di farmaci dopanti e di medicinali in modo pericoloso per la salute pubblica, abuso della professione medica e di farmacista, ricettazione di farmaci provenienti da contrabbando e da “canali” non ufficiali nonché importazione di specialità medicinali prive di autorizzazione Aifa (Agenzia italiana del farmaco)». Reati gravissimi contestati a Piccoli, al direttore sportivo «in seconda» Loris Tagliapietra, 53 anni di Arco (Trento); al farmacista Nigrelli, 67 di Mariana Mantovana; e al ciclista ucraino Oleksandr Grygorenko, 23. Accusati di assunzione di sostanze dopanti e di essersi sottoposti a pratiche mediche vietate per alterare le prestazioni agonistiche, invece, quattro atleti della Ballan, tutti iscritti alla Federazione ciclistica italiana: i trentini Derik Zampedri, 26 anni di Pergine; Andrea Girardini, 22 di Lavis, e Andrea Menapace, 24 di Cles con il veronese Enrico Mantovani, 24, di Tregnago.
La mattina dell’11 luglio scorso i militari piombano alla partenza del Giro, nell’area riservata agli atleti, con un decreto di perquisizione. Piccoli è costretto a svuotare le tasche: sono sequestrate alcune pasticche e altre vengono rinvenute all’interno di borse appoggiate vicino all’auto ammiraglia. È solo l’ultimo tassello di una complessa serie di accertamenti che rivelano come il quartetto formato da Piccoli, Tagliapietra, Nigrelli e Grygorenko si rifornisse di ormoni della crescita (Gh), testosterone, gonadotropina corionica, dell’anabolizzante Dhea, di Actovegin per ossigenare il sangue e di altre specialità da infusione endovenosa (oltre a broncodilatatori e antidolorifici). Poi ai quattro atleti del team trentino, pure indagati, prescriveva e somministrava quei farmaci in base al calendario delle competizioni e ai controlli antidoping in programma attraverso «pratiche invasive» come flebo oppure semplicemente con il «borraccino», un cocktail diluito nei liquidi contenuti nella borraccia. La salute dei ragazzi? Era l’ultimo dei problemi. (Cristina Genesin – Il Mattino di Padova)