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24/07/2013

CASO TOUR '98 - Commissione dinchiesta: anche Cipollini, Zabel e tanti altri fecero uso di Epo

Parigi (Francia) mercoledì 24 luglio 2013 – Oltre Marco Pantani, Jan Ullrich e Bobby Julich - l'intero podio della Grande Boucle 1998 - anche Mario Cipollini e il tedesco Erik Zabel vincitore della maglia verde, sono risultati positivi all'Epo durante il Tour de France 1998, secondo il rapporto della Commissione di inchiesta parlamentare sull'efficacia della lotta al doping reso noto oggi. Nei documenti risultano anche i nomi di Andrea Tafi, Nicola Minali e Fabio Sacchi. Hanno fatto ricorso al doping anche gli spagnoli Abraham Olano, Marcos Serrano e Manuel Beltran, il tedesco Jens Heppner e l'olandese Néerlandais Jeroen Blijlevens.

E non ci sarà nessuna sanzione per i corridori presenti nella lista stilata dalla Commissione d'inchiesta. Lo ha precisato il relatore del rapporto, Jean-Jacques Lozach. Tra gli accusati di aver fatto uso di sostanze proibite c'è con, e il Erik Zabel.

''Mi assumo tutte le responsabilità delle mie azioni. Tanto non ci cascherebbe nessuno'': è così che ha reagito Jacky Durand alle rivelazioni dei risultati dei test retroattivi condotti sul Tour de France 1998. Durand, che è risultato positivo all'Epo, è intervenuto sul sito internet della tv Eurosport con cui collabora da diversi anni. Secondo Durand i francesi hanno fatto ricorso al doping ''più tardi rispetto alla concorrenza e hanno smesso prima''.

 

Il procuratore capo di Mantova Antonino Condorelli, nella sua veste di pm nell'inchiesta sul doping nel ciclismo, durante l'udienza davanti al Gip in replica alle richieste di proscioglimento avanzate dai difensori, ha ribadito la richiesta di rinvio a giudizio per 27 dei 29 tra atleti, medici e dirigenti sportivi coinvolti.

Il giudice delle udienze preliminari, Gilberto Casari, si e' riservato di decidere nell'udienza di venerdi'. Sempre venerdi', il giudice decidera' su Francesco Tomei, il ciclista che ha chiesto e ottenuto il rito abbreviato. Per lui il pm ha chiesto una condanna di 26 mesi piu' duemila euro di multa. L'altro atleta Emanuele Bindi ha patteggiato un anno.

 

Doping e ciclismo. Partono le prime richieste di condanna. Nel corso dell’udienza preliminare del 17 luglio, presieduta dal giudice delle udienze preliminari Gilberto Casari, il pubblico ministero Antonino Condorelli ha chiesto il rinvio a giudizio di tutti i medici, dirigenti e atleti che, a vario titolo, hanno commercializzato, prescritto, somministrato e assunto sostanze proibite, in aperta violazione della legge che disciplina la tutela sanitaria delle attività sportive. Fatta eccezione per due ciclisti che hanno chiesto e ottenuto un rito alternativo. Si tratta di Emanuele Bindi per il quale è già stato concordato tra le parti il patteggiamento di un anno e Francesco Tomei che sarà giudicato con rito abbreviato, grazie al quale potrà ridurre di un terzo la condanna. La pena chiesta dal procuratore capo di via Poma è di ventisei mesi più duemila euro di multa.

Il giudice Gilberto Casari ha rinviato ogni decisione all’udienza di domani mattina, nel corso della quale deciderà anche su tutte le altre richieste di rinvio a giudizio.

Allo stesso magistrato gli avvocati difensori avevano presentato un'istanza per la nomina di un perito che trascrivesse le intercettazioni telefoniche, una delle prove base di questo processo. L'avvocato di Alessandro Ballan, Fabio Pavone, per il suo cliente aveva già effettuato una perizia di parte che ha coinvolto 74 specialisti.

Intanto il Coni, unica parte civile ammessa, ha chiesto un risarcimento di un milione di euro. Nelle precedenti udienze era stato rilevato un conflitto di competenze per quanto riguarda la posizione di Guido Nigrelli, il farmacista di Mariana Mantovana, considerato la mente dell'intero traffico illecito per il quale c’è un dubbio di competenza territoriale.

L'inchiesta sul doping è partita alla fine del 2008. Ad occuparsene il procuratore capo Antonino Condorelli che ha individuato nella figura del farmacista di Mariana Mantovana Guido Nigrelli di 58 anni, la vera mente del traffico. Dal dicembre del 2008 al luglio del 2009 le intercettazioni ambientali avrebbero dimostrato lo stretto legame tra il farmacista e gli indagati per i quali rappresentava il punto di riferimento, per ottenere le sostanze proibite. A Nigrelli si sarebbe rivolto anche il danese Michael Rasmussen, cacciato dal Tour de France, proprio per aver fatto uso di sostanze dopanti. A quanto pare, nei contatti telefonici, non s'è mai parlato apertamente di sostanze proibite che venivano chiamate con nomi piuttosto singolari, del tipo: magliette, culatello con la cordina, uovo, ciucciotto e flaconcini topogigio.