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  Attraverso questa rubrica l’Associazione Italiana Medici del Ciclismo (A.I.Me.C.) si rende disponibile per quanti vogliano intraprendere la pratica salutare del ciclismo, migliorare il livello di performances e/o confrontarsi con degli esperti per chiarire eventuali dubbi o approfondire le proprie conoscenze. Le materie sono quelle più classiche della Medicina dello Sport applicata al ciclismo. In futuro contiamo ovviamente di aggiungere nuove tematiche per poter far fronte a tutte le esigenze dei nostri lettori. Ringraziamo il Presidente della Associazione Italiana Medici del Ciclismo, Dott. Roberto Corsetti, per aver accolto e aderito con entusiasmo alla nostra proposta.  

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Integrazione alimentare. Gli integratori in allenamento ed in gara.
Interpretazione delle analisi di laboratorio (sangue e urine)

dott. ALBERTO MARIO BARGOSSI
Risponde dott. ALBERTO MARIO BARGOSSI

Specialista in Igiene e Medicina Preventiva (indirizzo Sanità Pubblica)
Specialista in Igiene (indirizzo Laboratorio)
Specialista in Medicina dello Sport
ex Dirigente presso Laboratorio Analisi Centralizzato Ospedale
Sant'Orsola (BO)
Esperto in nutrizione umana

22 Ottobre 2012

Buonasera dottore, da aprile che ho intrapreso la strada della mountain bike facendo anche gare importanti, mi capita spesso di andare in crisi di fame sempre negli ultimi km, in allenamento non capita mai in gara mi accorgo che spingo di pi ho frequenze pi alte ma non arrivo mai alla fine fresco mi pu dare un consiglio su come alimentarmi. La ringrazio.

Cordiali saluti
Valerio
(Leggi la risposta)

Egregi Sig Valerio,
è abbastanza normale che nelle competizioni si spenda molto più che in allenamento: non va infatti sottovalutata la componente psicoaffettiva specifica la cui attivazione aumenta molto l'ossidazione dei nutrienti e la spesa energetica.
Addirittura nelle prove di destrezza come il "down hill" questa componente può considerarsi prioritaria!
In gara è difficile amministrarsi: ciò spesso fa la differenza tra un atleta
normale, un buon atleta e il campione.
Inoltre da quanto Lei comunica appare che le sue riserve sono piuttosto
basse (qual è la sua massa magra?).
Forse u paio di kg, e non di solo muscolo, in più non la danneggerebbero, anzi...
Buon allenamento e buone gare.



3 Agosto 2012

Buongiorno, vorrei chiedere consigli su come gestire il periodo di stacco dalle corse. Premetto che ho iniziato ad allenarmi a novembre con 4 o 5 sedute settimanali facendo una decine di GF. Ora il prossimo fine settimana (22 luglio) ho in programma una MF per poi ritornare alle gare i primi di settembre. Vorrei recuperare fino al 6 agosto per poi riprendere gradatamente aumentando le distanze fino a percorrere la distanza di gara e riprendere coi lavori specifici dal 13 agosto. Una simile programmazione potrebbe andar bene? Nel caso come mi consiglierebbe di gestire il recupero: solo recupero attivo con uscite blande a sensazione o anche riposo assoluto?

Cordiali saluti
Gabriele
(Leggi la risposta)

Buon giorno,
sono tornato a casa ieri notte e dunque il ritardo nella risposta dipende dal non aver potuto leggere prima la mail.

Nel merito:
considerato il clima attuale e il tipo di allenamento finalizzato alle “gran fondo”, integratori con Mg o Mg-K potrebbero essere una (parziale) immediata risposta al quesito.
Io consiglio Magnosol o Magnofit o Polase, ma in commercio esistono numerosi integratori del tutto simili nella composizione e la scelta ottimale probabilmente si determina caso per caso non essendo prevedibile a priori la capacità di assorbimento del singolo.
Un consiglio più corretto vorrebbe la preliminare determinazione laboratoristica del livello sierico ed urinario (urine delle 24 ore) di Mg e K.
Tuttavia una soluzione migliore al problema dei crampi muscolari da esercizio non compensato sembra essere la assunzione per almeno un mese di 100-150 mg di Carnosina simultanea all’integrazione salina.
Si dà per scontato che l’alimentazione in allenamento e durante la prestazione-gara sia corretta altrimenti i crampi probabilmente insorgerebbero durante l’attività.



16 Luglio 2012

Caro dottore volevo sapere come mai nella fase successia ad un allenamento un po piu intenso sono soggeto a contrazioni involontarie che durano un paio di giorni.analisi del sangue tutto ok e allenamenti sempre nei miei limiti.integro gia la mia dieta con magnesio come consigliatomi da un medico.
Cordiali saluti
Salvatore
(Leggi la risposta)

Premessa: quando si dice che gli esami sono OK (analisi del sangue tutto ok ) bisogna tener conto che i dati della chimica clinica negli sportivi debbono essere interpretati in un’ottica estremamente individuale e non si dovrebbe o quasi tener conto dei cosiddetti valori di riferimento, tranne che non si abbia a disposizione per controllo un file di dati specifici per sesso età tipo di sport e allenamento.
Ciò premesso in particolare il Magnesio su siero NON è un buon indice del Magnesio del tessuto e del tessuto muscolare in particolare. Si suggerisce , ove possibile la misura del Magnesio leucocitario (ma sono pochi i Laboratori che lo effettuano) o su sangue in toto abbinato alla misura dell’Ematocrito%.
In ogni caso un’integrazione di Mg-K , quando occorra, deve prevedere tempi abbastanza lunghi (circa 6 settimane) con controlli in serie dei valori sierici e urinari (su urine delle 24 ore).
Un sintomatologia quale quella riferita (…nella fase successia ad un allenamento un po piu intenso sono soggeto a contrazioni involontarie che durano un paio di giorni…) può avere, peraltro anche cause diverse dal deficit elettrolitico; tali cause dovrebbero esser ricercate con un’anamnesi attenta d’ordine sia clinico che medico-sportivo.
Altra cosa è un dolore muscolare ritardato, ma non sembra esser questo il caso.



30 Maggio 2012

Buongiorno, pratico ciclismo cimentandomi in granfondo e mediofondo. Ho un'anemia in conseguenza di mononucleosi che sto trattando da febbraio scorso con ferro meteorico. Negli allenamenti la resistenza ora buona ma ho tutt'ora un deficit di forza rispetto ai miei standard nonostante tanti allenamenti di potenziamento. Finora mi sono aiutato prendendo per un mese un integratore a base di arginina e carnitina (Starvit) e pappa reale (Biotrefon Plus) una volta al giorno oltre a 2g di aminoacidi prima e 2 gr dopo l'allenamento e 2gr di bcaa a colazione e 2 gr a met pomeriggio nei giorni di riposo; mi stata consigliata la creatina ma ho qualche dubbio sulla reale efficacia nel mio caso e sulle conseguenza che possa darmi avendo ancora dei problemi al fegato. Premetto che sono alto 177cm. peso 57kg con una massa grassa intorno al 7%, saprebbe confermarmi la bont di tale integrazione e se proseguire cos o suggerirmene un'altra pi opportuna? Il mio obiettivo arrivare alla
Maratona delle Dolomiti nelle migliori condizioni possibili sapendo che purtroppo dovr correrla con valori di ematocrito (34) emoglobina (12) e globuli rossi sotto la norma.
(Leggi la risposta)

Egregio Sig Gabriele

  1. Come certamente le è stato già detto la mononucleosi rappresenta un grave insulto virale al sistema reticoloistiocitario e immunitario e spesso coinvolge potentemente anche l'ematopoiesi.
  2. Questo coinvolgimento si traduce in un'espressione di franca anemia: cioè non si tratta solo         dell'espressione, di riscontro abbastanza consueto, di anemia nell'atleta, ma è il sintomo di una vera deficiente funzione ematopoietica con vera anemia alla quale non si pone rimedio con il trattamento marziale (con ferro per os), e che certamente sconsiglia l'attività sportiva e in particolare quella di fondo. Non riesco assolutamente a capire cosa intenda con ferro meteorico e comunque non conosco né dose né modalità di assunzione: dati centrali nella valutazione dell'adeguatezza terapeutica.
  3. La mononucleosi nell'adulto praticante un'attività fisica di endurance (fondo-mezzofondo) è spesso l'espressione grave di una situazione di superallenamento. In sostanza il virus si manifesta con la malattia perché il sistema immunitario e l'organismo sono  affaticati e inadeguati a resistere e richiede tempi abbastanza lunghi (mesi) per la guarigione e la progressiva restitutio della condizione atletica.
  4. Questo anche in presenza di  un referto ematologico con parametri compresi nei valori di riferimento.
  5. In via di principio e da un punto di vista medico-sportivo una mononucleosi comporta la sospensione della certificazione di idoneità per ogni attività agonistica.
  6. Considerando ora la supplementazione e integrazione è evidente che nel periodo di sospensione dell'attività atletica e dei carichi di lavoro, che non possono esser considerati in atto allenanti, l’integrazione non è consigliabile, ma l’uso di AAR favorenti la funzionalità epatica può essere utile; ritengo opportuno anche un ciclo di terapia con complesso B. Non conoscendo né la concentrazione dei folati, né la concentrazione di Vit B12 né la Sideremia né la Ferritina né l’esame emocromocitometrico e morfologico non azzardo consigli relativi ad una terapia con ferro per os. (ricordo che è vietata negli atleti ogni terapia con ferro e. v.)



29 Maggio 2012

Buongiorno dottore,
la domenica faccio 80 90 km prendo aminoacidi ramificati 2 prima dell'allenamento e 2 prima di andare a dormire, visto che lo prendo una valta alla settimana devo fare pause o lo posso assumere senza pausa.

Cordiali saluti
Maurizio
(Leggi la risposta)

Ciao Maurizio, immagino che si tratti di 2g + 2g /33 volte alla settimana.
Il mio parere è di anticipare all'immediato post allenamento quelli della sera , se compatibile con gli orari.
(Forse io mi spingerei a indicare 5 g o addirittura a 6 g sempre in due volte.)
Credo che una sospensione di una diecina di gg ogni 8 10 settimane sia comunque consigliabile anche se in questo caso non imprescindibile.
Cordiali saluti



13 Marzo 2012

Buonasera Dottore, ho 52 anni pratico ciclismo a livello agonistico, faccio qualche gara ogni tanto, sono alto 1,78 x 69 kg e percorro circa 15000-20000 l'anno.
In alcuni periodi dell'anno mi sento molto stanco e affaticato con le gambe molli e non ne vogliono proprio sapere di girare, ora la domanda che vorrei porle questa, che tipo di esami mi dovrei fare prescrivere dal mio dottore inerente al mio sport per avere un quadro clinico completo ?

La ringrazio tanto.
Saluti, Fabrizio
(Leggi la risposta)

Buongiorno Sig. Fabrizio, cerco di rispondere al suo quesito. Una prima osservazione è che in relazione ad età, altezza e supponendo un discreto status di allenamento, ho l'impressione di un soggetto un po' sottopeso, che si allena molto o addirittura troppo se si tratta di una finalità salutistica; ma ne avrà probabilmente già parlato col suo medico di medicina genenerale.
Quindi potrebbe trattarsi di un caso caratteristico della Over Reaching Syndrome. O addirittura di Over Training Syndrome.
In realtà non sappiamo se in quei periodi ci siano anche difficoltà di recupero e di sonno ristoratore o di relativa inappetenza. E completamente ignoto è il regime alimentare con o senza integratori che viene seguito.
Nel I° caso ORS, una alternanza di cicli di scarico: con lavori di intensità brevi o brevissimi e lunghi recuperi, potrebbe superare il problema che spesso è duplice: fisico e mentale. Più complessa è la risoluzione della OTS.
Gli esami di I° livello che io richiederei sono un po' quelli consueti, ma è l'interpretazione dei referti che potrebbe esser diversa.
Certo è che nello sportivo i valori di riferimento hanno scarso valore.

Esami di screening:
1.      Emocromocitometrico con formula e conta piastrine
2.      Ferro e
3.      Transferrina,
4.      Creatinina sierica
5.      e urinaria della prima minzione del mattino
6.      e anche delle 24 ore
7.      Azoto sierico
8.      e urinario delle 24 ore
9.      Ac.urico sierico
10.     e urinario della prima minzione del mattino
11.     e anche delle 24 ore
12.     Glucosio sierico e urinario della prima minzione del mattino
13.     Colesterolo totale
14.     Trigliceridi
15.     Amminoacidogramma plasmatico e della prima minzione del mattino
16.     Elettroforesi delle proteine del siero.
17.     Esame completo delle urine del mattino.
18.     CK
19.     AST
20.     ALT
21.     GGT (o Fosfatasi alcalina)
22.     Bilirubina totale
23.     TSH
24.     Testosterone libero
25.     Cortisolo
26.     VES
27.     Prot C reattiva

Esaminati questi referti si potranno in caso eseguire esami di II° livello come Catecolamine libere urinarie, CoQ10, 5Ht piastrinica, ac.5HIAA ecc.



19 Novembre 2011

Salve sono un'atleta professionista di 25anni che fa atletica (lunghe distanze:10000 e mezza maratona) fino ad ora non ho mai assunto integratori ma ogni tanto durante l'anno vado incontro a periodi di calo, lei mi saprebbe consigliare un protocollo da seguire, un farmacista mi ha dato il tad perch avevo le transaminasi sempre oltre i 50 (limite era 38) e sono stata meglio. Ma come mi devo regolare? Da premettere che sono celiaca, intollerante al lattosio, grazie.

Martina
(Leggi la risposta)

Buon giorno Gentile Martina riassumo i pochi dati a mia disposizione:
atleta di 25 anni
celiaca e intollerante al lattosio
con enzimi (suppongo muscolari e epatici  AST e ALT) alterati
specialità: fondo-granfondo
problema sportivo : calo di rendimento.

La prima osservazione è l’insufficienza sia dei dati dell’anamnesi sia clinica che sportiva.
  1. Clinica da quanto perché e come è stata diagnosticata la m. celiaca e l’intolleranza al lattosio? _ quali dati di laboratorio sono disponibili? Bisognerebbe almeno capire l’andamento degli enzimi e conoscere i dati strumentali specifici delle attività sportive di endurance. Sospendo quindi il parere sulla terapia con TAD. (endovena? e in che dosaggio?)
  2. Sportiva: da quanti anni è iniziato l'allenamento? Quali sono i carichi e se e come sono articolati in cicli? Un calo di rendimento con sintomatologia coerente di facile stancabilità e dolenzia muscolare e scarso recupero e sino alla sindrome del risultato mediocre non spiegato (sindrome detta dell’ underperformance unexplained Sindrome  o dello Overtraining) può riconoscere cause estremamente diverse, le più probabili sono:
    1. anemia dell’ atleta (o nell’atleta) con Hb & Hct%  e Ferro e  Ferritina molto sotto i valori di riferimento
    2. bassi livelli degli amminoacidi plasmatici
    3. basso livello del Coenzima Q10
è certo possibile che il ricorso ad una integrazione mirata possa aiutare, ma la prima cosa da verificare sono periodizzazione , volume e intensità dei carichi di lavoro, tempi di recupero e riposo, adozione di una dieta adeguata.
In attesa di ulteriori informazioni cordiali saluti



26 Ottobre 2011

FAQ: nutraceutica e alimenti funzionali nella nutrizione dello sportivo e dellatleta. (Leggi la risposta)

1. Molti amici atleti e sportivi chiedono cos’è la nutraceutica e cosa sono gli alimenti funzionali.
La nutraceutica è quella branca della scienza dell’alimentazione che indaga le relazioni tra le componenti dell’alimentazione intese non solo come macro- e micro-nutrienti ma anche nelle relazioni più intime di mantenimento e la promozione dello stato di salute e del benessere dell’organismo.
Col termine di  nutraceutico si intende un alimento in cui si riconosce l’associazione tra le tradizionali componenti nutrizionali con  componenti di efficacia verificata per la salute e il benessere.

2. Il termine “nutraceutico” nel parlato comune è spesso usato come alternativa ad “alimento funzionale”; ma qual è la differenza tra nutraceutici e alimenti funzionali?
Col primo termine ci riferiamo alla singola sostanza con proprietà terapeutiche presente nell’alimento: i  nutraceutici sono componenti o sostanze estratte dagli alimenti caratterizzati da proprietà terapeutiche specifiche. I nutraceutici possono essere assunti introducendo nella dieta gli alimenti funzionali, sia sotto forma di cibo “tal quale” che di cibo fortificato cioè arricchito di uno specifico principio attivo.
Con il secondo termine vogliamo piuttosto identificare l’intero cibo che presenta proprietà benefiche. Gli alimenti funzionali (functional food)  sono alimenti capaci nel loro insieme di una azione salutare. Gli effetti funzionali debbono essere scientificamente documentati e sono accettati secondo il modello della evidence based medicine.
Il cibo funzionale è un alimento, non un integratore alimentare ed esercita la sua funzione già quando è assunto nella quantità normalmente prevista da una razione dietetica equilibrata; possiede effetti che modulano una o più funzioni fisiologiche dell’organismo con effetto complessivo di miglioramento dello stato di salute e di benessere associato o meno a una riduzione del rischio relativo di malattia.

3. Quali sono i nutraceutici più studiati ,  quali gli alimenti funzionali che li rendono disponibili ?
Tipici nutraceutici degli alimenti funzionali che possono esser assunti anche come integratori sono: prebiotici e  probiotici, antiossidanti, acidi grassi essenziali  (serie Ω3 e Ω 6),  vitamine e complessi enzimatici, alcuni amminoacidi presenti in forma libera o di oligopeptidi, alcuni microminerali e sali minerali.

4. Si ha spesso il dubbio che le virtù salutistiche di alcuni cibi e /o integratori siano “pompate” dal produttore tramite i cosiddetti claims: come difendersi?
Il consumatore deve abituarsi a valutare il tenore dei claims: questi si distinguono in
a) Claims nutrizionali : affermano che un alimento ha particolari proprietà nutrizionali benefiche, legate all’energia e/o alle sostanze nutritive apportate da una delle sue componenti.
b) Claims salutistici : affermano l’esistenza di un rapporto tra un alimento, o un suo componente, e la salute. Sono suddivisi in: claims “funzionali” /claims riguardanti la riduzione del rischio di malattie e relativi alla salute e allo sviluppo dei bambini .
Il regolamento predisposto dagli esperti del Panel dell’European Food Safety Authority
(E FSA _NDA (dietetic products nutrition and allergies) prescrive che la Commissione Europea pubblichi il registro comunitario delle indicazioni nutrizionali ammesse.  
E’ poi compito del Panel di esperti dell’EFSA verificare la fondatezza scientifica dei claims e l’appropiatezza delle parole utilizzate.
V’è qualche difficoltà di accoglimento da parte dell’industria agroalimentare : quando la CE adotterà in modo definitivo l’elenco delle indicazioni ammesse, i claims rifiutati dall’EFSA dovrebbero essere inclusi in una lista ad hoc e rimossi dalle confezioni.

5. Quali informazioni sono oggi disponibili ?
A titolo indicativo riportiamo che nel 2010 l’EFSA ha accettato 1838 richieste su 4947 presentate rigettandone molte altre per motivi diversi. Ultimamente (Aprile 2011)  l’ EFSA ha pubblicato il parere su 442 diciture salutistiche che le aziende alimentari propongono sulle etichette. Si tratta del quarto gruppo di claims esaminato dagli esperti (per un totale di 2184 diciture) e nell’80% dei casi l’Autorità  ha bocciato le diciture per mancanza di un valido supporto scientifico.
Rimangono ancora 600 richieste che saranno esaminate entro giugno 2011.

6. Quali sono le ragioni dei pareri negativi?
Gli esperti EFSA hanno espresso pareri negativi soprattutto motivati dalla insufficiente qualità e quantità dei dati scientifici.
Le poche valutazioni positive hanno riguardato l’azione positiva delle noci sui vasi sanguigni, gli effetti antiossidanti dei polifenoli dell’olio d’oliva sul colesterolo totale e della frazione LDL, l’effetto stimolante della caffeina.



22 Ottobre 2011

Buongiorno, se possibile vorrei avere informazioni sulla citrullina, specifiche di impiego in sport aerobici o di potenza. Il dosaggio giornaliero ed il periodo d'uso.
Grazie
William
(Leggi la risposta)

La Citrullina ( di cui è ricca la scorza del cocomero lat. : citrullus dacui il nome) è un amminoacido a C6 ben solubile in H2O, si tratta di un amminoacido non essenziale che è prodotto da diversi intermedi metabolici a partire dal glutammato.
Nei mammiferi diviene, un substrato centrale nel ciclo metabolico di smaltimento dell’ammoniaca come urea collegandosi a monte con l’Ornitina da cui origina in presenza di Carbamilfosfato e a valle con l’Arginina.
Con queste premesse, si capisce come sia divenuto interessante per gli sportivi nel desiderio di accelerare il recupero post esercizio.
Si dovrebbe però non dimenticare che l’eliminazione dell’ “Ammoniaca- Ione ammonio” come Urea è solo uno degli aspetti del più grande problema della fatica nell’esercizio fisico.
Un aspetto interessante da considerare nel ciclo Ornitina - Citrullina - Arginina - Ornitina è dato dalla produzione di “ossido nitrico (NOx)” identificato come fattore di rilassamento endoteliale.
L’aumento di NOx  permetterebbe una miglio ossigenazione e in particolare una migliore ossigenazione del muscolo allenato, ma anche in questo modello non si debbono trascurare gli aspetti lesivi dell’NOx
Analizzando in modo conciso la via metabolica denominatat ciclo dell’urea:
Citrullina (Cit) p m = 175.2;  Ornitina (Orn) p m = 132.16; Arginina (Arg) p m =174.14 & & Acido Arginino Succinico.

Sono gli AAc. del ciclo dell’urea o ciclo di Krebs-Henseleit ( inizialmente ,1932 , definito ciclo dell’ornitina), in genere considerato nel modello a partire dal Carbamilfosfato; studiato e dimostrato da Krebs e Henseleit nel 1932 , noto come ciclo dell'Urea, è capace di smaltire circa 20g di Urea nelle 24 hr.
Si tratta di una pista metabolica complessa sia mitocondriale che citoplasmatica e ATTENZIONE : con diversa capacità nei differenti tessuti.
Una prima fase di questo ciclo è intramitocondriale e sintetizza Citrullina da Carbamilfosfato e Ornitina, nella seconda fase interviene 1 atomo d'azoto (N), originante in fase citosolica dall'Aspartato (Asp).
L'idrolisi dell'Arginina dà infine una molecola di Ornitina e libera 2 NH2 in una molecola di Urea.
In realtà il ciclo appare regolato, in ultima sostanza, dalle concentrazioni di Glutammato/Glutammina e di Arginina.

NB: ciò che si trascura in genere nella descrizione del ciclo è che gli enzimi limitanti le diverse fasi sono indotti da particolari situazioni dietetiche e/o fisiopatologiche (ex: esercizio fisico di intensità o di volume)

a proposito dell’arginina:
L'Arginina, definito "aminoacido condizionatamente essenziale" è un aminoacido essenziale nel bambino e nell'accrescimento, non essenziale nell'adulto; ma studi recenti dimostrano come facilmente l'adulto sia carente e si avvantaggi di supplementazione; nello sport si osserva che sali di Arginina-aspartato o Arginina-Glutammato mostrano spiccate capacità antiasteniche che è cosa diversa dalla capacità’antifatica.
Lungo la via metabolica Arginina-->Ornitina-->Poliammine si ha produzione di NOx (anche noto come fattore di rilassamento endoteliale derivante dall’Arginina o EADRF ) ad azione vasodilatante.
E' anche ben dimostrato come Arginina e Ornitina siano i più potenti stimolatori della liberazione di GH e dell'asse Somatotropo- Somatomedine per la specie umana.
Il test di secrezione del GH dopo stimolo con Arginina e. v. è normalmente usato per valutare l'efficienza del sistema sia in giovani prepuberi che nella pubertà.
E d'altro canto è cosa ben nota che v'è stretta correlazione (dimostrata nella donna ) tra effetto stimolante il GH e livelli plasmatici di Estradiolo dopo stimolo con Arginina. Si è parimenti evidenziata la capacità dell'Arginina di magnificare la risposta Somatotropa al GHRH. Questo effetto amplificante è costante durante le diverse età e non scade con l'invecchiamento quando la secrezione spontanea di GH risulta deficitaria. Può essere di qualche interesse sottolineare che la risposta dell'asse Somatotropo - Somatomedine si osserva a fronte di una singola somministrazione per os di Arginina dell'ordine di 0.8-1.0 g/10 kg, effetti di aumento di forza e di potenziamento dell'allenamento nell'uomo sono riferiti già con trattamenti per os di 2 g/die quando siano modicamente prolungati nel tempo.
Segnalo come sia sostanzialmente non utile l’(auto) somministrazione di alte dosi di Arg. Mai dimostrata con lavori scientifici .
D'altro canto l'Arginina mostra alcune peculiarità: abolisce l'effetto di feedback negativo che GH esercita sulla sua propria secrezione, sfugge all'inibizione esercitata dagli acidi grassi liberi sulla secrezione di GH, è infine capace di un'azione antagonista del Glucosio che come  noto ha di per sè effetto inibitorio sulla secrezione del GH.
riconsideriamo ora lo schema precedente:
Arginina -(a)-> Ornitina -> Putrescina -> Spermidina -> Spermina
I prodotti terminali della via metabolica: Putrescina, Spermidina, Spermina sono definiti come Poliammine.
Le Poliammine, end products, della via sono una classe di composti (policationi alifatici) capaci di stabilizzare la struttura del bilayer fosfolipidico delle membrane cellulari proteggendole così dagli insulti perossidativi.
Il loro ruolo è molteplice:  
1. fattori di crescita cellulare,
2. regolatori dell'omeostasi glucidica,
3. favorenti l’omeostasi del Ca++intracellulare,
4. hanno infine caratteristiche antibatteriche.
 
Questa parte riassume alcuni punti più specialistici del ciclo ma non è probabilmente fondamentale per la pratica
Una volta all’interno della cellula endoteliale, l’Arginina va incontro a due principali destini metabolici alternativi: la produzione di NO mediata dalle NOS (Ossido Nitrico Sintetasi) e quella di Urea e Ornitina mediata dall’enzima ARG (Arginasi), come descritto dal seguente schema:

NOS ossida l’arginina producendo NO e Citrullina e la reazione catalitica richiede un numero di cofattori essenziali.
Moncada e coll. nel 1987 documentarono, in un elegante serie di esperimenti, l’identità tra l’EDRF e NO. Lo stesso gruppo dimostrò come l’NO fosse prodotto dal gruppo guanidino-terminale dell’aminoacido L-arginina durante la sua degradazione enzimatica in L-citrullina.
La biosintesi di NO avviene per passaggi successivi, catalizzati dalle NOS, che portano alla ossidazione del gruppo guanidinico della L-arginina in un processo che utilizza 5 elettroni, richiede cofattori e porta alla formazione stechiometrica di NO e di L-citrullina.
La reazione enzimatica è molto complessa e non ancora del tutto chiarita nei dettagli.
Farmaci che potenziano la trasmissione nitrergica:

  1. Precursori: L- arginina, L- ornitina
  2. Farmaci che provocano il rilascio di NO per aumento del Ca2+ intracellulare
Gruppi o composti chimici con cui l’NO è in grado di interagire.
  1. Ossigeno, Anione superossido, Ozono
  2. Ossiemoglobina e altre emoproteine
  3. Composti solforati (tioli glutatione ecc)
  4. Ammine
  5. Tirosine
La disponibilità di L-arginina è in ultima sintesi uno dei fattori che regolano la generazione di NO sia in senso positivo che negativo.
la produzione prolungata di concentrazioni elevate di NO da parte di enzimi deputati è sensibile alla regolazione da L-arginina.
 
A questo punto si comprende come, in realtà , sia incerta la valutazione della supplementazione con Citrullina . alla quale io preferirei la usuale integrazione con forme diverse di Arg e Orn.
Naturalmente ricordo che la scelta dei prodotti non dovrebbe esser effettuata sul Web, ma guidata da un medico sportivo nutrizionista e che in ogni caso debbono esser preferiti quei produttori - non tanti - che
segnalano e rendono accessibile la certificazione ISO e l’adozione di buone pratiche di produzione. (anche queste certificate)
Il modello di aumentata sintesi endoteliale di NO è ad oggi ancora incerto.
Molti degli studi presentati non hanno il riscontro della comparazione non già con un placebo, ma come sarebbe scientificamente più corretto della comparazione con gruppi trattai in doppio cieco e cross-over con Arg e Orn.
Aggiungo che un eccessivo aumento della concentrazione di Cit spesso si accompagna a sintomi di un disequilibrio metabolico complesso di certo da evitarsi negli atleti .
Alla supplementazione con Citrullina io preferirei dunque la usuale integrazione con forme diverse di Arg e Orn.
L’impiego è stato studiato soprattutto in attività sportive di endurance (durata) , la mia esperienza si estende a sportivi di resistance (sport di potenza o aerobico anaerobici alternati come le attività di combattimento)
Infine , poiché  l’utilizzo di integratori amminoacidici può non risultare innocuo il mio consiglio è di effettuare all’inizio e durante e nel necessario wash-out un amminoacidogramma su plasma (non siero) e urine.
Qui mi fermo per ora.



20 Ottobre 2011

Buon giorno Dottore, pratico ciclismo a livello amatoriale. Sono alto 182cm per 82kg. Mi alleno in palestra (3gg -1 ora e mezza a seduta- a settimana faccio spinning, walking e esercizi per la definizione muscolare) e la domenica mattina dalle ore 7,30 giro in bici 80Km circa su percorso stradale misto (2,5-3H circa). Leggendo qua e la sul web, ho deciso di acquistare (senza farLe i nomi delle marche)sali minerali, maltodestrine, barrette energetiche (con bcaa,creatina, carbo...), gel prework a basso indice glicemico e prodotti per il recupero, insomma non mi faccio mancare nulla . Sono indeciso se acquistare le proteine non per massa ma per mantenimento/ricostruzione delle fibre muscolari. Ora, vorrei sapere, cosa assumere durante la settimana(sia nei gg di palestra che in quelli di riposo)e la domenica (prima di uscire in bici, durante e dopo). In particolare, inoltre, quante maltodestrine assumere e quando (prima, durante l\'uscita in bici), quando assumere le barrette
energetiche e, se dovessi acquistare le proteine quante e quando assumerle (tutti i giorni?). Forse Le ho posto tante domande, ma Le sarei grato vivamente se mi potesse rispondere a tutti i quesiti che Le ho posto. Potrebbe,se possibile, inviarmi una tabella con tutto ci che dovrei assumere?
Grazie anticipatamente,
Salvatore
(Leggi la risposta)

Gentilissimo Sig Salvatore, e Egregio Sig Pianca
buon giorno
Riporto dalla sua mail: “Leggendo qua e la sul web, ho  deciso di acquistare (senza farLe i nomi delle marche)sali minerali,  maltodestrine, barrette energetiche (con bcaa,creatina, carbo...), gel prework a basso indice glicemico e prodotti per il recupero, insomma non > mi faccio mancare nulla “
Poi ci sono tante domande che andrebbero affrontate in un colloquio col suo medico dello sport nutrizionista e alle quali non voglio ora rispondere.

In effetti Lei porta alla luce un problema che agli esperti è ben chiaro: quello del fai da te!
Anni di lavoro sul campo con atleti di discipline diverse e di livello diverso dai praticanti agli atleti dei teams nazionali e dai BB ai grapplers , agli atleti del ciclismo, ai calciatori , mi han convinto che questo sia l’approccio più costoso in termini di soddisfazione, spesa e risultati.
Onestà vorrebbe che la mia risposta si limitasse a chiosare quel insomma non mi faccio mancare nulla semplicemente sottolineando che avere tutto disponibile può anche significare non avere niente di specifico per il proprio training.
Come ho scritto sono convinto che questo di comprare sul WWW secondo il sentito dire sia l’approccio più costoso in termini di soddisfazione, spesa e risultati:
  1. Soddisfazione: spesso l’uso casuale dei prodotti non dà i risultati attesi e la delusione è tanto maggiore quanto maggiore era l’illusione del risultato;
  2. Spesa: la spesa complessiva è alta e più se confrontata con i risultati anche perché si tende ad adottare dosaggi inutilmente e eccessivamente elevati,
  3. Risultati: inferiori alle attese , ma spesso le attese sono poco chiare.
Concludo solo raccomandandole una grande attenzione alle certificazioni di qualità dei produttori, non solo certificazione ISO, ma adesione certificata alle buone norme di produzione.
Temo di deluderla ma mi creda sono certo di agire nella massima correttezza per il rispetto della sua salute.



13 Luglio 2011

Salve, pratico ciclismo da pochi anni. Vorrei sapere cosa mi consiglia per una supplementazione.
Sono alto 166 cm, peso 73 km ed ho 37 anni; mi alleno 3/4 volte alla settimana. Prima del ciclismo frequentavo con buona costanza attivit fitness e body building e nel 2001 ho partecipato ai campionati italiani di body fitness - categoria altezza/peso natural
Cordiali saluti
Gianfranco
(Leggi la risposta)

Egregio sig Gianfranco buon giorno.
Premesso che non sono a conoscenza di alcun parametro ematobiochimico e riterrei in particolare importante controllare 2-3 volte /anno:


  1. es. emocromocitometrico e morfologico,
  2. Fe e TIBC,
  3. Ac. Urico , (su sangue e urine della notte)
  4. Glucosio,
  5. Colesterolo totale ,
  6. Creatinina  , (su sangue e urine della intera giornata)
  7. azoto, (su sangue e urine della intera giornata)

e premesso dunque che li ritengo tutti ricompresi negli intervalli di riferimento per età, sesso, stato di allenamento e di salute.
E , se come credo di capire la pratica del ciclismo ha la finalità di ottenere e poi mantenere uno stato di benessere più che di prepararsi all’agonismo il mio consiglio è il seguente.

 

Zuccheri semplici & Maltodestrine & elettroliti e un mix di aminoacidi ramificati, e aminoacidi semplici.

Per una risposta più completa dovrei poter fare nome di prodotti ma per linea editoriale è stato deciso (giustamente) di non andare troppo nello specifico essendo questa una rubrica che non mira a far pubblicità a questo o a quel prodotto.

Posso solo aggiungere che in commercio esistono prodotti di ditte di cui mi sono l’adesione a programmi certificati di controllo di qualità nazionale e internazionale, buone pratiche di preparazione e certificazione e tracciabilità delle materie prime e dei cui prodotti le più importanti squadre professionistiche ne fanno già buon uso.



27 Maggio 2011

Salve, mi e stato riscontrata una tendinopatia femore-rotulea gin sx, ho fatto tutti gli esami del caso e svariate cure (laser, infiltrazioni, fisioteraoia) ma non riesco a risolvere completamente il problema. Sono fermo da 4 mesi e non so piu che fare! Ha qualche suggerimento da propormi?

Cordiali saluti
Daniele
(Leggi la risposta)

Gentile Daniele,
non mi ha detto che sport praticava, nè con quale intensità. Proverò comunque a darLe delle valutazioni e consigli.
Le tendinopatie, quando insorgono sono delle brutte bestie, la Sua inoltre (se ho capito bene ) è del tendine rotuleo che è bello grosso, è assai lunga da guarire. In genere le terapie che Lei ha effettuato sono quelle standard e servono a ridurre il dolore e a bloccare il circolo vizioso flogosi-dolore-infiammazione-aggravamento, ma la vera cura è il riposo totale dell'articolazione interessata per dare modo all'organismo di riparare il tendine sfibrato. I tempi possono essere ben lunghi e la ripresa dell'attività è consigliata solo a guarigione completa (si ricordi l'esempio di Ibrahimovic nell'ultimo campionato con l'Inter, fermo due mesi nonostante avesse a disposizione tutti i migliori medici del pianeta).
Pur non sapendo con precisione quale era il suo sport , Le consiglierei nuoto (no rana) e bici a manovella per mantenere il fitness cardio-vascolare.
Quindi, come dicevano i nostri vecchi, calma e gesso.



23 Maggio 2011

nutraceutica e alimenti funzionali nella nutrizione dello sportivo e dellatleta (parte I) (Leggi la risposta)

La nutraceutica è una branca della scienza dell’alimentazione che indaga le relazioni tra le componenti dell’alimentazione intese non solo come macro- e micro-nutrienti e per il loro valore plastico e energetico, ma anche nelle relazioni più intime di mantenimento e promozione dello stato di salute e del benessere dell’organismo.
Col termine di  nutraceutico si intende un alimento in cui si riconosce l’associazione tra le tradizionali componenti nutrizionali con  componenti di efficacia verificata per la salute e il benessere. Gli alimenti nutraceutici vengono comunemente anche definiti alimenti funzionali o pharmafoods o farmalimenti. Il termine “nutraceutico” nel parlato comune è spesso usato come alternativa ad “alimento funzionale” (o “farmalimento”), ma se col primo termine ci riferiamo alla singola sostanza con proprietà terapeutiche presente nell’alimento, con il secondo termine vogliamo piuttosto a identificare l’intero cibo che presenta proprietà benefiche. Gli alimenti funzionali sono alimenti capaci nel loro insieme di un’azione salutare dimostrata, laddove i  nutraceutici sono piuttosto le componenti o sostanze estratte dagli alimenti caratterizzati da proprietà terapeutiche specifiche. Ma In realtà i confini tra le due categorie non sono così netti sicché spesso si usano come sinonimi.
I nutraceutici possono essere assunti introducendo nella dieta gli alimenti funzionali, sia sotto forma di cibo “tal quale” che di cibo fortificato e arricchito di uno specifico principio attivo: prebiotici e  probiotici, antiossidanti, acidi grassi essenziali polinsaturi della serie Ω3 e Ω 6,  vitamine e complessi enzimatici, alcuni amminoacidi presenti in forma libera o di oligopeptidi, alcuni microminerali e sali minerali, sono tipici nutraceutici degli alimenti funzionali , ma possono esser assunti anche come integratori.
La storia della nutraceutica è relativamente recente:
  1. nel 1991 il Giappone con il FOSHU “Food for Specified Health Use”: dispone una  legislazione precisa, relativa a numerosi alimenti funzionali, basata su un rigido sistema analitico,  (principalmente bevande)
  2. nel 1993 negli USA vengono promulgate le norme FDA .
  3. Nel 2002 la UE promulga il Regolamento (CE) 178/2002  che definisce i nutraceutici come alimenti con un’aggiunta di funzionalità. [Si considerino: “l’European Commission Concerted Action on Functional Food Science in Europe ( FUFOSE ) a partire dal documento di consenso “ Scientifc concepts of Functional food: Consensus document  in Europe . Brit J Nutr 1999 vol 81 S1-S27) coordinata dall’International Life Scence Institute (ILSI) Europe (1995-1998)].
Secondo il documento di consenso citato il functional food possiede effetti addizionali dovuti alla presenza di componenti, generalmente non-nutrienti, che modulano una o più funzioni fisiologiche dell’organismo con effetto complessivo di miglioramento dello stato di salute e di benessere associato o meno a una riduzione del rischio relativo di malattia. Il functional food è un alimento, non un integratore alimentare ed esercita la sua funzione già quando è assunto nella quantità normalmente prevista da una razione dietetica equilibrata.
Gli effetti funzionali debbono essere scientificamente documentati e sono accettati secondo il modello della evidence based medicine.
 
Occorre:
a. definire un modello a valenza fisiologica e biochimica
b. verificarlo :
  1. con i metodi di indagine dell’epidemiologia osservazionale
  2. con trias interventistici di coorte
  3. con metanalisi di popolazione
  4. con studi caso controllo e clinici
La CE elabora nel 2006 un Regolamento (CE - 1924/2006) secondo cui  si considerano “Claims” anche i messaggi nutrizionali in chiave salutistica .
In articolare all’art 13.1 si considerano i  claims funzionali su:  crescita sviluppo e funzioni dell’organismo, funzioni psicologiche e comportamentali, dimagrimento controllo del peso, riduzione dello stimolo della fame, senso di sazietà  energia apportata dalla dieta;    all’ art 13.5 le prove scientifiche recenti; all’art 14 la riduzione del rischio relativo di malattia e lo sviluppo e salute dei bambini.
 
Tipologie di claims:
a) Claims nutrizionali:
affermano che un alimento ha particolari proprietà nutrizionali benefiche, legate all’energia e/o alle sostanze nutritive apportate da una delle sue componenti. (L’elenco delle indicazioni nutrizionali consentite è allegato al Regolamento).
b) Claims salutistici: affermano l’esistenza di un rapporto tra un alimento, o un suo componente, e la salute. Sono suddivisi in
  1. claims “funzionali” (disciplinati dall’articolo 13) 
  2. claims riguardanti la riduzione del rischio di malattie e relativi alla salute e allo sviluppo dei bambini (articolo 14).
Il regolamento prescrive che entro la fine di gennaio 2010 la Commissione Europea dovrà pubblicare il registro comunitario delle indicazioni nutrizionali ammesse. Gli esperti del Panel dell’European Food Safety Authority _NDA (dietetic products nutrition and allergies) ,  richiedono dati
  1. provenienti da studi sull’uomo,
  2. di intervento
  3. osservazionali.
I dati relativi a studi su animali o sistemi modello possono essere inclusi solo per supportare l’evidenza.
E’ poi compito del Panel di esperti dell’EFSA verificare la fondatezza scientifica dei claims e l’appropiatezza delle parole utilizzate.
Rispetto al Regolamento, entrato in vigore il 1 Luglio 2007, v’è qualche difficoltà di accoglimento da parte dell’industria agroalimentare in contrasto con le associazioni dei consumatori  che temono che l’estensione dei ai claims a un grande numero di prodotti crei un clima di grande confusione per i consumatori; quando la CE adotterà in modo definitivo l’elenco delle indicazioni ammesse, i claims rifiutati dall’EFSA dovrebbero essere inclusi in una lista ad hoc e rimossi dalle confezioni.
A titolo indicativo riportiamo che nel 2010 l’EFSA ha accettato 1838 richieste su 4947 presentate rigettandone molte altre per motivi diversi e riportiamo anche alcuni pareri del del 2010 e aggiornati all’aprile 2011 relativi agli articoli 13.1/13.5/14 ; si tratta di pareri relativi ad alcuni health claims che sembrano rilevanti per il nostro ragionamento
Art 13.1 Scientific Opinion of the NDA Panel -  all’ Aprile 2011
  1. Taurine related health claims
  2. Resistant maltodextrin related health claims
  3. L-lysine related health claims
  4. Monomeric flavan-3-ols from apples and improvement of endothelium-dependent vasodilation
  5. Betaine and contribution to normal homocysteine metabolism
  6. Fructooligosaccharides (FOS) from sucrose related health claims
  7. Lactobacillus plantarum 299v related health claims
  8. Rapeseed oil related health claims
  9. Copper related health claims
  10. Sugar-free chewing gum with fluoride and maintenance of tooth mineralisation
Art 13.5  Published: dal Settembre 2010 all’Aprile 2011
  1. ProteQuine® and bovine lactoferrin and increasing suppressed concentrations of secretory IgA and reducing the risk of common cold with sore throat ; Scientific Opinion of the NDA Panel  
  2. Lactobacillus plantarum TENSIA™ and maintenance of normal blood pressure
  3. Lactobacillus casei strain Shirota and maintenance of the upper respiratory tract defence against pathogens by maintaining immune defences 
  4. Synbio and maintenance and improvement of intestinal well-being  WSTC I and II and reduction of platelet aggregation  Yestimun® and immune responses
  5. Scientific Opinion on the substantiation of a health claim related to a combination of blackcurrant seed oil, fish oil, lycopene, vitamin C, and vitamin E and helps to improve dry skin conditions pursuant to Article 13(5) of Regulation (EC) No 1924/2006  Published: 21 May 2010
Art 14 all’ Aprile 2011
ProteQuine® and increasing suppressed concentrations of secretory IgA and reducing the risk of influenza and common cold 
ALA and contribution to brain and nerve tissue development
Water and reduced risk of development of dehydration 
Thiamin and maintenance of normal neurological development and function.
 
Infine : ultimamente (Aprile 2011)  l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare ha pubblicato il parere su 442 diciture salutistiche che le aziende alimentari propongono sulle etichette. Si tratta del quarto gruppo di claims esaminato dagli esperti (per un totale di   2184 diciture) e nell’80% dei casi l’Autorità  ha bocciato le diciture per mancanza di un valido supporto scientifico. Rimangono ancora 600 richieste che saranno esaminate entro giugno 2011.
Come successo in precedenza  gli esperti EFSA hanno espresso pareri negativi soprattutto motivati dalla insufficiente qualità e quantità dei dati scientifici. Tra le carenze maggiormente rilevate si nota la mancata identificazione delle fibre, l’assenza di prove per dimostrare benefici per l’organismo , la mancanza di studi condotti sull’uomo.
Tra i settori che non superano i test di valutazione quello dei probiotici. Per il momento la bocciatura riguarda solo i batteri della specie Lactobacillus casei Shirota contenuti nei vasetti, che dovrebbero “aiutare a mantenere le difese immunitarie nel primo tratto respiratorio in caso di raffreddore”.
Le poche valutazioni positive per contro hanno riguardato l’azione positiva delle noci sui vasi sanguigni, gli effetti antiossidanti dei polifenoli dell’olio d’oliva sul colesterolo totale e della frazione LDL, l’effetto stimolante della caffeina.



10 Maggio 2011

nutraceutica e alimenti funzionali nella nutrizione dello sportivo e dellatleta (parte I)

Pubblichiamo la prima parte di un'importante ricerca condotta dal dott. Alberto Mario Bargossi
(Leggi la risposta)

La nutraceutica è una branca della scienza dell’alimentazione che indaga le relazioni tra le componenti dell’alimentazione intese non solo come macro- e micro-nutrienti e per il loro valore plastico e energetico, ma anche nelle relazioni più intime di mantenimento e promozione dello stato di salute e del benessere dell’organismo.
Col termine di  nutraceutico si intende un alimento in cui si riconosce l’associazione tra le tradizionali componenti nutrizionali con  componenti di efficacia verificata per la salute e il benessere. Gli alimenti nutraceutici vengono comunemente anche definiti alimenti funzionali o pharmafoods o farmalimenti. Il termine “nutraceutico” nel parlato comune è spesso usato come alternativa ad “alimento funzionale” (o “farmalimento”), ma se col primo termine ci riferiamo alla singola sostanza con proprietà terapeutiche presente nell’alimento, con il secondo termine vogliamo piuttosto a identificare l’intero cibo che presenta proprietà benefiche. Gli alimenti funzionali sono alimenti capaci nel loro insieme di un’azione salutare dimostrata, laddove i  nutraceutici sono piuttosto le componenti o sostanze estratte dagli alimenti caratterizzati da proprietà terapeutiche specifiche. Ma In realtà i confini tra le due categorie non sono così netti sicché spesso si usano come sinonimi.
I nutraceutici possono essere assunti introducendo nella dieta gli alimenti funzionali, sia sotto forma di cibo “tal quale” che di cibo fortificato e arricchito di uno specifico principio attivo: prebiotici e  probiotici, antiossidanti, acidi grassi essenziali polinsaturi della serie Ω3 e Ω 6,  vitamine e complessi enzimatici, alcuni amminoacidi presenti in forma libera o di oligopeptidi, alcuni microminerali e sali minerali, sono tipici nutraceutici degli alimenti funzionali , ma possono esser assunti anche come integratori.
 
La storia della nutraceutica è relativamente recente:
  1. Nel 1991 il Giappone con il FOSHU “Food for Specified Health Use”: dispone una  legislazione precisa, relativa a numerosi alimenti funzionali, basata su un rigido sistema analitico,  (principalmente bevande)
  2. Nel 1993 negli USA vengono promulgate le norme FDA .
  3. Nel 2002 la UE promulga il Regolamento (CE) 178/2002  che definisce i nutraceutici come alimenti con un’aggiunta di funzionalità. [Si considerino: “l’European Commission Concerted Action on Functional Food Science in Europe ( FUFOSE ) a partire dal documento di consenso “ Scientifc concepts of Functional food: Consensus document  in Europe . Brit J Nutr 1999 vol 81 S1-S27) coordinata dall’International Life Scence Institute (ILSI) Europe (1995-1998)].
Secondo il documento di consenso citato il functional food possiede effetti addizionali dovuti alla presenza di componenti, generalmente non-nutrienti, che modulano una o più funzioni fisiologiche dell’organismo con effetto complessivo di miglioramento dello stato di salute e di benessere associato o meno a una riduzione del rischio relativo di malattia. Il functional food è un alimento, non un integratore alimentare ed esercita la sua funzione già quando è assunto nella quantità normalmente prevista da una razione dietetica equilibrata.
Gli effetti funzionali debbono essere scientificamente documentati e sono accettati secondo il modello della evidence based medicine.
 
Occorre:
a. definire un modello a valenza fisiologica e biochimica
b. verificarlo :
  1. con i metodi di indagine dell’epidemiologia osservazionale
  2. con trias interventistici di coorte
  3. con metanalisi di popolazione
  4. con studi caso controllo e clinici
La CE elabora nel 2006 un Regolamento (CE - 1924/2006) secondo cui  si considerano “Claims” anche i messaggi nutrizionali in chiave salutistica .
In articolare all’art 13.1 si considerano i  claims funzionali su:  crescita sviluppo e funzioni dell’organismo, funzioni psicologiche e comportamentali, dimagrimento controllo del peso, riduzione dello stimolo della fame, senso di sazietà  energia apportata dalla dieta;    all’ art 13.5 le prove scientifiche recenti; all’art 14 la riduzione del rischio relativo di malattia e lo sviluppo e salute dei bambini.
 
Tipologie di claims:
a) Claims nutrizionali: affermano che un alimento ha particolari proprietà nutrizionali benefiche, legate all’energia e/o alle sostanze nutritive apportate da una delle sue componenti. (L’elenco delle indicazioni nutrizionali consentite è allegato al Regolamento).
b) Claims salutistici : affermano l’esistenza di un rapporto tra un alimento, o un suo componente, e la salute. Sono suddivisi in
  1. claims “funzionali” (disciplinati dall’articolo 13) 
  2. claims riguardanti la riduzione del rischio di malattie e relativi alla salute e allo sviluppo dei bambini (articolo 14).
Il regolamento prescrive che entro la fine di gennaio 2010 la Commissione Europea dovrà pubblicare il registro comunitario delle indicazioni nutrizionali ammesse. Gli esperti del Panel dell’European Food Safety Authority _NDA (dietetic products nutrition and allergies) ,  richiedono dati
  1. provenienti da studi sull’uomo,
  2. di intervento
  3. osservazionali.
I dati relativi a studi su animali o sistemi modello possono essere inclusi solo per supportare l’evidenza.
E’ poi compito del Panel di esperti dell’EFSA verificare la fondatezza scientifica dei claims e l’appropiatezza delle parole utilizzate.
Rispetto al Regolamento, entrato in vigore il 1 Luglio 2007, v’è qualche difficoltà di accoglimento da parte dell’industria agroalimentare in contrasto con le associazioni dei consumatori  che temono che l’estensione dei ai claims a un grande numero di prodotti crei un clima di grande confusione per i consumatori; quando la CE adotterà in modo definitivo l’elenco delle indicazioni ammesse, i claims rifiutati dall’EFSA dovrebbero essere inclusi in una lista ad hoc e rimossi dalle confezioni.
A titolo indicativo riportiamo che nel 2010 l’EFSA ha accettato 1838 richieste su 4947 presentate rigettandone molte altre per motivi diversi e riportiamo anche alcuni pareri del del 2010 e aggiornati all’aprile 2011 relativi agli articoli 13.1/13.5/14 ; si tratta di pareri relativi ad alcuni health claims che sembrano rilevanti per il nostro ragionamento
Art 13.1 Scientific Opinion of the NDA Panel -  all’ Aprile 2011
  1. Taurine related health claims
  2. Resistant maltodextrin related health claims
  3. L-lysine related health claims
  4. Monomeric flavan-3-ols from apples and improvement of endothelium-dependent vasodilation
  5. Betaine and contribution to normal homocysteine metabolism
  6. Fructooligosaccharides (FOS) from sucrose related health claims
  7. Lactobacillus plantarum 299v related health claims
  8. Rapeseed oil related health claims
  9. Copper related health claims
  10. Sugar-free chewing gum with fluoride and maintenance of tooth mineralisation
Art 13.5  Published: dal Settembre 2010 all’Aprile 2011
  1. ProteQuine® and bovine lactoferrin and increasing suppressed concentrations of secretory IgA and reducing the risk of common cold with sore throat ; Scientific Opinion of the NDA Panel  
  2. Lactobacillus plantarum TENSIA™ and maintenance of normal blood pressure
  3. Lactobacillus casei strain Shirota and maintenance of the upper respiratory tract defence against pathogens by maintaining immune defences 
  4. Synbio and maintenance and improvement of intestinal well-being  WSTC I and II and reduction of platelet aggregation  Yestimun® and immune responses
  5. Scientific Opinion on the substantiation of a health claim related to a combination of blackcurrant seed oil, fish oil, lycopene, vitamin C, and vitamin E and helps to improve dry skin conditions pursuant to Article 13(5) of Regulation (EC) No 1924/2006  Published: 21 May 2010
Art 14 all’ Aprile 2011
ProteQuine® and increasing suppressed concentrations of secretory IgA and reducing the risk of influenza and common cold 
ALA and contribution to brain and nerve tissue development
Water and reduced risk of development of dehydration 
Thiamin and maintenance of normal neurological development and function.
 
Infine : ultimamente (Aprile 2011)  l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare ha pubblicato il parere su 442 diciture salutistiche che le aziende alimentari propongono sulle etichette. Si tratta del quarto gruppo di claims esaminato dagli esperti (per un totale di   2184 diciture) e nell’80% dei casi l’Autorità  ha bocciato le diciture per mancanza di un valido supporto scientifico. Rimangono ancora 600 richieste che saranno esaminate entro giugno 2011.
Come successo in precedenza  gli esperti EFSA hanno espresso pareri negativi soprattutto motivati dalla insufficiente qualità e quantità dei dati scientifici. Tra le carenze maggiormente rilevate si nota la mancata identificazione delle fibre, l’assenza di prove per dimostrare benefici per l’organismo , la mancanza di studi condotti sull’uomo.
Tra i settori che non superano i test di valutazione quello dei probiotici. Per il momento la bocciatura riguarda solo i batteri della specie Lactobacillus casei Shirota contenuti nei vasetti, che dovrebbero “aiutare a mantenere le difese immunitarie nel primo tratto respiratorio in caso di raffreddore”.
Le poche valutazioni positive per contro hanno riguardato l’azione positiva delle noci sui vasi sanguigni, gli effetti antiossidanti dei polifenoli dell’olio d’oliva sul colesterolo totale e della frazione LDL, l’effetto stimolante della caffeina.



1 Maggio 2011

Che Confusione!
Integratori;
Pre-/Pro-biotici; Nutraceutici; Alimenti Funzionali
Necessaria la Scelta della Qualit

di Alberto Mario Bargossi m.c.
(Leggi la risposta)

Il tema dell’uso e abuso di farmaci nello sport è di quelli destinati a far scorrere ancora fiumi di inchiostro.
Cito dalle parole del sottosegretario Crimi riportate in Finanza&Mercati dello Sport a firma di Martina Saporiti

“…La piaga del doping non affligge solo lo sport professionistico. Integratori alimentari, mix di proteine sempre più simili ad aminoacidi, pillole, stimolanti e anabolizzanti sembrano essere il pane quotidiano degli sportivi amatoriali….”
E ancora :
«…Dobbiamo approfondire gli aspetti meno monitorati come ad esempio il corretto uso di integratori alimentari che, se abusati, possono portare a gravi interferenze con i neurotrasmettitori. Purtroppo il doping fai-da-te a livello amatoriale è più rischioso di quello dei professionisti: almeno quello è seguito dai medici…».
Balzano all’occhio la sostanziale e consueta non conoscenza della materia che produce una confusione da cui origina una cattiva valutazione del problema.
Uso e abuso di farmaci nello sport  è però anche un territorio assai mal delimitato dove si confondono conoscenze scientifiche accertate con “prove di evidenza” e ipotesi fondate solo sull’ideologia di chi le formula e nel migliore dei casi aneddotiche.
Innanzitutto credo che lo sviluppo di un ragionamento corretto dovrebbe articolarsi su alcuni punti.
  1. Uso di farmaci nello sportivo vs. abuso di farmaci nello sportivo
  2. Uso & mal uso di supplementi che non sono farmaci ma integratori o supplementi alimentari.
In relazione al punto 1 una osservazione minimale: è indubbio che lo sportivo professionista o del tempo libero sia soggetto a malattie cosiccome il non praticante di un’attività sportiva.
È anzi un’osservazione comune dei medici dello sport che il praticante attività sportive a livello agonistico elevato sia frequentemente soggetto a sviluppare forme patologiche.
Ciò non meraviglia  sappiamo infatti che la pratica esasperata e a livello agonistico elevato di una disciplina sportiva può anche essere alla radice di situazioni tra la  fisiopatologia o la patologia. È anche osservazione comune che spesso gli sportivi del tempo libero eccedano nei programmi di allenamento vuoi per intensità che per volume.
In caso di malattia intercorrente lo sportivo andrà dunque curato facendo ricorso a tutte quelle risorse farmacologiche che la scienza medica rende disponibili caso per caso. Senza trascurare che probabilmente è lecito, e risponde ad un intervento secondo scienza e coscienza, mettere in atto anche alcuni presidi a livello preventivo e protettivo.
Sarà forse il caso di notare che, come insegna l’indagine epidemiologica,  allenamenti eccessivi per volume o per intensità o per volume e intensità cui non si accompagna la scelta di una dieta adeguata e il giusto tempo di recupero e riposo, spesso siano seguiti da malattie di cui forse le più evidenti sono la mononucleosi, il citomegalovirus o la ricorrente comparsa di Herpes.
Esse sono notevolmente più frequenti negli agonisti di elevato livello impegnati in sedute stressanti e ripetute di allenamento e in competizioni. Ma spesso ne sono soggetti anche gli sportivi amatoriali che finiscono per stressarsi quando devono inserire allenamenti duri e ripetuti in una routine professionale e familiare già pesante.
Ma non dell’uso dei farmaci dopanti si pone qui la questione.
Piuttosto resta aperto e insoluto, a mio avviso, il problema del ricorso a farmaci leciti e consentiti, ma forse in taluni casi inutilmente abusati in situazioni di patologia nulla o minima, ma con la credenza di ottenerne un vantaggio agonistico.
E il ragionamento allora si farebbe lungo e di complesso svolgimento e andrà affrontato in un dibattito meditata sine studio ac ira. Anche perché si deve riconoscere la probabile utilità del ricorso ad alcune terapie lecite, consentite e d’altronde espressamente normate, quando esse abbiano una finalità preventiva e protettiva della salute dell’atleta.  
Il culmine della confusione si raggiunge però quando si confondono farmaci e integratori.
“Dobbiamo approfondire gli aspetti meno monitorati – specifica il sottosegretario Crimi - come ad esempio il corretto uso di integratori alimentari che, se abusati, possono portare a gravi interferenze con i neurotrasmettitori”
da Finanza&Mercati dello Sport a firma di Martina Saporiti

Esprimerò qui una riflessione e un parere.
Il settore degli alimenti e delle bevande è disciplinato da una normativa che nel tempo è divenuta vastissima e si è sviluppata con riguardo a: l’igiene pubblica; l’agricoltura, l’industria ed il commercio; l’interesse finanziario dello Stato.
Le più importanti sostanze alimentari, sono poi disciplinate singolarmente.
A ciò si aggiunge l’ influenza vieppiù crescente del diritto comunitario.
Ma la consultazione (lettura) delle numerose espressioni di norme di legge e circolari che regolano e disciplinano le integrazioni alimentari è un’esperienza psichedelica: 4 passi nel delirio con punte di inconsapevole (?) comicità !!!
cfr  ….Infatti, in quest'ultimo caso (immissione in commercio di nuovi integratori nda), i mezzi consueti messi a disposizione dei servizi di controllo possono in determinate circostanze non consentire di accertare se il prodotto alimentare in questione possieda effettivamente le proprietà nutrizionali specifiche attribuitegli. È pertanto necessario prevedere che, all'occorrenza, il responsabile della commercializzazione di questo prodotto alimentare debba assistere il servizio di controllo nell'espletamento delle sue attività….
La sottolineatura e il grassetto sono miei a evidenziare come appaia e sia incongruo che sia il responsabile della commercializzazione di un prodotto alimentare  a suggerire all’autorità di controllo quali controlli eseguire e come.
Tutta la materia di regolamentazione degli integratori è gradatamente stata fatta propria dal del Ministero della Salute con la legge istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale, (n. 833 del 1978) .
Ciò deriva dal reputare preminente l’interesse per gli aspetti di tutela della salute dell’individuo.

Consideriamo specificamente le definizioni e le categorie di integratori alimentari e integratori fitoterapici.
Secondo la direttiva 2002/45/CE del Parlamento e del Consiglio Europeo, in data 10 giugno 2002 , per integratori si intendono “i prodotti alimentari destinati ad integrare la dieta normale e che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive o di altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico, sia monocomposti che pluricomposti… in forme di commercializzazione quali capsule, … pillole ecc … destinati ad essere assunti in piccoli quantitativi unitari”.
Per integratore alimentare si intende dunque un prodotto che, in particolari condizioni, può essere aggiunto all’alimentazione abituale per soddisfare il fabbisogno di nutrienti raccomandato nelle linee guida LARN.
Con denominazione di «Alimenti adattati ad un intenso sforzo muscolare soprattutto per gli sportivi» gli integratori alimentari per lo sport rientrano tra i prodotti alimentari destinati ad una alimentazione particolare.
L’allora Ministero della Sanità, ora Ministero della Salute, ha emanato (circolare 7 giugno 1999, n. 8) specifiche linee-guida relative agli integratori.
In particolare gli «integratori alimentari per lo sport» sono collocabili nelle seguenti categorie:  
  1. Prodotti finalizzati ad una integrazione energetica
  2. Prodotti con sali minerali destinati a reintegrare le perdite idro-saline causate dalla sudorazione conseguente all'attività muscolare svolta.
  3. Prodotti finalizzati all'integrazione di proteine.
  4. Prodotti finalizzati all'integrazione di aminoacidi e derivati.
  5. Prodotti contenenti derivati di aminoacidi: Creatina
  6. Altri prodotti con valenza nutrizionale, adattati ad un intenso sforzo muscolare.
  7. Combinazione dei suddetti prodotti. Che possono essere usati da soli oppure in combinazione tra di loro.
Questi prodotti utilizzati solo per via orale, si possono presentare sotto forme diverse.
Per ogni categoria di integratori il ministero identifica e norma le caratteristiche da rispettare ed il contenuto in nutrienti.
Nessun accenno viene fatto a nutraceutici e fitoterapici (anche come fitocomplessi) nell’attività sportiva. Nel nostro paese inoltre non esiste un sistema di monitoraggio specifico ufficiale degli eventi avversi legati al consumo di integratori alimentari ed in particolare per quelli contenenti fitoterapici nonostante eventi avversi provocati da sostanze contenute in fitoterapici commercializzati come integratori alimentari (per es. la cardiotossicità di citrus aurantium) siano più volte stati denunciati agli organi competenti.
Va segnalato che la legge del 3 febbraio 2003, n.4, ha accolto la direttiva europea consentendo la commercializzazione dei prodotti dietetici per lo sport sulla base della semplice «notifica preventiva di etichetta» al Ministero della Salute.
Al proposito si noterà che l’assunzione di responsabilità sul prodotto e su quanto riportato nell’etichetta ricade così sull’azienda produttrice. In tal modo si  modifica radicalmente quanto in precedenza stabilito dal Decreto Legge del 27 gennaio 1992, n. 111 che, viceversa, regolava la vendita dei prodotti dietetici per lo sport, come per altri prodotti da banco, secondo la prassi dell’«autorizzazione-registrazione ministeriale». Tale autorizzazione prevedeva che fosse il Ministero della Salute a effettuare l’analisi del prodotto e la verifica della corrispondenza tra etichetta e contenuto (con assunzione di responsabilità sul prodotto e su quanto riportato nell’etichetta a carico del Ministero).

Nel merito sembra interessante anche la definizione di integratore e complemento alimentare  “food complement” proposta una decina d’anni fa dalla Federazione Europea delle Associazioni dei Produttori di Prodotti Salutistici: «Preparazioni come tavolette, capsule, polveri e liquidi composte da o contenenti nutrienti, micronutrienti e/o altre sostanze commestibili assunti in dose unitarie, destinate ad integrare la normale alimentazione».
La  legislazione statunitense offre un altro esempio a proposito dello sviluppo delle elaborazioni teoriche per la definizione degli integratori alimentari (nell’originale “dietary supplements”); l’integratore alimentare è «un prodotto destinato ad integrare l’alimentazione, contenente o composto da a) vitamine, b) minerali, c) erbe o altri prodotti vegetali, d) aminoacidi, e) sostanze alimentari per uso umano atte ad aumentarne il consumo totale, oppure f) un concentrato, un prodotto metabolico, un costituente,un estratto o una combinazione degli ingredienti sopra descritti (lettere a, b, c, d, e,) . . . ».

Complessivamente dalla disamina dei diversi testi ricaviamo il concetto che l’integratore alimentare sia
  1. diretto a qualsiasi soggetto adulto in buona salute fisica.
  2. un alimento pensato allo scopo precipuo di fornire un adeguato complemento alla normale alimentazione, laddove quest’ultima non sia in grado di fornire tali sostanze in sufficiente quantità,
Il concetto di «sufficiente quantità» è una variabile molto ampia, che dipende da due fattori:
  • a) il fabbisogno individuale che è variabile nel tempo
  • b) la determinazione della quantità da considerare sufficiente.
Su quest’ultimo punto esistono orientamenti in conflitto:
  1. da una parte vi sono coloro che ritengono sufficiente la quantità di una sostanza che assicura, nella maggior parte della popolazione, l’assenza di sintomi di carenza, cioè l’assenza delle più tipiche malattie da carenza vitaminica. È la posizione che dopo un intervento osservazionale, porta alla formulazione di linee guida igienico-dietetiche a carattere epidemiologico
  2. Dall’altra parte c’è chi propone un concetto di quantità sufficiente definita individualmente come quantità ottimale per ogni individuo; l’integrazione alimentare in quest’ottica contribuisce ad un fisico sano e resistente dando alla persona uno stato di salute ottimale e benessere.
È la posizione che nel contesto clinico dovrebbe guidare il consiglio del medico, unico sanitario autorizzato a visitare e prescrivere un’eventuale terapia sia essa farmacologica o dietetica. Nelle due posizioni mi pare che si riproponga in certo modo un errore metodologico: quello cioè di scambiare la patologia per la clinica e intervenire sulla malattia e non sul paziente.
Orbene: è questo individuo, proprio questo sportivo, qui ed ora, che può aver beneficio dall’integrazione mentre altri esponenti della popolazione di appartenenza non ne hanno bisogno: così avviene ad esempio se vogliamo considerare una popolazione (studio di coorte) composta da atleti impegnati in gesti atletici aerobici  o aerobico-anaerobici.
Ad esempio maratoneti e fondisti e atleti dello sci nordico impegnati in gare di un giorno, piuttosto che ciclisti  impegnati in una dura corsa a tappe, pur considerati all’interno di discipline che fan ricorso per la produzione di energia alle medesime vie metaboliche , potranno trarre beneficio o avere la necessità di una integrazione e supplementazione diversificata che sia mirata, individuale e variabile in funzione della periodizzazione dell’attività .

In atto la legislazione ribadisce la caratteristica essenziale degli integratori, che è per l’appunto quella di costituire un valido complemento all’alimentazione, un contributo alimentare del tutto accessorio e non fondamentale per la normale funzionalità dell’organismo, giustificabile solo in quanto assunto da chi ha esigenze nutritive del tutto particolari ed al di fuori di qualsiasi compromissione più o meno significativa della normale funzionalità del proprio organismo.
È quanto appunto avviene negli sportivi sia professionisti che del tempo libero.
È di estremo interesse notare come la normativa col Decreto Legislativo 21 maggio 2004, n. 169: Attuazione della direttiva 2002/46/CE relativa agli integratori alimentari configuri in modo più preciso l’integratore alimentare, parlando apertamente di “fonte concentrata di sostanze nutritive”.
I giuristi sottolineano come nel decreto, ripreso il concetto di quantità sufficiente,
soprattutto si fornisca una parziale interpretazione in favore della tesi della quantità ottimale per ogni individuo. è tuttavia anche vero che in atto non sussistono particolari elementi che consentono di ritenere come definitiva questa acquisizione e che si deve ritenere plausibile anche la prima ipotesi : quella che si riferisce alla quantità sufficiente ad eliminare le carenze soprattutto quelle vitaminiche.
Le sostanze normate  come le vitamine, i minerali gli aminoacidi, sono largamente impiegati nell’alimentazione dei praticanti sportivi sia dilettanti che professionisti nelle diverse attività sportive sia semiagonistiche che agonistiche. Si consideri ad esempio come il complesso vitaminico B debba esser integrato in funzione della spesa e non dell’introduzione calorica, in quanti si sottopongono ad un regime dietetico ipocalorico o volto a diminuire gli indici di rischio relativi nei portatori di S. Metabolica.

Non vi è dubbio infine, che in considerazione della specificità e della delicatezza della materia concernente gli integratori alimentari che è soggetta a interessi d’ordine economico e rilevante per la salute talora in conflitto,  e alla luce delle più recenti esperienze, serva un efficace sistema di controllo e di vigilanza che armonizzi il nostro ordinamento con quello degli altri Paesi europei dando così vita ad un’Autorità nazionale caratterizzata da requisiti di indipendenza, trasparenza, riservatezza, in grado di comunicare i risultati della propria attività direttamente al pubblico ed agli utenti interessati.
La Direttiva del Parlamento Europeo 2002/46 ha indicato l’importanza di una adeguata legislazione che disciplini a livello comunitario la commercializzazione di prodotti dietetici, in precedenza sottoposti a legislazioni eterogenee nei diversi stati membri.
A livello comunitario in atto è in corso l'armonizzazione del settore solo per quanto relativo all'impiego di vitamine e minerali.
Per le altre sostanze non sarà però immediatamente seguito un analogo processo; infatti la Commissione europea, considerata la forte disomogeneità dell'approccio e delle normative nazionali degli Stati membri, ha decretato che mancano le condizioni per avviare l'armonizzazione.
E si fa notare come ad oggi tra gli integratori alimentari siano inclusi anche quelli aventi materia prima a base vegetale senza finalità terapeutiche, e come siano disciplinati dalle stesse norme legislative degli integratori.
Il medico dello sport quando si occupa di nutrizione dello sportivo e dell’atleta, dovrebbe ricordare un datato lavoro di Burke che identifica alcuni punti critici per la definizione e l’uso di integratori (micro e macronutrienti) nello sport :
“…A supplement contains …
  1. in amounts generally similar to the levels specified in the RDA/RDIs and similar to the amounts found in food,  
  2. provides a convenient or practical means of ingesting these nutrients particularly in a sport setting,
  3. allows or aids the achievement of known physiological or nutritional requirements of an Athlete,
  4. contains nutrient(s)  in large amounts for use in reversing a known nutrient deficiency state,
  5. the specific application of the supplement to meet a physiological or nutritional need has been demonstrated to improve sports performance,
  6. the efficacy of the correct use of the supplement is generally acknowledged  by exercise physiologists and sports nutrition experts.
(Dietary supplements in sport L M Burke and R S D Read; Sport Med 15(1) 1993)

Qui si entra nel delicato campo della scelta e del buon uso dell’integrazione.
Riporto in parte quanto pubblicato da alcuni Autori e d’accordo col gruppo tematico “Nutrizione, attività fisica e sport” della Società Italiana di Nutrizione Umana  
“…abitudini alimentari corrette, … possono coprire per intero i fabbisogni nutrizionali della quasi totalità degli sportivi, quando impegnati in attività continuative, anche di buon impegno fisico.
Pertanto, salvo rarissimi e ben selezionati casi, il ricorso all'uso di integratori è del tutto ingiustificato e non scevro da potenziali rischi per la salute.”

Si tratta di una posizione assai controversa che:
  1. generalizza e semplifica le diverse tipologie atletiche e non sembra neppure considerare l’estrema diversità dei praticanti con le loro diverse finalità; dalla ricerca-mantenimento di fitness e wellness sino alla partecipazione ad attività normate come agonistiche dalle federazioni del CONI.
  2. demonizza l’uso di integratori scrivendo : “…è del tutto ingiustificato” e con un uso quasi terroristico: “…e non scevro da potenziali rischi per la salute” della costruzione e della struttura del periodo.
  3. sottintende una implicita malafede e fa pensare che l’integrazione non sia una componente della razione alimentare dell’atleta ma un tentativo furbetto di conseguire un vantaggio ingiusto e in  maniera sleale.
Perché in realtà i rischi non derivano dall’adozione dell’integrazione, ma da un uso non scientifico e erratico della stessa e dall’adozione di prodotti la cui qualità è tutta dimostrare consigliati poi da interessati rivenditori...

Ed è invece fuor di dubbio che il consiglio d’uso di integratori alimentari come parte importante della struttura della razione alimentare  in praticanti l’attività sportiva dovrebbe esser suggerita, nei casi di reale bisogno, dai soli medici dello sport e dai nutrizionisti sportivi.
Sono questi gli unici professionisti capaci di determinare la necessità della supplementazione mirata al conseguimento di obbiettivi di allenamento o agonistici certi (anche nel necessario confronto con i preparatori e gli allenatori), e in questa eventualità d’uso, gli unici in grado di definire, così come si deve fare nella comune prescrizione di un farmaco, la dose, il periodo d’uso, i controlli di sicurezza da eseguire periodicamente e gli unici e soli capaci di valutarne le controindicazioni per eventuale presenza di patologie.

Dovrebbero anche saper identificare i produttori affidabili , e non è forse questa la parte più semplice.
Ciò si fa a partire dalla conoscenza (lettura dei documenti e delle procedure)  di adesione delle ditte produttrici alle norme europee di gestione della qualità (DIN EN ISO 9001-2008) e di produzione GMP  ( Good Manifacturing Practice ).
Ma è anche fondamentale che le materie prime impiegate siano esse pure certificate
Così si spiega la necessità di attuare il:
“…piano nazionale (previsto dal citato Decreto Legislativo n. 169: Attuazione della direttiva 2002/46/CE) per la sicurezza alimentare redatto e governato da un apposito ufficio di coordinamento che, prendendo le mosse dalla riorganizzazione a livello nazionale resa necessaria dall'avvio dell'autorità europea per la sicurezza alimentare, definisca in modo fortemente integrato la natura e le responsabilità dei diversi livelli di intervento, dei flussi di coordinamento nell’acquisizione dei dati, nonché delle relative analisi e consenta di assumere e di attuare a livello più idoneo e con rapidità le decisione indispensabili per il conseguimento degli obiettivi summenzionati”.
La sottolineature è mia.
 
L’esperienza tuttavia insegna che il settore degli integratori è dominato dalla facile approssimazione e che spesso non è un professionista della salute a indicare l’opportunità dell’integrazione e che all’utilizzatore la qualità sembra meno importante che non il costo del prodotto.
Questa è anche la politica seguita dai rivenditori più attenti all’utile che al servizio.
Recentissima la sentenza della cassazione che permette ai soli laureati in medicina e chirurgia  la prescrizione di diete che vieta invece agli altri dottori e segnatamente ai biologi.
Un altro caveat che risulta dalla letteratura ed è oggi sancito dalla normativa europea è relativo alle vantate proprietà di taluni integratori.
Molti supplementi alimentari vengono reclamizzati e consumati con fini plastici o energetici, ma sono pochi i lavori scientifici originali o le metanalisi  scientifiche che provano l’ottenimento di un miglioramento della prestazione sportiva.
Relativamente più abbondante il materiale da metanalisi che evidenzia l’utilità di integratori selezionati per intervenire sugli indici di rischi relativi (RRI) per alcune patologie.
Gli strumenti pubblicitari impiegati sono svariati ma alcuni sembrano degni di esser evidenziati:
  1. estensione interspecifica dei risultati: studi effettuati solo su cavie animali sono estesi anche alla specie uomo.
  2. estensione arbitraria, spesso per analogia, delle conclusioni di lavori scientifici ai prodotti commercializzati
  3. scambio di outcomes occasionali per conseguimento degli endpoints come risultati
  4. estensione per analogia di effetti osservati solo in condizioni patologiche allo sportivo in buone condizioni di salute.
Considerando il campo delle sedicenti citazioni a supporto di questo o quell’integratore non mancano
  1. lavori pubblicati su riviste scientificamente non accreditate o introvabili…
  2. lavori che citano in bibliografia
a) ricerche non pubblicate,
b) fonti non verificabili,
c) fonti obsolete per i metodi di indagine utilizzati,
d) risultati estrapolati dal contesto,
e) risultati non attendibili.

Un approfondita disamina andrebbe poi fatta anche relativamente a quelle pratiche delle cosiddette medicine alternative spesso ahinoi sostenute anche da assertivi ed astuti colleghi, ma che in atto non superano le minime verifiche della medicina delle prove (evidence based medicine)…e si accontentano però di riferiti casi esemplari.
Se tutto questo è obbligo morale per tutti i medici assai critica è la figura di coloro che medici non sono, ma prescrivono diete e consigliano l’uso di farmaci, dei diversi integratori, dei fitoterapici sino all’indicazione di prodotti galenici.
Gli integratori e i supplementi nutrizionali sono da intendersi come strumenti della terapia igienico-dietetica: lo ribadiamo sono  utili e sovente necessari  ma vanno prescritti all’interno di un programma ampio e articolato che preveda regolari controlli e devono essere usati solo in presenza di esigenze terapeutiche comprovate.
Pertanto, gli integratori sono da consigliare esclusivamente nei casi in cui l'organismo abbia carenza di determinati alimenti: non hanno di per sé proprietà curative, ma servono a integrare una normale dieta, completandola.
Per le loro proprietà nutrizionali, vanno assunti entro limiti di sicurezza (upper safe level: UL), tenendo conto delle RDA (recommended dietary allowances), o dei LARN (livelli di assunzione raccomandate di nutrienti)  ossia le raccomandazioni degli specialisti.
 
********************************************************************************
 
N.B.: integratori vegetali
Il Ministero della Salute si è espresso in materia di integratori vegetali con la Circolare n. 3 del 18 luglio 2002, subordinando la commercializzazione dei prodotti erboristici o che contengono derivati di piante alle procedure previste dal DL.vo 111/1992 per gli integratori alimentari. La lista delle piante ammesse per l’uso viene già pubblicata dal Ministero della Salute, impegnato in un aggiornamento costante e continuo, anche alla luce delle ultime evidenze della letteratura scientifica.
Dalla medesima Circolare n. 3 cui è bene fare riferimento, riporto indicazioni specifiche per prodotti contenenti alcuni specifici ingredienti vegetali, come elencato di seguito:
  1. Citrus aurantium. - L’apporto giornaliero di sinefrina con le quantità d'uso indicate non deve essere superiore a 30 mg corrispondenti a circa 800 mg di citrus aurantium con un titolo del 4% di tale sostanza. Avvertenze: non superare la dose giornaliera consigliata…
  2. Hypericum perforatum L. (iperico). – Occorre riportare la titolazione in ipericina, il cui tenore va indicato in etichetta per quantità di assunzione giornaliera consigliata. L'apporto giornaliero di ipericina non deve superare i 21 mg/die, ….
  3. Ginkgo biloba L. - Avvertenze: Se si stanno assumendo farmaci anticoagulanti o antiaggreganti piastrinici, consultare il medico prima di assumere il prodotto…
  4. Isoflavoni (di soia). - L’apporto giornaliero di isoflavoni totali con le quantità d'uso indicate non deve essere superiore a 80 mg. …
  5. Stevia rebaudiana. - Alla luce del diniego a livello comunitario dell'autorizzazione della stevia rebaudiana come ingrediente alimentare (decisione della Commissione Europea del 22 febbraio 2000), non ne è consentito l'impiego.
La Direttiva Europea 2002/46/CE e la Direttiva Europea 2004/24/CE si sono occupate del problema per arrivare ad una definizione univoca dei prodotti di origine vegetale e ad una loro classificazione in modo da evitare possibili rischi alla salute.
Il Ministero della Salute ha ritenuto di intervenire sul piano normativo per l'impiego di altre sostanze negli integratori, soprattutto piante e derivati, predisponendo un apposito decreto che ha notificato preventivamente alla Commissione europea in quanto norma tecnica di adozione unilaterale.
Tutto questo dovrebbe portare alla compilazione di un elenco sistematico dei prodotti vegetali e non.

dott. Alberto Mario Bargossi m c
specialista in Igiene Med. Preventiva/Med
dello Sport/Igiene Med. di Laboratorio



6 Aprile 2011

Buongiorno, vorrei sapere come mai ogni anno dopo la pausa invernale, quando riprendendo gli allenamenti, la mia bocca si cosparge di herpes e afte!
Perch? Grazie.
Carlo
(Leggi la risposta)

Gentile Sig Carlo buon giorno,
premesso che l’HV è un abituale ospite della specie umana, Le ricordo che si attiva dolorosamente in occasione di situazioni stressanti d’ogni genere: un esame un trauma un momento di tensione sul lavoro, un trasloco ecc.
Alcuni Autori, ma la questione è controversa, ritengono anche che la comparsa sintomatologia sia cosa migliore, quasi una crisi che risolve l’incubazione di malattie più gravi, almeno per qualche tempo.
Venendo al suo caso:
La comparsa di HV alla ripresa dell’allenamento non è rara e quasi sempre  (io direi sempre) si accompagna ad un errore di programmazione e periodizzazione: sia nel dominio dell’intensità che nel dominio del volume.
Ciò detto la cura è sintomatica per il dolore e d’ordine alimentare -integrativo per la condizione generale.



30 Marzo 2011

Spett.le dott.BARGOSSI,
pratico ciclismo a livello amatoriale ma esattamente triathlon.
A seguito di un forte impoverimento dei livelli ematici di ferro, ho integrato questo componente con il classico ciclo di ferro consigliato dal mio medico curante. In vista delle prossime analisi vorrei chiederle la lista degli esami da fare per stabilire il mio stato d'efficenza sportiva.
Confido nella sua competenza per avere un orientamento in tal senso.

Cordiali saluti
Alex L.
(Leggi la risposta)

Gentile sig Alex,
il riscontro di anemia dell’atleta o nell’atleta è relativamente frequente nei praticanti attività di endourance; tra queste il triathlon , per le caratteristiche prestazionali dunque muscolari, è da considerarsi tra le più impegnative.
Per una corretta valutazione dovrei tuttavia conoscere

  1. i suoi dati antropometrici di età, h, kg,
  2. il suo training,
  3. i valori refertati ,che hanno indotto il mio collega alla diagnosi e al trattamento,
  4. rimango comunque nell’attesa di conoscere quello che lei indica come  “il classico ciclo di ferro” ; intanto però Le debbo segnalare che è per varii motivi, si tratta di un approccio assai controverso..

Negli atleti  praticanti attività di endourance io seguo questo approccio in due fasi: I° & II°-III° livello

  1. misura dell’emocromocitometrico
  2. conta dei reticolociti (con relativi indici di maturazione ove possibile)
  3. misura del Fe sierico
  4. misura della Trasferrina

gli esami vanno eseguiti dopo almeno 3 gg di sospensione di ogni allenamento, anche di resistence (forza o potenza) e dopo almeno 7-10 gg di sospensione da ogni terapia o integrazione specifica per os (ogni terapia endovena è comunque vietata dai regolamenti ).
Conosciuti i referti si potranno eventualmente eseguire altre misure di II° e III° livello:  Eritropoietina , Aptoglobina, Emopessina ecc.
In attesa di conoscere i dati che Le ho indicato




21 Febbraio 2011

Salve dottore, sono Marco Buccarini, il ragazzo che corre nella categoria juniores e che le aveva gi inviato una domanda tempo fa. Dalle ultime analisi risultato che ho l'emoglobina sotto il valore minimo: ho 13.6 g/dl.
E' il caso, secondo lei di assumere vitamina b-12 oppure ci sono altri rimedi per riportarlo a valori accettabili?
La mia carenza pi influire negativamente sull'attivit sportiva?. grazie, cordiali saluti
(Leggi la risposta)

Caro Marco,
13.6 g/L è certo un valore al limite inf. della norma in chiunque, e a maggior ragione in un atleta di endourance.
Bisognerebbe però conoscere anche l’MCV e il n. di GR.
Inoltre per porre l’ipotesi diagnostica di anemia dell’atleta e non di anemia nell’atleta ( son cose davvero diverse) occorre conoscere inoltre, almeno Fe (sideremia) e TIBC .
La eventuale prescrizione di Vit B12 poi dovrebbe seguire alla conoscenza dei valori plasmatici della stessa.
Intanto ti domando se segui una dieta sufficientemente variata e con quantità sufficiente di carne rossa ( ottimo sarebbe anche il fegato) preferibilmente da non consumare in pasti ricchi di verdure.



9 Febbraio 2011

Salve, mi chiamo Andrea e corro nella categoria juniores. Sono alto 1.73m e peso 62kg.
Con l'alimentazione quotidiana assumo circa 60g di proteine e in pi ne assumo altre 30g con un integratore in polvere.
Volevo sapere da lei qual' il momento ideale per assumere quelle in polvere: mattino, dopo allenamento o Sera ? grazie, cordali saluti
(Leggi la risposta)

Gentile Sig. Andrea Buccarini buon giorno;
temo che la domanda da lei posta sia mal formulata.
Lei infatti, mi riferisce i suoi dati antropometrici, ma non quelli del carico di lavoro, né quelli relativi al complesso della razione alimentare che assume, e mi scrive:

“volevo sapere da lei qual\'è il momento ideale per assumere quelle in
polvere: mattino, dopo allenamento o Sera ?”


Il problema non è quello dell’orario, ma quello della congruità della quota proteica assunta.


Lei mi dice: “con l'alimentazione quotidiana assumo circa 60g di proteine e in più ne assumo altre 30g con un integratore in polvere.”
90 gr di proteine sono secondo me eccessive per un atleta Jr. di 62 kg, e temo che la dieta seguita possa esser carente di glucidi.
Naturalmente questa impressione non risulterebbe altrettanto verificata se lei corresse nella velocità su pista o nel Km o nell’inseguimento ecc.
In attesa di un suo riscontro cordiali saluti.



3 Gennaio 2011

Ha pienamente ragione dott. Bargossi, nella mia domanda del 23 dicembre scorso ho erroneamente dato per scontato che i valori di riferimento fossero uguali per tutti i laboratori di analisi.

Testosterone Eia 3,6 (rif. 3 - 10 ng\ml)
Testosterone libero 8 (rif. 8,6 - 54,7 picog\ml)
Cortisolo Ria 219 (rif. 50 - 250 ng\ml)
Ematocrito 41.5 (rif. 42 - 52 %)
Globuli rossi 4,75 (rif. 4.7 - 6.1 milioni)
Globuli bianchi 4,9 (rif. 4,6 - 10,2 mila)
Emoglobina 14,6 (rif. 14 - 18 gr\dl)
Sideremia colorimetrico 66 (rif. 53 - 167 mcg\dl)

ha bisogno di altri valori particolari?

Aggiungo che fortunatamente godo di ottima salute e non ho mai sofferto di allergie o malattie infettive.

Oltre che ringraziarla colgo l'occasione per farle i migliori auguri di un sereno Natale
Andrea
(Leggi la risposta)

Gentile sig Andrea,
prima di un consiglio una premessa relativa al laboratorio d’analisi e a come si debbano interpretarne i referti.
In via di principio ogni laboratorio dovrebbe fare riferimento a valori (i cosiddetti valori normali) determinati sulla popolazione del territorio in cui opera. Nella pratica  però questo non si verifica quasi mai e i laboratori indicano come valori di riferimento valori indicati dalle ditte fornitrici dei reagenti o degli strumenti.
Nel suo caso mi stupiscono li alti valori riferiti all’esame emocromocitometrico che trascrivo con relativo commento:
Globuli bianchi 4,9 (rif. 4,6 - 10,2 mila): sono senz’altro eccessivi i valori massimi; con 10.2 si è certamente in presenza di una forma infiammatoria.
Globuli rossi 4,75 (rif. 4.7 - 6.1 milioni): sono senz’altro eccessivi i valori massimi; 6.1 milioni di rossi sarebbero comunque un dato preoccupante,
Emoglobina 14,6 (rif. 14 - 18 grdl): sono senz’altro eccessivi i valori massimi . In presenza di valori superiori a 17.0 g/dL  io l’avrei segnalato per la sospensione da ogni competizione per un mese e poi l’avrei sottoposta poi a nuovo controllo nel medesimo laboratorio in applicazione del protocollo CONI “io non rischio la salute” e se con la mia équipe l’avessi riscontrato durante il controllo pre-gara l’avrei segnalato all’Ispettore dell’UCI FCI che l’avrebbe sospeso.
Ematocrito 41.5 (rif. 42 - 52 %): sono senz’altro eccessivi i valori massimi;  con un valore > di 50.0% mi sarei dovuto comportare come in presenza di Hb > 17.0g/dL
Lei non me lo indica ma dovrebbe avere un MCV (volume cellulare medio) attorno a 86-88
Le riporto perché se ne faccia un’idea , i dati consuntivi di un gruppo di atleti impegnati in sport di endurance.
 
 

Ciclisti

juniores

 Ciclist

professionisti

 Maratoneti
  Mediad.s.
Media
d.s.
Media
d.s.
WBC
6.9
1.6*
6.0
1.5
5.6
1.1
RBC5.3
0.3*
5.1
0.3
4.1
0.3#
Hb
15.2
0.8
15.1
0.9
14.7
0.6#
Hct
44.9
2.1
45.0
2.6
43.3
2.4#
MCV
85.2
3.6*
88.0
3.7
87.2
3.4
RET %1.2
0.4
1.2
0.6
1.1
0.3
MCVr99.4
3.2*
104.4
4.1
104.0
3.4
CHr31.1
1.5
31.4
2.1
31.0
1.6
CHCMr31.4
1.0*
30.1
 2.4 30.5

1.2

 
 3 GRUPPI DI ATLETI

 112 ciclisti

professionisti

(età media 23.2 + o - 2.2aa)

120 ciclisti

allievi II° anno e

Juniores I° anno

(16.5 + o - 0.6 anni)

39 maratoneti

(23.2 + o - 2.2 anni)

Gli atleti sono stati sottoposti a prelievo venoso al mattino a digiuno tre le ore 7:30 e 9:30, secondo le linee guida dell'International Federation of Clinical Chemistry.

 

I campioni ematici sono stati analizzati entro 4 ore dal prelievo presso il Laboratorio Centralizzato del Policlinico S. Orsola-Malpighi di Bologna

 
Venendo ai suoi valori: GR, HB ,Hct mi sembrano del tutto accettabili come anche la concentrazione di ferro sideremia colorimetrico 66 (rif. 53 - 167 mcgdl) del sangue. Tenga anche conto che questo è un valore abbastanza variabile nella giornata.
Considero ora i referti dei valori ormonali: con la premessa che l’errore di misura nei dosaggi ormonali (noi lo indichiamo come CV% dell’analisi) è piuttosto ampio e per alcuni > del 10%.
Testosterone Eia 3,6 (rif. 3 - 10 ngml) ; Testosterone libero 8 (rif. 8,6 - 54,7 picogml); Cortisolo Ria 219 (rif. 50 - 250 ngml)
Premetto che sono esattamente gli esami che anch’io potrei averle indicato perché ci danno una fotografia dello status generale di condizione. Avrei aggiunto la misura del Colesterolo totale perché è la materia prima da cui parte la sintesi degli ormoni in questione. E se il Colesterolo è basso la produzione di steroidi risulta spesso deficitaria. Questi che riporta sono valori compatibili con un allenamento forse un po’ troppo spinto e direi più in volume che in intensità.
Lei concludeva la precedente mail: “Aggiungo che durante tutto lanno integro un alimentazione sana e corretta, forse un pochino scarsa per l'annosa ricerca di un peso corporeo ottimale (sono alto 1.76 64/65 kg 9.8% massa grassa, in periodo agonistico anche meno) con aminoacidi ramificati, proteine in polvere e vitamine. Può darmi qualche consiglio per tentare di correggere gli squilibri ematici in oggetto?“
 
Il mio consiglio per ora è questo: riposo attivo (ma riposo)con sedute di palestra sino alla ripresa dell’attività ciclistica.
Utilizzo di una bevanda con maltodestrine anche in palestra, al termine dell’allenamento utilizzo di una seconda bevanda con 3 g di Leucina e 3 g di Glutamina (o con 5 g di AAR e 3 g di Glutamina).
Non so se abbia bisogno di proteine o piuttosto di idrolisati proteici o invece di un mix aminoacidico o se proprio non ne abbia bisogno e possa risolvere i problemi quota proteica solo mediante la normale alimentazione. Va certamente bene il ricorso al complesso vitaminico B e se del caso a qualche altra vitamina tipo ascorbato (C ) Ubichinone (VitQ10) o altre liposolubili.
In ogni caso le raccomando di scegliere integratori di qualità certificata a norma ISO prodotti secondo la “good manifacture practice”.
Spero di esserle stato utile e
le rinnovo l’augurio per un 2011 sportivo ricco di soddisfazione e per ogni altra cosa sereno.



23 Dicembre 2010

Salve, sono un ragazzo di 18 anni e corro al "pedale riminese" cat. juniores 2 anno; volevo sapere da lei se la mia alimentazione durate la gara corretta o se non lo mi pu dare lei dei consigli:dopo 40km mangio un panino al latte , quelli della "mulino bianco" con 3 cucchiaini di marmellata alla pesca.
Inizio a bere una borraccia di acqua in cui ho sciolto maltodestrina e fruttosio, sempre dopo 40 km. Mi pu dire poi i quantitativi esatti in grammi da sciogliere di fruttosio e maltodestrina, perch io li mettevo a caso.

Grazie, cordiali saluti
Andrea
(Leggi la risposta)

Gentile sig Andrea,
dalla sua richiesta non riesco a farmi un'idea né del suo allenamento né delle sue abitudini alimentari in funzione dell'allenamento e della gara.
In via di principio usare amidi e maltodestrine insieme a una quota di zuccheri semplici (come miele o saccarosio o fruttosio) sia in allenamento che in gara è certamente corretto. Bene dunque il panino e la borraccia.
Le quantità dipendono dall’intensità e dal volume dell’ impegno.
Attendo un aggiornamento per formulare un consiglio mirato.
Cordiali saluti A M B



23 Dicembre 2010

Buonasera dott. Bargossi
mi chiamo Andrea ho 39 anni e pratico mtb a livello agonistico con 12/13 ore di allenamento ripartito su 4 gg pi la gara domenicale.
Sono seguito da un (ottimo) preparatore atletico con il quale cerco sempre di bilanciare i carichi di lavoro ma, anche quest'anno, le analisi del sangue eseguite a fine Novembre (prima della ripresa degli allenamenti in bici) sono inesorabilmente deprimenti.

Testoterone bassissimo (Eia 3.6 ng\\ml - Libero 8 picog\\ml)
Cortisolo alto (219 ng\\ml)
Ematocrito sotto il minimo (41.5 % )
Globuli rossi bassi (4.75 mmc)

Aggiungo che durante tutto l'anno integro un alimentazione sana e corretta, forse un pochino scarsa per l'annosa ricerca di un peso corporeo ottimale (sono alto 1.76 64/65 kg 9.8% massa grassa, in periodo agonistico anche meno) con aminoacidi ramificati, proteine in polvere e vitamine.
Pu darmi qualche consiglio per tentare di correggere gli squilibri ematici in oggetto ?
La ringrazio anticipatamente per l'attenzione.

Cordiali saluti
Andrea
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Gentile Sig Andrea,
per formulare un’ipotesi e poi conseguente un consiglio relativo all’integrazione dovrei conoscere tutti i referti degli ultimi esami ematologici e urinarii.
In particolare:
Non capisco  perché o cosa intenda quando scrive
… Ematocrito sotto il minimo (41.5 % )
E inoltre, quando si riportano gli esiti di esami ormonali, oggi per le diverse metodiche impiegabili, occorre anche riportare i livelli di riferimento del Lab presso cui son stati eseguiti.
Cordiali saluti A M B



23 Dicembre 2010

Buongiorno, le volevo chiedere come faccio a sopperire alla mancanza cronica di magnesio ogni qual volta mi alleno o corro? e da che cosa dovuto questo livello che normalmente vicino allo zero nelle analisi?

Grazie
Carlo
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Gentile Sig Carlo;
premetto che il livello plasmatico del Mg è solo parzialmente rappresentativo del Mg dei tessuti e dunque del muscolo scheletrico.
Un valore prossimo a zero mg/dL  come Lei scrive è scarsamente plausibile e certamente la misura dovrebbe esser ripetuta su un diverso campione ben raccolto e analizzato. Io consiglierei il dosaggio contemporaneo anche del Mg leucocitario e del Mg urinario su urine delle 24 ore.
In ogni caso con “… normalmente è vicino allo zero nelle analisi..” non capisco che valori intenda e sarei grato se me rifacesse conoscer.
Dopo potrò eventualmente formulare un consiglio di integrazione alimentare.
Cordiali saluti A M B



23 Novembre 2010

Salve,
sono un ciclista amatoriale di 39 anni, alto 1,80 per 76 kg.
Percorro circa 4500 km/anno, incentrati durante il periodo primavera-autunno mentre durante il periodo invernale faccio sci di fondo.
Malgrado una vita sana e una discreta attivit fisica mi ritrovo con dei valori di colesterolo totale a 250 circa, HD a56 mentre i trigliceredi sono a 168 circa. questi sono i valori medi di analisi fatte ogni tre mesi per un anno circa.
Premetto che ho valori normali di ematocrito attorno ai 50 e di emoglobina a 17,6. in famiglia mia madre ha gli stessi problemi.
Cosa posso fare per abassare il colosterolo e i trigliceredi?
Secondo Lei, Dottore,i valori alti di ematocrito influenzano i valori appunto di colesterolo e trigliceredi.

La ringrazio sin da ora.
Mauro
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Caro Mauro,
La domanda può in realtà esser articolata in due:
1. Se ci sia un rischio di accidente cardiovascolare dato dai parametri ematobiochimici
2. Se sia legato all’alto valore di Hb e Hct%

 


Risposta al quesito 1

Per una corretta valutazione del Rischio Relativo di Cardiovasculopatia su Base Dismetabolica e per l’inclusione nei criteri di portatore di MS (Sindrome Metabolica) occorrerebbe anche conoscere i valori  di Pressione Arteriosa e di Glucosio ematico di base (digiuno di 8-10ore) e 2 ore dopo pasto normale . Al momento ragionando sui soli dati disponibili e applicando la formula di Friederwald il Col-LDL è 160.4 .
Se ne ricava l’idea che in atto non sia presente un rischio CV elevato.

 

 

Risposta al quesito 2 relativo ai valori dell’esame emocromocitometrico
Un alto valore di Hct% certamente può influenzare la misura del Colesterolo totale e frazionato, e dei Trigliceridi; non tuttavia in maniera significativa.
Occorrerebbe anche conoscere il valore assoluto e percentuale  dei reticolociti ; considerando i dati trasmessi: il dato di HB e Hct% è certamente al di fuori della norma (e applicando vecchi regolamenti avrebbe comunque impeditola partecipazione a competizioni dell’UCI con sospensione dell’attività agonistica e nuovo controllo dopo un mese).